Antibiotici uso umano e veterinario. Ridurre e gestire farmaci inutilizzati: il farmacista può intervenire
Per contrastare l'antibiotico-resistenza si può intervenire anche su farmaci antibiotici che spesso restano inutilizzate a casa dei pazienti. Ecco cosa può fare il farmacista
Corretta gestione e smaltimento antibiotici tra le linee di contrasto all'Amr La resistenza agli antimicrobici (AMR) eÌ un fenomeno che sta preoccupando sempre di più soprattutto "a causa della pressione selettiva esercitata da un uso eccessivo e spesso improprio di tali medicinali in ambito umano, veterinario e zootecnico, estesa nel tempo". Al riguardo di recente è stato pubblicato dal Ministero della Salute il nuovo Piano Nazionale di Contrasto all'Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025 - approvato in Conferenza Stato-Regioni, il 30 novembre, e che ha ricevuto l'ok dell'Iss -, con l'obiettivo di fornire linee strategiche e indicazioni operative per i prossimi anni. Tra le quattro aree in cui si articola il testo va ricordata la Formazione e Informazione e la comunicazione e trasparenza, mentre tra i principali interventi di prevenzione e controllo nel settore umano, animale e ambientale va segnalata l'importanza della sorveglianza dell'utilizzo di antibiotici, delle infezioni correlate all'assistenza, ma anche un monitoraggio ambientale, con corretta gestione e smaltimento degli antibiotici e dei materiali contaminati.
Ridurre farmaci inutilizzati: ecco le azioni del farmacista
Come messo in rilievo dalla Fofi in una recente circolare "il nuovo PNCAR sottolinea in più punti il ruolo strategico del farmacista nella lotta all'antibiotico-resistenza quale professionista chiamato a guidare cittadini e pazienti nell'applicare le indicazioni sul corretto uso degli antibiotici e sulla prevenzione delle infezioni". In particolare, "il farmacista eÌ incluso, insieme ai medici e ai veterinari, tra le categorie professionali da coinvolgere nella promozione e diffusione di interventi utili a supportare la prescrizione appropriata di antibiotici". Tra le azioni indicate, non a caso, in cui il farmacista può avere un ruolo c'è anche quella di "ridurre l'utilizzo di antibiotici non assunti al domicilio e oggetto di precedenti prescrizioni attraverso, per esempio, numero di dosi per confezione corrispondente alla prescrizione, dispensazione di dosi unitarie, differente confezionamento antibiotici o erogazione da parte del farmacista del solo farmaco utile al completamento del ciclo". La necessità rilevata è quella di "sensibilizzazione le categorie professionali dei Medici, Medici Veterinari e dei Farmacisti con coinvolgimento delle Federazioni Nazionali in merito alla prescrizione e dispensazione di AB con numero minore possibile di unitaÌ posologiche disponibili o in dose unitaria".
Farmacisti, medici e veterinari: formazione e diagnostica vanno potenziate
In linea con tale coinvolgimento, "il ruolo del farmacista eÌ preso in considerazione, insieme a quello dei medici, odontoiatri, medici veterinari, infermieri, biologi, e OSS, anche nell'individuazione degli specifici percorsi formativi sui temi del contrasto all'ABR/AMR, sull'uso appropriato degli antimicrobici, sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni, inclusi le vaccinazioni, la biosicurezza e il benessere animale negli allevamenti e il monitoraggio nelle matrici ambientali". Il documento, in tal senso, evidenzia la necessitaÌ di "creare una rete di professionisti esperti, supportati anche dalla diagnostica di laboratorio, con linee guida e programmi di formazione ad hoc, cosiÌ come la possibilità di introdurre tale formazione anche per farmacisti specializzati in antimicrobici". Gli interventi di informazione e comunicazione poi "possono svolgere un ruolo riuscendo a migliorare la comprensione e la consapevolezza del fenomeno. Occorre poi attivare un processo virtuoso che tenga conto anche dell'impatto del contesto ambientale (smaltimenti, gestione acque, ecc.): in questa direzione chi prescrive è chiamato a educare i cittadini, con il supporto dei portatori di interesse e degli altri professionisti sanitari sul territorio (ad es. infermieri e farmacisti), i quali possono svolgere un ruolo di collegamento tra il medico/ medico veterinario e il paziente/proprietario, fornendo tutte le necessarie indicazioni e chiarimenti, affinché gli stessi cittadini, in quanto utilizzatori e fruitori dei servizi, possano seguire le corrette prescrizioni e, nel contempo, svolgere un ruolo attivo, diffondendo le informazioni acquisite e segnalando sospetti eventi avversi".
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A cura di Simona Zazzetta
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