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13 Gennaio 2022

Azitromicina carente nelle farmacie: accaparramento e uso improprio dell’antibiotico


Nelle farmacie italiane non si trova più l'azitromicina né come originator né come generico, possibile fenomeno di accaparramento e uso improprio dell'antibiotico

Nelle farmacie italiane non si trova più l'azitromicina né come originator né come generico, il farmaco antibiotico è oggetto di attenzione dell'Aifa in quanto risulta carente per mancanza di principio attivo per la produzione, ma in questo caso, tra le cause ci sarebbe il fenomeno di accaparramento da parte di chi non ha contratto la malattia ma ha timore del contagio.


Farmacie: troppe fake news su terapie Covid. Difficile approvvigionamento

«Da alcune settimane c'è una carenza evidente nelle farmacie italiane - conferma Roberto Tobia il segretario nazionale di Federfarma- Noi non riusciamo ad approvvigionarcene se non in quantità estremamente limitate dalla distribuzione intermedia, e la qual cosa è per le farmacie un vulnus importante: non poter soddisfare la richiesta che avviene da parte dei pazienti che presentano la prescrizione medica di un farmaco è molto difficile per noi. Si tratta comunque di un farmaco importante di utilizzo comune». In farmacia molti dicono che gli è stato prescritto dal medico: «Noi non possiamo assolutamente entrare nel merito perché il medico, con scienza e coscienza come prescrive il giuramento di Ippocrate, sceglie la terapia che più ritiene consona per la cura del proprio paziente. Però la cosa che mi sento di dire - afferma - è che esistono delle linee guida dell'Aifa assolutamente chiare che sono state emanate nel 2020, secondo le quali non esistono correlazioni positive sull'utilizzo dell'azitromicina da sola o in associazione con altri farmaci sulla terapia Covid. Quindi il consiglio è quello di attenersi chiaramente alle prescrizioni dell'Aifa. Purtroppo abbiamo contezza di tanti siti che consigliano terapie improbabili, non dimostrate scientificamente. Le fake news - rimarca il segretario di Federfarma - sono tante, direi troppe su questo tema. E impediscono al paziente di approvvigionarsi di questo farmaco e di potersi curare secondo le vere indicazioni per le quali sarebbe necessario utilizzare l'azitromicina, che sono il trattamento di tutte le infezioni batteriche delle alte vie respiratorie».


Aifa: nessun antibiotico approvato per Covid-19

Sulla notizia rilanciata dalle varie agenzie è intervenuta tempestivamente l'Aifa per ribadire che "nessun antibiotico in generale, è approvato, né tantomeno raccomandato, per il trattamento di Covid-19. Fin dall'inizio della pandemia, Aifa ha scoraggiato fortemente l'uso dell'azitromicina per il Covid. Come ampiamente dimostrato da numerosi e ben condotti studi clinici pubblicati sulle migliori riviste internazionali, non vi è alcuna evidenza che l'utilizzo dell'azitromicina abbia un effetto protettivo sulla evoluzione di Covid-19, né in termini di riduzione della trasmissione, né dei tempi di guarigione, o della mortalità. Esistono evidenze chiare e inequivocabili per non utilizzare più in alcun modo azitromicina o altri antibiotici nel trattamento del Covid-19, come chiaramente indicato da tutte le linee-guida internazionali per il trattamento dell'infezione da Sars-CoV-2. Si ricorda altresì che gli antibiotici non sono efficaci per il trattamento di nessuna infezione virale, inclusa l'influenza stagionale. L'uso indiscriminato dell'azitromicina o di ogni altro antibiotico, oltre a non avere alcun fondamento scientifico, espone al duplice rischio di creare condizioni di carenza di antibiotici per i soggetti che ne abbiano effettivamente bisogno per trattare infezioni batteriche e di aumentare il rischio di sviluppo e diffusione di batteri resistenti agli antibiotici. A questo proposito, AIFA chiarisce che, dalle verifiche effettuate, la carenza attuale non deriva da esportazioni o altre anomalie distributive, ma dalla prescrizione del farmaco al di fuori delle indicazioni previste. Premesso che l'AIFA ha già messo in atto, come sempre in questi casi, tutte le misure di contrasto alla carenza per assicurare il farmaco per gli usi autorizzati, l'Agenzia richiama tutti, prescrittori e cittadini, alla responsabilità di usare le terapie antibiotiche solo ove indicate. Utilizzare gli antibiotici con attenzione e prudenza deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale, come principale arma di contrasto al problema della resistenza agli antibiotici che rappresenta, anch'essa oltre al COVID-19, una delle sfide principali a livello globale sia per la sanità che per l'ecosistema in generale".

TAG: ANTIBIOTICI, ANTIBIOTICORESISTENZA

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