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20 Dicembre 2022

Manovra, iter in salita. Cuneo fiscale e pensioni le misure per sostenere il potere d'acquisto redditi


Manovra, tra le criticità anche gli ultimi dati sulla ulteriore perdita di acquisto degli stipendi, i contenuti che andranno a impattare imprese, lavoratori e che ricadono sul settore


Sembra un percorso a ostacoli quello della Manovra che entro l'anno deve essere licenziata. Tanti i nodi e le situazioni di criticità che è chiamata ad affrontare, tra cui anche gli ultimi dati sulla ulteriore perdita di acquisto degli stipendi, e tanti i contenuti che andranno a impattare imprese, lavoratori e che ricadono sul settore.

Iter Manovra: discussione ancora aperta sui tempi

La seduta della commissione Bilancio della Camera sulla manovra di ieri è terminata all'alba, dopo undici ore di confronto in cui non è stato approvato alcun emendamento. Nelle ultime ore i lavori sono rimasti sospesi per le trattative fra il governo e i gruppi di maggioranza e opposizione e rischiano quindi di allungarsi i tempi. Si dovrà tenere in queste ore la convocazione dell'ufficio di presidenza della commissione Bilancio della Camera, che dovrà stabilire il calendario dei lavori delle prossime ore. La bozza di manovra, da quanto riferiscono le agenzie, è attesa nell'Aula di Montecitorio domani alle 13, ma già si profila un nuovo spostamento della convocazione di qualche ora. A quel punto, non è esclusa la richiesta di una seduta notturna in Aula a Montecitorio fra giovedì e venerdì. Intanto, il tesoretto in dote per le modifiche parlamentari sarebbe sceso da 400 a 200 mila euro e si attende che il governo metta la fiducia, dopo le ultime modifiche. Finora sono stati messi ai voti circa cento emendamenti dell'opposizione, tutti respinti. Oltre 420 sono stati accantonati, una decina ritirati.
L'intenzione è per una chiusura dei lavori il 23, per passare al Senato, anche perché l'approvazione finale deve essere effettuata entro il 31 dicembre. Rispetto al testo uscito dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre diverse sono le conferme e le novità, anche se su molti nodi la discussione è aperta e occorrerà vedere il testo che uscirà venerdì.

Lavoro e pensioni: provvedimenti a sostegno del potere d'acquisto

Intanto, per quanto riguarda i temi al centro della Manovra ci sono, tra gli altri, gli stipendi, le pensioni, e le tasse sul lavoro. Sul fronte pensioni, si discute sull'innalzamento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75 che, secondo quanto riferiscono le agenzie sulla base del fascicolo degli emendamenti del governo, vale per il momento solo per il 2023 e non ci sarebbe nessuna modifica a Opzione donna. Per quanto riguarda la rivalutazione degli assegni, si era parlato qualche giorno fa di un meccanismo automatico fino al 100% per alcuni assegni pensionistici. Nelle ultime modifiche la norma è cambiata e tra gli ultimi contenuti diffusi ci sarebbe l'innalzamento all'85% della rivalutazione degli importi tra quattro e cinque volte il minimo per il 2023 e il 2024. Per le pensioni più alte gli scaglioni verrebbero rivisti con una riduzione della percentuale, dal 55% al 53% per quelle tra cinque e sei volte il minimo, dal 50% al 47% per quelle tra sei e otto volte il minimo Tra le altre proposte presentate dal governo, l'assegno unico dal primo gennaio potrebbe aumentare per i nuclei con quattro o più figli, con un incremento che potrebbe arrivare a 150 euro. Per quanto riguarda il Pos, l'interlocuzione con l'Ue dovrebbe spingere il governo a eliminare dalla manovra la soglia di 60 euro entro la quale i commercianti potrebbero rifiutare di usare il Pos. Allo studio forme di ristori per gli operatori che avranno l'onere delle commissioni.
Per quanto riguarda il lavoro, da sfondo ci sono gli ultimi dati sulla perdita del potere d'acquisto degli stipendi a causa dell'inflazione, che, a novembre, è stimata dall'Istat all'11,8% e del caro bollette. Nelle proposte di governo dovrebbe allargarsi la platea che godrà del taglio di tre punti del cuneo fiscale, con il tetto al reddito per aver diritto allo sgravio maggiorato che salirebbe da 20mila a 25mila euro. Per la fascia invece che va da 25mila a 35mila euro il taglio resterebbe al 2%, come stabilito per il 2022 dal governo Draghi.

Le misure in discussione per la sanità

Per quanto riguarda la sanità, il testo originario aveva previsto un incremento del fondo sanitario di 2 miliardi, una crescita del fondo straordinario per le indennità del personale - da 90 a 200 milioni, un aumento di 650 milioni del fondo del Ministero della Salute destinato all'acquisto dei vaccini anti Sars-CoV-2 e dei farmaci per la cura dei pazienti con Covid. Previsti poi 40 milioni da ripartire tra le regioni per la prevenzione nell'ambito del "Piano di contrasto all'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2022-25", in via di approvazione in Conferenza Stato Regioni, per il 2023, 2024 e 2025. Tra i contenuti, anche il rifinanziamento della remunerazione aggiuntiva dal primo marzo 2023 per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale nei limiti di 150 milioni di euro su base annua. Sul punto era stato presentato un emendamento per estendere la remunerazione aggiuntiva al 2024 e 2025. Oltre a questo, tra gli emendamenti, è stato previsto l'istituzione nello stato di previsione del Ministero della salute di un Fondo per implementare il Piano Oncologico 2022-27 con 10 milioni di euro da erogarsi nel 2023 e 2024.

Francesca Giani

TAG: PENSIONI, GOVERNO, MANOVRA FINANZIARIA, CUNEO FISCALE

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