Riforma sanitaria Lombardia investe sul territorio. Farmacie riferimento capillare per vaccinazione servizi e cronicità
C'è il via libera definitivo dal Consiglio regionale della Lombardia al progetto di legge di riforma del servizio sanitario che ha l'obiettivo di potenziare la sanità territoriale agganciandosi al Pnrr
C'è il via libera definitivo dal Consiglio regionale della Lombardia al progetto di legge di riforma del servizio sanitario che ha l'obiettivo di potenziare la sanità territoriale agganciandosi al Pnrr. La riforma della Sanità lombarda punta sul territorio, investe su case e ospedali di comunità e riconosce alle farmacie il ruolo di presidio capillare al servizio del cittadino con nuovi compiti a cominciare dalla vaccinazione fino alla realizzazione della presa in carico dei pazienti cronici.
Moratti: si punta sul territorio con nuove strutture e organizzazione
«Il Covid ha messo a nudo alcune debolezze, soprattutto sul territorio e sulla cura di prossimità - dichiara l'assessora e vicepresidente di Regione Letizia Moratti in un'intervista al Corriere della Sera. - La riforma prevede una strutturata e qualificata rete di specialisti ambulatoriali, medici di famiglia e pediatri, per garantire ai cittadini un'efficiente assistenza sanitaria che porterà a una minore pressione sugli ospedali, con l'abbattimento delle liste d'attesa». A regime, spiega Moratti «il potenziamento dell'assistenza sociosanitaria e sociale territoriale avverrà attraverso la realizzazione di nuove strutture più vicine al cittadino. Cento distretti (oggi sono 27), attivazione di 203 case di comunità, 101 centrali operative territoriali, 60 ospedali di comunità e attivazione di ambulatori sociosanitari territoriali. Sono convinta che quello realizzato oggi possa rappresentare un ottimo punto di partenza per la nuova era che attende la sanità lombarda». L'assessore Moratti spiega che «il 40% delle case e degli ospedali di comunità verrà realizzato entro il 2022. Un altro 30%. I medici di base, dunque, avranno un ruolo fondamentale, rafforzato».
Con l'approvazione di questa legge ha sottolineato il Presidente del Consiglio Alessandro Fermi, «il percorso di diagnosi, cura e presa in carico può avvenire tra soggetti pubblici e privati che operano all'interno del sistema sociosanitario lombardo ed è accessibile a chiunque indipendentemente dalla rispettiva situazione sociale ed economica. Una presa in carico del singolo paziente - ha concluso - che, grazie alle declinazioni locali dei nuovi presidi sociosanitari territoriali, potrà avvenire in maniera più efficace ed efficiente».
Farmacie, punti di una rete capillare al servizio del cittadino
In una sintesi del provvedimento, la Regione spiega le strutture territoriali previste sono le Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali e l'Ospedale di comunità. Nelle prime opereranno team multidisciplinari, che costituiranno il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie e saranno il punto di riferimento per i malati cronici. La gestione può essere affidata ai medici di medicina generale in associazione. Le Centrali Operative Territoriali (una per ogni distretto) avranno la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari e si avvarranno di tutte le attività di telemedicina e medicina digitale: televisita, teleconsulto, telemonitoraggio. L'Ospedale di Comunità sarà la struttura sanitaria della rete territoriale che si occuperà di ricoveri brevi e di pazienti con necessità di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica. Di norma dotato di venti posti letto (fino ad un massimo di 40), avrà una gestione prevalentemente infermieristica. Per i medici di medicina generale sarà favorita una sempre maggiore integrazione con gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. È previsto l'esercizio dell'attività dei medici delle cure primarie "preferibilmente attraverso l'erogazione delle prestazioni negli ospedali di comunità e nelle case della comunità" e la sinergia con le farmacie e potenziamento della presa in carico del paziente affetto da patologie croniche. Le farmacie, dal canto loro, "non vengono più considerate semplicemente luoghi di vendita e distribuzione dei farmaci ma connotate da nuovi compiti che ne fanno punti di una rete capillare al servizio del cittadino. Per esempio, relativamente alla campagna vaccinale oppure ad attività da erogare in accordo con medici, ATS e ASST (art. 33). Le farmacie inoltre (art. 5) contribuiscono alla realizzazione della presa in carico dei pazienti cronici".
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A cura di Redazione Farmacista33
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