Nuovi servizi e distribuzione per conto, Farmacieunite: il cuore della farmacia deve restare il farmaco
Le proposte di rinnovo degli accordi sulla Distribuzione per conto (Dpc) previste in alcune regioni fanno discutere. Farmacieunite: sì ai servizi ma il cuore della farmacia deve restare il fármaco
Le proposte di rinnovo degli accordi sulla Distribuzione per conto (Dpc) previste in alcuni nuovi scenari organizzativi in discussione in alcune regioni, creeranno "pesanti ripercussioni economiche alle attività delle farmacie e penalizzeranno l'utenza", mentre "il cuore della farmacia deve restare il farmaco", quindi sì ai servizi, anche tecnologici, ma senza mai "perdere la vocazione della professione". Lo afferma Federico Conte presidente nazionale di Farmacieunite intervenendo nel dibattito sulle proposte avanzate in Emilia-Romagna sulla "Distribuzione per conto" dei farmaci, dove la Regione ha confermato l'impianto di base della propria proposta. Ma anche in altre regioni si discute di implementazione della telemedicina nelle farmacie.
Servizi professionalizzanti non devono sostituire la dispensazione
"Lo scoppio della pandemia e il post-emergenza hanno reso più concreto il ruolo della farmacia dei servizi - sottolinea Conte. - I tamponi in farmacia, le vaccinazioni rimborsate dal SSN, l'aumento della richiesta di telemedicina e la crescente fiducia dei cittadini hanno dato forma e concretezza a quel ruolo, ma non dimentichiamo che la mission della farmacia è e deve sempre rimanere il farmaco, e non possiamo esimerci dal garantire un servizio moderno ed efficiente che presuppone però una sostenibilità economica, ossia adeguati livelli di fatturato, a garanzia di buon servizio". "Alcuni servizi sono professionalizzanti, danno soddisfazione ai farmacisti e aumentano la reputazione della farmacia accrescendone ancor più il ruolo sociale ed inclusivo, ma attenzione, questi devono affiancare e non sostituire la dispensazione del farmaco. Le nuove attività - come ad oggi concepite - non sono assolutamente remunerative e comportano non poche difficoltà nella gestione della farmacia, richiedendo un notevole impiego del personale sempre più prezioso vista anche la carenza di farmacisti. In buona sostanza, le farmacie non possono sostenersi solo con i servizi e questi non possono e non devono sostituirsi alla migliore gestione del farmaco, impoverendo il servizio e creando disagi all'utenza".
Accordo Dpc in Emilia-Romagna: ingiusto penalizzare le farmacie
Nello specifico del rinnovo dell'accordo DPC e servizi in Emilia-Romagna che prevede, secondo la proposta della Regione, il passaggio in Dpc di farmaci della convenzionata e che sta facendo discutere Conte afferma: "Sono molto preoccupato e contrariato dalla previsione di far transitare in DPC medicinali appartenenti a categorie terapeutiche di uso territoriale e, come contropartita, caricare alla farmacia molti servizi senza una remunerazione dignitosa. È ingiusto intervenire sulla spesa farmaceutica territoriale, non addebitabile alle farmacie che hanno rispettato il tetto di spesa, per risanare la spesa sanitaria complessiva della Regione. Le ripercussioni di una scelta come quella prospettata dalla Regione Emilia-Romagna, che mi auguro possa essere riconsiderata, saranno disastrose non solo per le farmacie ma anche per i Cittadini che, per avere i soliti farmaci, dovranno tornare più volte in farmacia con possibili ripercussioni sull'aderenza terapeutica. Con scelte discutibili come quella che stiamo commentando si rischia concretamente di scardinare un sistema di distribuzione del farmaco universalmente riconosciuto come efficiente".
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A cura di Cristoforo Zervos
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