Test streptococco, aumentano le richieste. Le indicazioni per le farmacie
Sono in aumento le segnalazioni da parte delle farmacie di richieste di tamponi per la rilevazione dello streptococco. Le indicazioni sulle modalità con cui effettuarli
Da Milano, a Bologna, a Roma, sono in aumento le segnalazioni da parte delle farmacie di richieste di tamponi per la rilevazione dello streptococco. Dopo che a inizio anno la Sip, la società di pediatria, aveva osservato un aumento di casi di scarlattina, in particolare in scuole materne e primarie, dovuto probabilmente al ritorno alla normalità dopo le fasi della pandemia, non sembra esaurirsi anche nelle farmacie la domanda di test. E se alcuni farmacisti si stanno interrogando se tali tamponi rientrino tra quelli possibili, da parte di Federfarma arrivano le indicazioni sulle modalità con cui effettuarli.
Aumentano le segnalazioni di richieste di tamponi per lo Streptococco: in farmacia
Nonostante ci sia un obbligo di segnalazione, sui casi di scarlattina non ci sono dati precisi, poiché manca un registro di monitoraggio, ma da parte della Sip, tra fine gennaio e inizio febbraio, era stato segnalato in molte città d'Italia un aumento "significativo" di casi, soprattutto tra i bambini delle scuole materne. "Durante il 2020, 2021 e 2022" aveva spiegato in una nota Susanna Esposito, coordinatrice del Tavolo Tecnico Malattie infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) e ordinario di Pediatria presso l'Università di Parma, "ha circolato poco. Ma in assenza di restrizioni, tutti i patogeni hanno ripreso a circolare intensamente. Il periodo di maggior contagio è da dicembre ad aprile e la fascia di età più interessata è tra 2 e 8 anni. A differenza di malattie simili, come morbillo e varicella, non esiste vaccino e, una volta avuta, non si è immunizzati". In generale, dai pediatri non sono cessate le segnalazioni di un aumento nelle infezioni da streptococco, con una maggiore pressione da parte delle famiglie per eseguire test.
Le indicazioni su modalità di esecuzione e misure di sicurezza
L'aumento nella richiesta di tamponi per la rilevazione dello streptococco viene segnalato anche da parte dei farmacisti, in diverse città, con veri e propri picchi. Di recente, una situazione di questo tipo è emersa dalle pagine della cronaca locale di Roma, ma anche farmacisti di altre città segnalano momenti di boom. Alla luce di questo scenario, alcuni farmacisti si chiedono se sia consentita l'effettuazione anche di questa tipologia di test e da parte di Federfarma in una comunicazione di ieri sono state date indicazioni. "L'effettuazione in farmacia da parte del farmacista di test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo è consentita dall'art.1, comma 2, lettera e-quater del d.lgs.153/2009 - inserita dall'articolo 2, comma 8-bis, della Legge 19 maggio 2022, n. 52. Tra tali tipologie di test, ammessi in farmacia, può rientrare l'esecuzione dei tamponi orofaringei per la rilevazione dello streptococco".
Restano dubbi su impatti della variabilità regionale
A livello operativo, è il Protocollo nazionale del 28 luglio 2022 - tra Governo, Regioni e sigle delle farmacie - relativo all'Esecuzione di test diagnostici, vaccinazioni anti SARS-CoV-2 e antinfluenzali in farmacia, a fare da cornice: "In relazione ai test che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo effettuati in regime privatistico da parte delle farmacie, le disposizioni del protocollo d'intesa, peraltro siglato anche dalle regioni, sono pienamente applicabili e non necessitano di una disciplina di dettaglio per dispiegare la loro efficacia". Restano da capire gli impatti della differenziazione regionale e locale: "Rimane impregiudicata la potestà regionale di adottare disposizioni attuative, anche mediante protocolli siglati con le Unioni regionali di Federfarma; tuttavia si ritiene che, pur in assenza di normativa regionale, la farmacia possa somministrare i test sopra richiamati con oneri a carico del cittadino, nel rispetto del protocollo nazionale".
Tra le previsioni del Protocollo anche locali esterni e contratto di rete
Come si ricorderà, tra le indicazioni contenute nel Protocollo si prevede che "le attività di somministrazione dei test diagnostici sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco in modo tale da garantire la riservatezza degli utenti, nonché in apposite aree, locali o strutture esterne. EÌ comunque possibile somministrare il test diagnostico a farmacia chiusa". Il "titolare di farmacia o il direttore responsabile devono adottare misure di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e degli utenti". Tra le altre previsioni, c'è poi la possibilità che "due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possano esercitare in comune tali servizi sanitari, previa stipula di un contratto di rete". Gli spazi eventualmente utilizzati "devono ricadere nell'ambito della sede farmaceutica di pertinenza di una delle farmacie aderenti al contratto di rete prevista in pianta organica".
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A cura di Cristoforo Zervos
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