Arresto cardiaco: manovre salvavita, chiamate di emergenza e Dae. Da Ministero e 118 le indicazioni in attesa dei soccorsi
Emanato il Protocollo con le istruzioni da seguire, in attesa dell'arrivo dei mezzi di soccorso, per le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e per l'uso dei defibrillatori semiautomatici Dae
In Italia l'arresto cardiaco colpisce oltre 60mila persone ogni anno. Da parte delle Istituzioni è in atto da tempo una spinta a diffondere la presenza dei Dae nei luoghi pubblici e le stesse farmacie sono indicate tra i luoghi preferenziali. Non sono rari i casi, riferiti anche dai quotidiani locali, in cui il tempestivo intervento di un farmacista è stato determinante. Ma quali sono i passaggi da mettere in atto di fronte a una situazione di emergenza? Di recente, dal Ministero della Salute è stato emanato il Protocollo con le istruzioni che gli operatori del 118 sono tenuti a fornire durante una chiamata di emergenza per le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e per l'uso dei defibrillatori semiautomatici Dae, in attesa dell'arrivo dei mezzi di soccorso.
Arresto cardiaco: in attesa dei soccorsi, l'intervento immediato può fare la differenza
Quella dell'arresto cardiaco, si legge nella premessa del Protocollo - decreto del 18 maggio 2023, pubblicato in Gazzetta ufficiale del 13 giugno - è "una condizione in cui la sopravvivenza della vittima è tempo dipendente" ma "la probabilità di sopravvivenza può essere notevolmente aumentata se viene fornita un'immediata rianimazione cardiopolmonare e viene utilizzato un defibrillatore semiautomatico e automatico esterno", che "ha la capacità di rilevare automaticamente se è necessario o meno entrare in funzione". Per "guadagnare tempo, in attesa dei soccorsi, è opportuno che le manovre di primo soccorso comincino il prima possibile e l'unico modo per ottenere questo risultato è che vengano iniziate da parte di chiunque si trovi vicino alla vittima. Per questo, è necessario mettere in grado i potenziali soccorritori - chiunque siano - di comprendere quanto sta accadendo e iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare già prima dell'arrivo dei mezzi di soccorso professionale". «Se iniziate entro i primi due minuti dall'insorgenza di un arresto cardiaco» spiega Mario Balzanelli, presidente nazionale della Società italiana sistema 118 (Sis118), «tali manovre consentono di assicurare una ossigenazione minimale di emergenza del cuore e del cervello e possono salvare almeno 20.000 persone».
Farmacie fondamentali per la diffusione dei Dae
Proprio per favorire un intervento tempestivo, da parte delle Istituzioni, va ricordato, da tempo è in atto una spinta per favorire la diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE) nei luoghi pubblici e con la legge del 2021 è stato previsto l'obbligo per le strutture già dotate di DAE di darne comunicazione alla centrale operativa di emergenza sanitaria "118" territorialmente competente - per i DAE acquistati successivamente, l'obbligo di comunicazione eÌ assolto dal venditore sulla base dei dati forniti dall'acquirente. Per quanto riguarda le farmacie, già dalle linee guida regionali del 2003 sono indicate tra i luoghi in cui "per l'alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio" va favorita la presenza di DAE da parte delle Regioni.
Rianimazione cardiopolmonare e uso del Dae: a chi sono consentiti?
Ma chi può usare il DAE? Come si legge nell'approfondimento sul sito del Ministero della salute, "l'uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito, oltre che al personale medico, anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. In assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è, comunque, consentito l'uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche a chi non sia in possesso di formazione specifica - si applica l'articolo 54 del codice penale Stato di necessità" - che, però, dovrà ricevere la appropriata assistenza da parte degli operatori del 118.
Chiamate di emergenza: gli obblighi degli operatori del 118
Durante le chiamate di emergenza, "è pertanto compito delle centrali operative del sistema di emergenza sanitaria 118 fornire istruzioni per svolgere, in attesa dell'arrivo dei mezzi di soccorso, le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e relative all'uso del Dae, nonché, ove possibile, dare le indicazioni utili a localizzare il dispositivo più vicino". Con il Protocollo, predisposto dal Ministero della salute, in accordo con il sistema di emergenza sanitaria 118, tali indicazioni sono state standardizzate in modo da garantire ovunque un approccio uniforme.
Le istruzioni in attesa dei soccorsi: il Protocollo del Ministero
In particolare, tra i vari aspetti, nel protocollo vengono date istruzioni sull'uso del Dae, che va innanzitutto "aperto o acceso. Qualora siano scollegate, occorre collegare le piastre agli elettrodi, e posizionate sul torace del soggetto, accertandosi che aderiscano adeguatamente alla cute". Il Dae fornisce le istruzioni per il suo funzionamento ma occorre anche "fare allontanare i presenti dal soggetto". In caso di manovre di rianimazione cario polmonare con le compressioni toraciche, l'indicazione è di "farsi sostituire ogni due minuti, nel caso vi sia qualcun altro presente", e di "non interrompere le compressioni fino all'arrivo dei soccorsi", nei limiti del possibile. Il protocollo prevede a ogni modo che l'operatore del 118 effettui da remoto la valutazione dello stato di coscienza e la valutazione dell'attività respiratoria, proprio per definire la necessità o meno di intervenire con manovre e Dae, e guidi, passo a passo, chi ha effettuato la chiamata di emergenza.
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A cura di Simona Zazzetta
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