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08 Luglio 2020

Accordo Farmacia servizi in Toscana su Bpco e telemedicina, medici contrari: serve revisione radicale


Lo schema di accordo approvato in Toscana per avviare la sperimentazione della Farmacia dei servizi non piace ai medici. Sindacato medici italiani (Smi): accordo da rivedere

Lo schema di accordo approvato dalla Regione Toscana che anticipa la sperimentazione, visto che non partecipa al momento a quella statale, di alcuni servizi che saranno offerti, su base volontaria e fino al 31/12/2020, dalle farmacie come il monitoraggio dell'aderenza alla terapia farmacologica nei pazienti con Bpco ed il servizio di fornitura di prestazioni di telemedicina in farmacia, non piace ai medici: una fuga in avanti non normata in modalità, limiti e articolazioni operative. A disapprovare l'accordo tra Regione Toscana, Federfarma Toscana e la Confederazione italiana servizi pubblici enti locali (Cispel Toscana) sulla farmacia dei servizi è il Sindacato dei medici italiani (Smi) Toscana, che chiede alla Regione "una revisione radicale dell'accordo prima della sottoscrizione definitiva, nei suoi termini e nelle sue modalità attuative".

Smi: presa in carico è atto medico

La delibera, pubblicata oggi nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana, richiama i passaggi tecnici e normativi che hanno portato alla definizione e al finanziamento del progetto della "Farmacia dei servizi", dalla legge 153/2019 al decreto che ha individuato le nove regioni interessate alla sperimentazione, e gli obiettivi dell'accordo, approvato all'unanimità dalla Regione, per la sperimentazione fino alla fine dell'anno, del monitoraggio dell'aderenza alla terapia farmacologica nei pazienti con Bpco e del servizio di fornitura prestazioni di telemedicina in farmacia, con rimborso alle singole farmacie. L'accordo però, non trova il consenso dei medici dello Smi contrariati in particolare sul "fatto che la presa in carico dei pazienti è un atto di competenza esclusiva del medico in quanto riguarda modalità di intervento diagnostico-terapeutico inquadrato in modo preciso dal Codice Deontologico, dalle leggi e dalla prassi". In particolare, sottolineano che la telemedicina è in primo luogo "legata al rapporto medico-paziente" e che poi "non deve mai sostituire integralmente la clinica fatta di esame obiettivo e rapporto diretto, col paziente "in presenza", ancor più necessario con i malati cronici e gli anziani in condizioni di fragilità che in molti casi non sono ancora in grado di utilizzare correttamente le metodiche di comunicazione, anche per la mancanza di un set tecnologico minimo atto a garantire l'effettiva realizzazione di una visita a distanza". Per lo Smi la Regione Toscana ha fatto una "fuga in avanti" con "prerogative pesanti ed al di fuori della loro valida ma specifica competenza professionale, con le stesse criticità tecniche e con evidenti responsabilità legali e professionali" e chiede che si "normi al più presto modalità, limiti ed articolazioni operative per rendere applicabili in sicurezza, per i medici, per tutte le professioni sanitarie e per i cittadini questa innovazione tecnologica".

Per cronicità creare team multiprofessionali

Nel merito della gestione della cronicità, lo Smi Toscana propone alla Regione "di dare finalmente applicazione al Piano nazionale della cronicità, approvato da anni, promuovendo in ogni azienda, in modo omogeneo, team multiprofessionali inclusivi di tutte le figure professionali sanitarie ed operative presenti nel Piano, inclusi ovviamente i farmacisti, ma coordinati e controllati dal medico di famiglia". In sostanza, per lo Smi "si devono quindi rovesciare i termini: sono le altre figure che devono collaborare con il Mmg, non il contrario". La telemedicina, scrive lo Smi "deve essere riservata ai medici di Medicina generale ed ai Pediatri di libera scelta; per tutti gli altri, farmacisti inclusi, si deve parlare correttamente di trasmissione telematica dei dati, utilizzando una piattaforma informatica esclusivamente pubblica con garanzia della privacy e nel più rigoroso rispetto del segreto professionale". "Per queste motivazioni - chiude la nota - il Sindacato dei medici italiani chiede alla Regione Toscana una revisione radicale dell'accordo prima della sottoscrizione definitiva, nei suoi termini e nelle sue modalità attuative".

TAG: FARMACIE, MEDICI, FARMACIA DEI SERVIZI, REGIONE TOSCANA, FEDERFARMA TOSCANA

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