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04 Agosto 2026

Giappone, il piano Honebuto 2026 come modello per la farmaceutica Ue

Mentre l’Europa continua a discutere come rafforzare la propria competitività, il Giappone agisce: con il nuovo piano economico-fiscale il governo mette l’innovazione farmaceutica al centro della crescita, offrendo un modello di dialogo pubblico-privato che l’Efpia indica come riferimento per l’Ue

di Redazione Farmacista33


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Il Giappone ha scelto di trattare l’industria farmaceutica non più solo come parte del sistema sanitario, ma come un vero asset economico nazionale. È il messaggio che arriva dall’adozione dell’Honebuto 2026, il piano economico-fiscale che definisce le priorità del governo giapponese e che quest’anno colloca l’innovazione farmaceutica al centro della strategia di crescita del Paese. A rilanciare l’analisi è l’Efpia, la federazione europea dell’industria farmaceutica, che nel documento individua una possibile guida per l’Unione Europea, ancora impegnata a discutere come rafforzare la propria competitività nel settore.

Il Giappone punta tutto sull’innovazione

L’Honebuto impegna il governo a rafforzare l’ecosistema delle scienze della vita attraverso investimenti costanti in ricerca e sviluppo (R&S), manifattura e innovazione, con l’obiettivo di far crescere il mercato dei farmaci innovativi coperti da brevetto – compresi i prodotti first-in-class e best-in-class – a un ritmo comparabile alla media del 9,6% registrata negli altri Paesi del G7. 

Per raggiungere questo traguardo, Tokyo si è impegnata a rivedere i meccanismi di remunerazione dell’innovazione, migliorando i prezzi dei farmaci brevettati al momento della prima registrazione nell’assicurazione sanitaria nazionale (NHI) e mantenendo condizioni di prezzo adeguate lungo tutto il periodo di copertura brevettuale. Per il Giappone i farmaci innovativi sono un investimento strategico per crescita economica, resilienza e competitività di lungo periodo.

Una competitività che si gioca su scala globale

Per la prima volta, l’Honebuto riconosce anche l’impatto potenziale delle politiche statunitensi di prezzo basate sulla clausola della nazione più favorita (MFN) sull’attrattività del Giappone per gli investimenti farmaceutici. Il documento riconosce che i cambiamenti negli equilibri globali dei prezzi possono influenzare le scelte di investimento, la localizzazione degli studi clinici e il lancio di nuovi farmaci. La competitività farmaceutica non dipende più soltanto dalle politiche nazionali: le decisioni prese in un mercato importante finiscono per condizionare gli investimenti in molti altri.

Il metodo prima del merito

Secondo l’Efpia, la lezione più utile che l’Europa può trarre dal Giappone non riguarda tanto le scelte di merito quanto il metodo con cui sono state prese. Attraverso il proprio Consiglio Pubblico-Privato, il Giappone ha creato un tavolo permanente in cui governo e industria individuano insieme le criticità di competitività e definiscono la strategia nazionale, invece di chiedere all’industria di limitarsi a reagire ad agende politiche già definite. 

Un approccio simile, sostiene l’Efpia, potrebbe ispirare la creazione di una Task Force Farmaceutica Europea, che riunisca Commissione Europea, Stati membri e industria in una piattaforma strategica comune su salute, politica industriale e commercio.

I numeri del settore in Europa

Per l’Efpia le ragioni per agire sono solide: l’industria farmaceutica ha investito 60 miliardi di euro in R&S in Europa nel 2025, sostiene 2,3 milioni di posti di lavoro ed è il primo contributore al saldo commerciale estero dell’Ue. Senza il farmaceutico, l’avanzo commerciale Ue di 133 miliardi di euro nel 2025 si sarebbe trasformato in un deficit da 93 miliardi. Ogni euro investito in farmaci innovativi genererebbe, secondo le stime Efpia, un valore economico e sociale pari a 5,67 euro.

Il Giappone ha scelto di creare le condizioni per innovazione, investimenti, manifattura e commercio, per non rischiare di vedere ricerca, capitali e talenti spostarsi altrove. Un rischio oggi che tocca l’Europa, se non decide al più presto il proprio percorso.

Fonte:

Efpia

TAG: EFPIA, FARMACEUTICA, UNIONE EUROPEA, RICERCA

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