Infortuni sul lavoro: adempimenti, obblighi e diritti per datori e lavoratori. La situazione in farmacia
Gli infortuni sul lavoro mostrano anche per quest'anno un trend in aumento, non solo per il Covid. Quali sono gli adempimenti e i diritti per datori e lavoratori in presenza di infortunio sul lavoro
Gli infortuni sul lavoro mostrano anche per quest'anno un trend in aumento, con una crescita legata in buona parte ai contagi da Covid-19, ma non solo. Il settore con le percentuali più elevate si conferma la sanità, dove, specialmente tra le figure più a diretto contatto con i pazienti, c'è una maggiore prevalenza della malattia da covid-19. Ma che cosa occorre fare in questi casi? Quali sono gli adempimenti e i diritti per datori e lavoratori in presenza di infortunio sul lavoro?
Infortuni sul lavoro: i dati Inail per gli operatori sanitari
Anche il 2022 segna un deciso aumento, rispetto all'anno precedente, delle denunce di infortunio, legato in parte ai contagi da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni "tradizionali" - sia in occasione di lavoro sia in itinere - e delle malattie professionale. A dirlo sono i dati Inail, pubblicati ieri sul sito, che mostrano come "le denunce presentate entro la fine dell'anno sono state 697.773, in aumento del 25,7% rispetto alle 555.236 del 2021 (+25,9% rispetto alle 554.340 del periodo gennaio-dicembre 2020 e +8,7% rispetto alle 641.638 del periodo gennaio-dicembre 2019)". A emergere sono poi "incrementi generalizzati degli infortuni in occasione di lavoro in quasi tutti i settori, ma in particolare nella Sanità e assistenza sociale (+113,1%)". In generale, va detto che "l'analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce in tutte le aree del Paese: più consistente nel Sud (+37,3%), seguito da Isole (+33,2%), Nord-Ovest (+30,4%), Centro (+29,4%) e Nord-Est (+13,3%). Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali si segnalano principalmente la Campania (+68,9%), la Liguria (+49,0%) e il Lazio (+45,4%)". Per quanto riguarda i contagi da Covid-19 denunciati, "dall'inizio della pandemia al 31 dicembre 2022 sono stati 315.055 (+3,2% rispetto al monitoraggio di fine ottobre), pari a oltre un sesto del totale delle denunce di infortunio pervenute dal gennaio 2020 e all'1,2% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall'Istituto superiore di sanità alla stessa data. Il 2022, con 117.154 infezioni di origine professionale segnalate all'Istituto, pesa al momento per il 37,2% sul totale. Il 2020, con 149.025 casi, raccoglie il 47,3%, mentre il restante 15,5% (48.876 denunce) è concentrato nel 2021". L'analisi per professione, a ogni modo, conferma "la prevalenza dei contagi sul lavoro tra il personale dell'ambito sanitario, coinvolto in circa i tre quarti del totale delle denunce, prima fra tutte la categoria dei tecnici della salute, con il 37,9% dei casi (in tre casi su quattro donne), l'82,3% dei quali relativi a infermieri. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 16,0% (l'80,7% donne), i medici con il 9,4% (oltre la metà donne, più di un terzo internisti e generici), gli operatori socio-assistenziali con il 5,4% (l'85,4% donne) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (circa l'80% ausiliari, ma anche portantini e barellieri) con il 4,4% (72,8% donne)".
Dipendenti, collaboratori, tirocinanti, datori: adempimenti, obblighi e diritti
A emergere è, quindi, nel complesso, una maggiore frequenza dell'evento relativo all'infortunio sul lavoro. Ma quali sono gli adempimenti da mettere in atto da parte del datore e del lavoratore? A ripercorrere le indicazioni è un approfondimento di Sedivanews che mette in luce come un primo passaggio riguardi l'iscrizione all'Inail da parte della farmacia, che va fatta "nel momento in cui si assume il primo dipendente o quando si avvia un tirocinio o comunque una collaborazione con un soggetto non dipendente". Tramite questo passaggio, infatti, "l'azienda è esonerata dalla responsabilità civile, salvo il caso in cui siano accertati gli estremi per la configurabilità di un reato commesso con violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro". Un aspetto da tenere in considerazione è che "rientrano negli infortuni sul lavoro anche quelli che avvengono in itinere durante l'abituale percorso di andata e ritorno dall'abitazione alla farmacia, o in quello per recarsi da un posto di lavoro a un altro, laddove il lavoratore abbia più rapporti, ma anche il percorso di andata e ritorno dalla farmacia al luogo di consumazione dei pasti. La copertura assicurativa Inail comprende anche le malattie professionali".
I passaggi da mettere in atto in caso di infortunio
In caso di infortunio, a ogni modo, "esistono una serie di passaggi che vanno messi in atto sia da parte del lavoratore sia del datore". Nel dettaglio, per quanto riguarda il dipendente o il collaboratore, questi chiamato a "dare immediata notizia dell'infortunio alla farmacia, anche se è stato di lieve entità; occorre poi inoltrare alla farmacia i certificati medici, che attestino l'inizio, la prosecuzione e la fine dell'infortunio. Se il lavoratore non adempie ai suoi obblighi, rischia di perdere il diritto all'indennità economica". Ci sono poi gli adempimenti in capo alla farmacia: "se l'infortunio è avvenuto nell'esercizio o nelle sue immediate vicinanze, il lavoratore va accompagnato al più vicino pronto soccorso; entro due giorni dal ricevimento del certificato, bisogna inoltrare la denuncia all'INAIL, a meno che non si tratti di infortuni guaribili in non più di tre giorni (escluso il giorno dell'evento)". Occorre considerare d'altra parte che "è necessaria la massima tempestività in tutti gli adempimenti e nella comunicazione al consulente Inail. Nella comunicazione va indicata data, ora, dinamiche dettagliate e va allegato il certificato. Generalmente, sono i consulenti delegati INAIL a occuparsi di tutto. La mancata denuncia, va ricordato, comporta una sanzione da 2.500 a 7.500 euro. Deve, infine, essere garantito al lavoratore il trattamento economico stabilito dal CCNL".
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A cura di Cristoforo Zervos
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