Carenza farmaci, afflusso maggiore di cittadini francesi nelle farmacie vicino al confine
Secondo Le Quotidien du Pharmacien molti francesi stanno varcando il confine per venire nel nostro Paese alla ricerca di medicinali che da loro non sono più disponibili
Uno dei problemi sanitari con cui nell'ultimo periodo diversi paesi in Europa stanno facendo i conti è quello della carenza dei farmaci di uso comune che risultano essere difficilmente reperibili. Anche in Francia la situazione non è delle più rosee, tanto che molti francesi stanno varcando il confine alla ricerca di medicinali da loro non sno più disponibili, nelle farmacie della Liguria. Lo riporta Le Quotidien du Pharmacien.
Clientela francese al confine con l'Italia
In un articolo il giornale francese ha fatto il punto su questo fenomeno che sta vedendo diversi francesi che vivono vicino all'Italia, varcare il confine per entrare nelle farmacie liguri e rifornirsi di alcuni medicinali, tra cui paracetamolo e amoxicillina. Tuttavia, secondo alcuni farmacisti con sede nella cittadina turistica di Ventimiglia, il caso dei clienti francesi non sarebbe così eclatante. Il quotidiano francese, intervistando alcuni farmacisti titolari, riporta che "nell'ultimo periodo si è evidenziato un afflusso maggiore di clientela francese al confine con l'Italia, ma niente di eccezionale rispetto al consueto volume di arrivi". Come tanti altri paesi europei, anche l'Italia sta affrontando delle gravi carenze: la fornitura di antibiotici, antiepilettici, antidolorifici, antiipertensivi, antidepressivi, diuretici e anti-reflusso sta visibilmente diminuendo e in alcune regioni iniziano anche a scarseggiare il paracetamolo e gli antinfiammatori a base di ibuprofene. Ma non è così ovunque, il che spiega - come riportato da Le Quotidien - l'afflusso di clienti francesi in Liguria, dove le farmacie sono riuscite a ricostituire le scorte. Un titolare farmacista a Ventimiglia ha dichiarato che "non tutte le regioni hanno la stessa rete di fornitori, il che spiega perché a Ventimiglia, ad esempio, non ci sono problemi con il paracetamolo, a differenza del Lazio, mentre c'è carenza di ibuprofene, che ora è introvabile a livello nazionale".
Clientela francese al confine con l'Italia
Secondo l'Agenzia italiana del farmaco, questa carenza è in parte dovuta a un'interruzione nella commercializzazione di alcuni prodotti, ma anche a problemi nella produzione e all'aumento della domanda. Per compensare questo deficit, il nostro Ministero della Salute ha appena autorizzato le importazioni, ma ogni farmaco importato deve prima ottenere un'autorizzazione all'immissione in commercio, ed è quindi probabile che le carenze non verranno risolte nel breve periodo. A Roma un titolare di farmacia del centro storico ha riportato al quotidiano francese tutte le varie criticità che la nuova ondata di coronavirus e le patologie invernali hanno generato, portando un aumento del consumo di alcune molecole, oltre alla guerra in Ucraina che sta rallentando gli scambi, soprattutto di materie prime: "Avere il principio attivo non basta - ha sottolineato il farmacista romano - e non sappiamo come confezionare i medicinali perché ci mancano la plastica, l'alluminio e anche il cartone. Per combattere le carenze - ha concluso il titolare - occorre coinvolgere i farmacisti, ove possibile, nella produzione di farmaci e medicamenti in tempi brevi".
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A cura di Cristoforo Zervos
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