Farmacia dei servizi, Emilia-Romagna rinnova e amplia l’intesa: ecco cosa prevede
L'Emilia-Romagna proroga fino a dicembre 2022 l'intesa con le farmacie sui servizi erogati e include una nuova proposta sul ruolo di presidio sanitario territoriale
L'Emilia-Romagna proroga fino a dicembre 2022 l'intesa con le farmacie sui servizi erogati, siglata prima della pandemia, nel marzo 2019 e la integra con una nuova proposta che prevede il ruolo di presidio in rete nella sanità territoriale con attività specifiche nelle aree con meno di 3mila abitanti dove saranno non solo punto di erogazione dei farmaci, ma riferimento privilegiato per il paziente. Nella delibera regionale è stata formalizzata l'intenzione di elaborare l'ulteriore proposta sulla quale la Regione è già al lavoro, per lo sviluppo nei prossimi anni. Contestualmente è stata prorogata anche la possibilità di eseguire presso le farmacie aderenti i tamponi rapidi al prezzo calmierato di 15 euro.
Regione: farmacie determinanti nella presa in carico del paziente
In una nota spiega l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini spiega che "la pandemia non solo non ha fermato, ma ha accelerato il nostro progetto di rendere le farmacie sempre di più parte integrante della rete sanitaria, inserendole nei percorsi di assistenza territoriale. Durante questi anni difficili di emergenza sanitaria le farmacie sono state interpreti attive della prossimità, quella prossimità che è l'elemento centrale della sanità territoriale a cui puntiamo. Le farmacie diventeranno quindi sempre più determinanti nel concorrere alla presa in carico del paziente, in una concezione unitaria di integrazione tra i servizi e la continuità assistenziale".
Farmacie rurali riferimento privilegiato per il paziente
L'obiettivo dell'intesa sottoscritta tre anni fa, tra la Regione Emilia-Romagna e le associazioni di categoria delle farmacie convenzionate, è rendere le farmacie un "presidio nella sanità territoriale, in una strategia di sviluppo delle reti di prossimità", con un ruolo di "supporto alla presa in carico dei pazienti cronici, realizzando attività mirate a facilitare l'aderenza alla terapia, eseguendo la ricognizione farmacologica, valutando le corrette modalità di assunzione dei farmaci attraverso momenti di formazione del paziente". Non si tratta però di una semplice proroga, perché nello stesso atto viene formalizzata l'intenzione di elaborare un'ulteriore proposta di intesa - per cui gli uffici dell'assessorato regionale alle Politiche per la salute sono già al lavoro - contenente una nuova visione della farmacia dei servizi per i prossimi anni. Il coinvolgimento sarà più rilevante per quelle farmacie che operano in zone disagiate: nei centri con meno di 3mila abitanti le farmacie convenzionate potranno essere parte delle attività di assistenza, in stretto raccordo con i professionisti e le strutture aziendali di riferimento. In questo modo, per i residenti in zona, le farmacie saranno non solo punto di erogazione dei farmaci, ma riferimento privilegiato per il paziente. Le farmacie potranno prendere parte a progetti di farmacovigilanza attiva, come componenti di una rete di farmacie sentinella volte a sensibilizzare le comunità sull'importanza di segnalare sospette reazioni avverse ai farmaci. Andranno previsti progetti di telemedicina, con particolare riferimento al telemonitoraggio a favore di persone affette da patologie croniche, oltre che programmi di screening. Saranno garantiti adeguati programmi di formazione e sistemi di monitoraggio delle attività, coinvolgendo le farmacie nello sviluppo dei sistemi informativi e nella digitalizzazione delle informazioni.
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A cura di Redazione Farmacista33
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