Sconfezionamento mascherine autorizzato da Regione Lazio. Ecco il protocollo per le farmacie
Dopo l'Emilia-Romagna anche la Regione Lazio ha autorizzato la vendita di mascherine singole. Ecco il protocollo
Dopo l'Emilia-Romagna e sulla falsa riga del suo protocollo anche la Regione Lazio ha autorizzato la vendita di mascherine singole, riconfezionate rispetto alle confezioni multiple solitamente disponibili sul mercato di approvvigionamento delle farmacie. Il documento, annunciato da una circolare odierna di Federfarma Roma, firmata dal presidente Vittorio Contarina che avvisava le farmacie di sospendere temporaneamente lo sconfezionamento in attesa dell'autorizzazione richieste formalmente alla Regione.
Applicare le Norme di Buona Preparazione
Autorizzazione che arriva anche in seguito alla segnalazione dei farmacisti romani, che denunciavano controlli e sanzioni da parte della Guardia di Finanza ai colleghi che vendevano le mascherine anche "sconfezionate", per evitare di dare a un singolo cliente pacchi anche da 50 mascherine tutte insieme. Nel documento, inviato alle Asl, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali dalla Direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria, la Regione scrive che, dal momento che le confezioni di mascherine "spesso si presenta in multipli, poiché' preparato da aziende che recentemente si sono convertite a tale produzione, e che quindi può causare il rapido esaurimento delle scorte, impedendo a chi avesse necessità di una sola o poche mascherine di accedere a tale dispositivo di protezione, si ritiene opportuno proporre alle farmacie un protocollo operativo per poter allestire in farmacia unità singole o confezioni con poche unità pronte alla vendita. Le operazioni sono effettuate dal farmacista applicando in via generale le norme di buona preparazione dei medicinali della farmacopea ufficiale, sono mirate a garantire pari sicurezza nell'uso e igiene a quelle del prodotto intero e a fornire al cittadino tutte le informazioni necessarie per il corretto utilizzo. L'apertura delle confezioni e il loro ripartimento in confezioni più piccole devono avvenire nel laboratorio della farmacia, o comunque nello spazio dedicato alla preparazione, confezionamento ed etichettatura dei farmaci. Mantenendo ovviamente la massima igiene, e allegando in fotocopia il foglio illustrativo".
Sanata situazione paradossale e drammatica
A spiegare la situazione che si era venuta a creare è Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma che alle agenzie stampa ha spiegato una situazione "paradossale e drammatica" dovuta ai frequenti controlli della Guardia di Finanza che sanzionavano i colleghi per violazione della legge sul commercio, secondo cui il prodotto non può essere venduto sfuso. Cicconetti ha ricordato che «Federfarma nazionale ha chiesto più volte un intervento al governo per sanare questa situazione, ma ancora non hanno deciso e finora ci si è affidati a pareri legali». Federfarma Roma ha quindi acquisito il protocollo della Regione Emilia-Romagna reso pubblico ieri da questa testata che autorizza e fornisce le linee gui ai farmacisti per sconfezionare le mascherine, ovviamente con le dovute precauzioni: «Lo abbiamo inviato ieri alla Regione Lazio - afferma Cicconetti, con riferimento al documento - che ha condiviso la nostra impostazione».(SZ)
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A cura di Redazione Farmacista33
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