La due giorni del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato nella capitale tunisina, per trattare temi emergenti di sanità pubblica
Nell'ambito degli impegni di cooperazione internazionale, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato è in visita da due giorni a Tunisi, per affrontare temi emergenti di sanità pubblica, in particolar modo nell'area del Mediterraneo. La visita nella città tunisina è iniziata lunedì 27 febbraio, con il sopralluogo al centro di neonatologia dell'ospedale "Charles Nicolle" di Tunisi, per osservare da vicino lo stato di avanzamento del progetto - promosso dal Governo italiano e finanziato dalla Cooperazione italiana - che intende consolidare le attività di presa in carico del neonato malato o prematuro. Gemmato è stato ricevuto dall'Ambasciatore Italiano, Fabrizio Saggio, e dal ministro della Salute della Tunisia, Ali Mrabet.
Un investimento da 17 milioni di euro
«Sono qui per verificare lo stato di avanzamento di un progetto di cooperazione internazionale di 17 milioni di euro. Grazie alle risorse italiane, i reparti di neonatologia saranno a breve dotati di strumentazioni e tecnologie avanzate, al fine di intervenire a favore della salute dei bambini», ha dichiarato Gemmato, sottolineando che l'inaugurazione del reparto, attesa per giugno di quest'anno, è un grande successo della cooperazione tra Italia e Tunisia, e un segno tangibile della forte amicizia dell'Italia verso il popolo tunisino. Nel secondo giorno di visita a Tunisi il Sottosegretario si è recato presso la sede locale dell'Oms per la presentazione dei risultati del progetto Med-Net, Partenariato operativo e strategico per la regione del Mediterraneo tra il ministero della Salute tunisino e l'Izs Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo, nell'ambito di "One Health". «Il progetto intende celebrare il legame tra medicina umana e medicina veterinaria, inserendosi perfettamente nella strategia One Health, e sarà da modello per l'intera area del Mediterranea relativamente ai temi emergenti di sanità pubblica, come la sorveglianza da Sars-CoV-2 e altri rischi emergenti, inclusa l'antibiotico resistenza», ha spiegato Gemmato.
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A cura di Simona Zazzetta
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