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15 Giugno 2020

Vaccino Covid, ministro Speranza: firmato accordo per 400 milioni di dosi. Gratuito subito per soggetti a rischio


Italia ha sottoscritto un contratto con Astrazeneca per l'approvvigionamento di 400 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus sviluppato a Oxford

Il ministro della Salute, insieme ai ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, ha sottoscritto un contratto con Astrazeneca per l'approvvigionamento di 400 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus sviluppato a Oxford, da destinare a tutta la popolazione europea, e in Italia "verrà distribuito gratis a cominciare dalle classi piùa rischio". A darne notizia nel corso degli Stati Generali svoltisi il 13 giugno è stato Roberto Speranza: «Il candidato vaccino - si legge in una nota del ministero - nasce dagli studi dell'Università di Oxford e coinvolgerà nella fase di sviluppo e produzione anche importanti realtà italiane. L'impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della primatrancedi dosi entro la fine dell'anno. Con la firma di oggi - ha proseguito il ministro - arriva un primo promettente passo avanti per l'Italia e per l'Europa. Il vaccino è l'unica soluzione definitiva al Covid 19. Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi».


Vaccino fornito a prezzo di costo

La prima trance di dosi prenotate arriverà entro la fine dell'anno e il vaccino sarà fornito per tutta la durata della pandemia a prezzo di costo, una cifra ancora non stabilita ma che, si apprende, dovrebbe essere di "pochi euro" a dose. «Stiamo parlando del vaccino più promettente, ma non c'è certezza assoluta - ha proseguito Speranza - Il vaccino nasce nei laboratori di Londra, nell'università di Oxford. La notizia per noi rilevante è che dentro questa partita di produzione e distribuzione del vaccino l'Italia è protagonista non solo perché siamo firmatari del primo contratto in questo pezzo di mondo ma anche perché c'è una ricaduta su Pomezia, su Irbm che è una realtà italiana. Nella ricerca del vaccino l'Italia si mette in testa». AstraZeneca, che fornirà ai Paesi europei fino a 400 milioni di dosi, sta cercando di incrementare ulteriormente la sua capacità produttiva a livello globale per fornire un accesso al vaccino contro il coronavirus "ampio, equo e no profit", ha comunicato il colosso farmaceutico. «AstraZeneca si è impegnata per assicurare la produzione di 2 miliardi di dosi su scala globale di un vaccino che al momento è già in fase sperimentale sull'uomo», ha aggiunto Lorenzo Wittum, Presidente di AstraZeneca Italia, dando le dimensioni della mega operazione scientifica ma anche industriale.


Programma clinico e aumento della produzione

L'azienda riconosce che il vaccino potrebbe non funzionare, «ma è comunque impegnata a far avanzare rapidamente il programma clinico e ad aumentare la produzione a rischio». Il vaccino è attualmente in fase di sperimentazione grazie alla collaborazione con l'Università di Oxford a cui partecipa anche l'italiana IRBM, tramite la sua divisione Advent per i vaccini innovativi. Parallelamente, AstraZeneca continua a costruire diverse catene di approvvigionamento a livello globale, inclusa l'Europa. L'Azienda ha fatto sapere di essere impegnata nell'incrementando ulteriormente la sua capacità produttiva e di «essere aperta alla collaborazione con altre aziende al fine di rispettare il suo impegno di sostenere l'accesso al vaccino senza alcun profitto durante la pandemia». L'Università di Oxford ha annunciato il mese scorso l'inizio di una sperimentazione clinica di fase II/III con AZD1222 nel Regno Unito su una popolazione di circa 10.000 volontari adulti. «E' una bellissima notizia per tutti» ha affermato il presidente dell'azienda Irbm, che collabora al vaccino, Piero Di Lorenzo. Rappresentare l'Italia nella messa a punto di un progetto di interesse globale, per Di Lorenzo «costituisce uno stimolo forte per tutti i ricercatori dell'Irbm ad impegnarsi con sempre maggiore dedizione nell'innovazione scientifica».

TAG: VACCINI, ROBERTO SPERANZA, COVID-19

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