Vittime Covid-19, aumentano le denunce dei parenti. Una farmacista nel comitato Noi denunceremo
Cresce il Comitato "Noi denunceremo" dei parenti delle vittime del Covid19: le prime 42 denunce sono state depositate in Procura a Bergamo. Ne ha raccolte altre 150
Cresce il Comitato "Noi denunceremo" dei parenti delle vittime del Covid19: nato a fine aprile a Bergamo e provincia su iniziativa dei familiari delle vittime, si è esteso ad altre province della Lombardia e da 42 denunce contro ignoti, depositate in Procura a Bergamo, dove i magistrati stanno indagando per la mancata istituzione di una zona rossa a Nembro e Alzano, ne ha raccolte altre 150.
Farmacista nel comitato: a contatto con pazienti Covid senza protezioni
Tra i promotori del comitato, si legge nelle agenzie stampa, c'è anche una farmacista, Cristina Longhini di 39 anni, che ha perso il padre di 65 anni colpito da Covid. Prima curato a casa con antibiotici e fermenti, poi ricoverato all'ospedale Papa Giovanni XXIII quando la situazione si è aggravata, diagnosi di polmonite e casco di ossigeno per tentare di salvarlo. «Come farmacista mi ha colpito la gestione scellerata - racconta - ci siamo trovati a contatto con pazienti Covid senza mascherina, senza barriera e senza guanti. Sia io che mia madre come operatrici sanitarie. Mia madre si ammala sul lavoro e probabilmente contagia mio padre in casa. Vogliamo sapere di chi siano le responsabilità delle negligenze a livello sia sanitario che amministrativo». «Le nostre denunce sono tutte contro ignoti. Sarà la magistratura a dover dire se ci sono dei reati all'interno delle nostre storie. Noi ci limitiamo a raccontare ciò che è successo» ha spiegato alle agenzie di stampa Luca Fusco tra i promotori del comitato figlio di una vittima nel Covid-19, ieri il primo Denuncia-Day.
L'avvocato: nessuna denuncia contro medici, ospedali, infermieri e sanitari
Primo perché ne seguirà un altro come spiega Consuelo Locati, la coordinatrice del pool di sei avvocati che segue il Comitato: «Ci sono arrivate altre 150 richieste di deposito denuncia: tra fine giugno e inizio luglio sceglieremo un altro giorno». Da ieri l'inchiesta è salita di livello, spiega l'avvocato, con un'audizione fissata per domani in cui sarà sentito il premier Giuseppe Conte. L'audizione del presidente del Consiglio «è un atto dovuto, in quanto persona informata sui fatti, così come è stato un atto dovuto l'audizione di Giulio Gallera e Attilio Fontana: rientra nella ricostruzione della catena di responsabilità che sta facendo la Procura. Era inevitabile, anche perché così l'indagine viene allargata a 360 grandi. Chiunque a livello dirigenziale è stato coinvolto deve essere sentito come persona informata sui fatti». L'audizione del Governo prosegue «per noi è un riscontro rispetto a quello che stiamo facendo, ma da qui a dire che ci sono responsabilità solo governative e non regionali credo sia semplicemente un'interpretazione politica che non ha fondamento». Le denunce depositate prosegue l'avvocato, «non riguardano solo persone morte nelle Rsa. Ci sono tantissimi decessi negli ospedali per ricoveri dell'ultimo minuto, quando ormai non c'era più tempo, e tante morti in casa perché non c'era possibilità di ricovero per il collasso degli ospedali, che è la cosa più terribile. Il Comitato non sta chiedendo risarcimenti economici né sporgendo denunce contro medici, ospedali, infermieri e sanitari. Come comitato riteniamo che i medici siano stati le prime vittime». (SZ)
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A cura di Redazione Farmacista33
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