Covid. Con immunità ibrida livelli più elevati di anticorpi neutralizzanti
L'immunità ibrida, acquisita dopo l'infezione e la vaccinazione da Covid-19, determina una robusta risposta contro il virus e tutte le varianti
L'immunità ibrida, acquisita dopo l'infezione da virus Sars-CoV-2 e successiva vaccinazione contro il Covid-19, determinerebbe una robusta risposta a livello di anticorpi neutralizzanti il virus, attivi, tra l'altro, contro tutte le varianti. In particolare, l'aumento dei titoli anticorpali sarebbe più consistente se l'intervallo tra vaccinazione e infezione è più lungo, fino a 400 giorni. A evidenziarlo è uno studio condotto da ricercatori dell'Oregon Health & Science University, negli Stati Uniti, e pubblicato sul sito medRxiv, che riporta studi che devono ancora essere sottoposti al processo di revisione tra pari che precede le pubblicazioni scientifiche.
Immunità a lungo termine contro il Covid-19 è sempre più critica
Con la diffusione del virus SARS-CoV-2 che non si arresta, l'immunità a lungo termine contro il Covid-19 è sempre più critica. Nello studio, i ricercatori hanno valutato l'effetto della combinazione di infezione da Covid-19 e vaccinazione, detta immunità ibrida, e l'associazione di questa su quantità e qualità di anticorpi prodotti. Il team ha reclutato dieci persone risultate positive al COVID-19 con test molecolare prima di essere vaccinate. Da queste persone, i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue prima e dopo la somministrazione di due dosi di vaccino a RNA messaggero. Oltre a questo gruppo, il team ha arruolato venti individui che non erano mai stati infettati dal virus Sars-CoV-2; e anche su questi, sono stati raccolti campioni di sangue prima e dopo la vaccinazione. Inoltre, sono stati stimati i titoli di anticorpi neutralizzanti, confrontando queste due coorti attraverso un test noto come focus reduction neutralization test (Frnt) del virus dal vivo. Una coorte aggiuntiva ha reclutato, inoltre, 23 individui vaccinati, con o senza immunità ibrida per precedente infezione da Covid-19, insieme a 23 persone con infezione diagnosticata dopo la vaccinazione. Anche in questo caso, sono stati raccolti campioni di sangue a meno di 60 giorni da quando avveniva la vaccinazione o la conferma della reinfezione. Il gruppo con immunità ibrida includeva individui con una diagnosi di infezione da Sars-CoV-2 da 40 a 404 giorni dopo la vaccinazione e soggetti vaccinati tra 35 e 283 giorni dopo la diagnosi di Covid-19.
L'effetto dell'immunità ibrida sui livelli di anticorpi neutralizzanti
I risultati dello studio hanno mostrato che i titoli di anticorpi neutralizzanti aumentano tra le persone precedentemente infettate, così come per le coorti naïve, tra prima e dopo la vaccinazione contro il Covid-19; dati che indicano che l'immunità ibrida derivante dall'infezione naturale e dalla vaccinazione potrebbe portare a elevati titoli di anticorpi neutralizzanti. Inoltre, i titoli sono stati più elevati tra individui con una precedente infezione rispetto a quelli vaccinati. Andando ad analizzare, poi, anticorpi specifici contro la proteina spike, il team ha osservato che i livelli erano più alti di 3,6 volte tra le persone con immunità ibrida rispetto a chi riceveva solo il vaccino, con un aumento di 3,7 volte per le immunoglobuline IgG e di 3,2 volte delle IgA, mentre i livelli di IgM non sarebbero cambiati di molto tra i due gruppi. Infine, i titoli di anticorpi neutralizzanti tra chi aveva l'immunità ibrida erano aumentati anche rispetto a tutte le varianti in circolazione fino ad Omicron BA.2, con i livelli più alti contro le varianti Beta e le sottovarianti di Omicron BA.1 e BA.2.
Sabina Mastrangelo
Fonte
Bates T. A. et al., The time between vaccination and infection impacts immunity against SARS-CoV-2 variants (2023) - doi: 10.1101/2021.01.02.23284120v1
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A cura di Redazione Farmacista33
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