Manovra, remunerazione aggiuntiva, sgravi fiscali, prevenzione Covid. Le norme di interesse per le farmacie
La Manovra da 35 miliardi contiene in gran parte misure per arginare il caro-bollette. Mantenute le norme che confermano il rilancio delle farmacie territoriali
La Manovra da 35 miliardi votata stanotte alla Camera e che attende l'ok definitivo dal Senato contiene in gran parte misure per arginare il caro-bollette e per 6-7 miliardi altre grosso modo di rilancio dell'economia od equitarie. Per la sanità arrivano briciole, specie dopo che stato rinviato al 2024 lo stanziamento di 200 milioni per medici ed infermieri di pronto soccorso. I 60 milioni da dividere tra i primi e i 140 per i secondi saranno ripartiti tra regioni e di qui in base ai contratti aziendali e arriveranno nel 2024. Vive invece, con l'approvazione di tutta la maggioranza, la norma che conferma il grande rilancio delle farmacie territoriali.
Remunerazione aggiuntiva farmacie estesa al 2025
Per le farmacie convenzionate è in arrivo dal 1° marzo 2023 una remunerazione aggiuntiva per il rimborso dei medicinali erogati dal Servizio sanitario nazionale, finanziata entro un tetto di 150 milioni su base annua. Pur non essendo esplicitata l'estensione al 2024 e 2025, la scrittura lascia capire che si prosegue così se non si trovasse un accordo concordato con stato e regioni. "Al fine di salvaguardare la rete di prossimità", si legge nel primo dei tre commi," anche sulla base degli esiti della sperimentazione prevista dall'articolo 20, commi 4, 5 e 6, del decreto-legge 41/2021" (erogazione di 50 milioni nel 2021 e 150 nel '22), previa intesa in conferenza stato-regioni, "è riconosciuta a partire da marzo una remunerazione aggiuntiva nel limite di 150 milioni di euro annui che decorre dall'anno 2023". Il decreto che dà il via all'erogazione sarà emanato entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio, in pratica per febbraio. Per far fronte agli oneri, pari a 150 milioni annui dal 2023, "si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 1, commi 34 e 34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662": in altre parole, si utilizzano quote del Fondo sanitario nazionale vincolate alla realizzazione di obiettivi di Piani nazionali e finanziamenti di progetti regionali basati su accordi stato-regioni. Al finanziamento accedono tutte le regioni e non solo quelle a statuto ordinario.
Cuneo fiscale e sgravi assunzioni: supporto a occupazione e lavoro
Interessano da vicino le farmacie anche le misure sul cuneo fiscale e gli sgravi sulle assunzioni. Il primo viene tagliato del 2% per i redditi fino a 35 mila euro e del 3% per i redditi uguali o inferiori a 25 mila euro. In pratica le buste paga crescono di 20-30 euro al mese. Chi assume percettori di reddito di cittadinanza si vede alleggerito il carico dei contributi 2023 di 8 mila euro. Il congedo parentale di un mese in più è pagato all'80% non solo alle madri ma anche, in alternativa, ai padri. Nulla cambia su obbligo di Pos per le operazioni di pagamento, mentre sale a 5 mila euro il prelievo concesso di contanti. Per le pensioni scatta quota 103 con cui si va in pensione a 62 anni di età anagrafica se si maturano entro l'anno 41 anni di contributi. Prevista anche la decontribuzione totale al 33% per chi sceglie di restare al lavoro. Con opzione donna non si può più uscire a 58 anni previo ricalcolo dell'assegno con il più "avaro" metodo contributivo, ma si va via a 60, potendo scendere fino a 58 con l'abbuono di un anno per ogni figlio, se si è licenziate o fruitrici di "scivoli" per crisi. È fissata all'85% la rivalutazione degli assegni pensionistici tra 4 e 5 volte il minimo Inps (fino a 2600 euro lordi), ma scende al 53% per le pensioni tra 5 e 6 volte il minimo, al 47% tra 6 e 8 volte il minimo, al 37% tra 8 e 10 volte il minimo, al 32% oltre le 10 volte.
Dal pay-back al Fondo sanitario: le misure che interessano il mondo-sanità
Tra le misure che in manovra interessano il mondo-farmaco c'è anche la possibilità per le regioni in deficit causa spese Covid e per bollette di utilizzare per l'equilibrio del deficit sanitario 2022 le quote di ripiano della spesa a carico delle industrie (pay-back) versate dai produttori per gli anni 2020 e 2021 anche se sono oggetto di "pagamento con riserva". Se il versamento non copre il fabbisogno, però, quelle risorse vanno a compensare le spese dell'anno cui il pagamento si riferisce. Altre misure di politica sanitaria: il Fondo sanitario nazionale ripartito tra le regioni cresce di 2,15 miliardi con l'obiettivo di coprire incrementi di personale, contrattuali e recupero delle liste d'attesa; aumenta di 650 milioni il fondo del Ministero della Salute destinato all'acquisto dei vaccini anti Covid e di antivirali ed anticorpi anti-coronavirus; arrivano 40 milioni per la prevenzione - da ripartire tra le regioni- per 2023, 24 e 25 nell'ambito del "Piano di contrasto all'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2022-25", ora in Conferenza Stato-Regioni. Un altro emendamento aumenta dello 0,4% la quota premiale 2022 per finanziare il SSN; entro gennaio le regioni devono presentare un piano di potenziamento delle cure palliative per raggiungere il 90% della popolazione per il 2028; è di 15 mila euro annui l'indennizzo ai malati di mesotelioma. E' prorogato il bonus psicologo, massimo 1.500 euro a persona, e prosegue la possibilità di svolgere lavoro agile da casa per i lavoratori fragili se affetti da patologie croniche con scarso compenso clinico ed una certa gravità. Nasce un fondo al Ministero della salute per lo screening di diabete 1 e celiachia; arrivano 5 milioni agli Irccs oncologici per sperimentazioni con le cellule CAR-T e 5 agli Irccs cardiologici per la prevenzione primaria.
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