Ecm e autoformazione, si allargano le attività per ottenere crediti. Le novità per i farmacisti
Tra gli strumenti per mettersi alla pari con l'obbligo Ecm, l'autoformazione sta acquisendo via via più rilievo per i farmacisti con alcune novità sulle attività che forniscono crediti
Tra gli strumenti per mettersi alla pari con l'obbligo Ecm, l'autoformazione sta acquisendo via via più rilievo, almeno all'interno della categoria dei farmacisti. Si tratta di un ambito che prevede diverse modalità di utilizzo e di recente per i farmacisti si sono registrate alcune novità, con un ampliamento delle ipotesi di attività rientranti. Ma come funziona questo strumento? Quanti crediti è possibile maturare? Quali sono le attività che vi possono rientrare?
Si ampliano le ipotesi di autoformazione per i farmacisti
Tra i vari professionisti sanitari chiamati all'obbligo formativo, i farmacisti hanno visto un'ampia declinazione dell'autoformazione quale strumento di flessibilità e adattabilità. Si tratta di un istituto disciplinato da alcune delibere della Commissione Ecm e dal Manuale sulla Formazione Continua del Professionista Sanitario (paragrafo 3.5) che permette di ottenere crediti attraverso attività considerate di utilità per la formazione anche pratica del professionista e per il servizio alla popolazione. In particolare, a essere previste all'interno di questo strumento, che vuole valorizzare anche l'apporto individuale del professionista, c'è "l'utilizzazione di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati, nonché l'attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati Ecm e privi di test di valutazione". Ricorrendo a tale modalità, "il professionista sanitario può infatti acquisire crediti da autoapprendimento a seguito di una istanza di riconoscimento e in funzione dell'impegno orario autocertificato". In questo contesto, un'importante tipologia di autoformazione è quella che può essere indicata direttamente dalle Federazioni e dagli Ordini, sulla base delle esigenze più specifiche relative alle diverse professioni. Proprio in questo ambito, sono state registrate le ultime novità per i farmacisti. Come comunicato da Fofi in una recente circolare, "con l'ultima deliberazione (n. 33/2023 del 16 marzo) del Comitato Centrale della Federazione sono state ampliate le attività, rese nella funzione di tutela della salute pubblica, che consentono al farmacista l'ottenimento di crediti da autoformazione e che si vanno ad aggiungere a quelle già deliberate".
Dalla pharmaceutical care alla telemedicina, ecco le novità
In particolare, tra le nuove ipotesi di prestazioni rientrano:
- l'identificazione, valutazione, comprensione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all'uso dei medicinali, per assicurare un rapporto beneficio/rischio favorevole per la popolazione, nonché ogni attività svolta nell'ambito della farmacovigilanza, dispositivo-vigilanza; - le prestazioni professionali svolte nell'ambito della Sperimentazione dei nuovi servizi in farmacia (ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 17 ottobre 2019), tra le quali rientrano, a titolo esemplificativo, le attività finalizzate all'attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, all'arruolamento dei pazienti cronici e alla presa in carico degli stessi, nonché all'aderenza alla terapia e alla telemedicina; - la partecipazione alle attività di screening rivolte alla popolazione, nonché le azioni di divulgazione (realizzazione materiale informativo) o l'adesione alle campagne di sensibilizzazione per la prevenzione della salute rivolte ai cittadini promosse, organizzate o patrocinate da Autorità o Istituzioni pubbliche; tra le suddette iniziative, a titolo esemplificativo rientrano alcune di quelle patrocinate dalla Federazione quali il "Diaday". - le attività di studio effettuate in laboratorio galenico finalizzate alla formulazione, allestimento, analisi dei preparati e valutazione dei risultati relative a medicinali carenti.
Le attività già previste e i crediti ottenibili
Le nuove ipotesi sono in corso di validazione da parte della Commissione nazionale formazione continua e una volta completato l'iter saranno visibili direttamente nel portale, così da poter presentare la relativa istanza e ottenere i crediti.
Da tempo, a ogni modo, i farmacisti hanno a disposizione, all'interno dell'istituto dell'autoformazione, una serie di attività già riconosciute, che comprendono, per citarne alcune, "la partecipazione alle riunioni del Consiglio Nazionale o alle Assemblee degli iscritti nelle quali si trattano temi di aggiornamento professionale; la partecipazione a corsi/incontri/eventi/attività di aggiornamento professionale di vario tipo organizzati o promossi dalla Federazione (tra cui per esempio, FarmacistaPiù, i cui eventi sono ancora fruibili online)", così come da "Società scientifiche e altri soggetti con esperienza in campo sanitario"; la "partecipazione agli organismi locali di vigilanza sulle farmacie; la lettura di pubblicazioni, riviste, NL ufficiali della Federazione e la partecipazione ad eventi di volontariato". Su questo ultimo punto, a essere ricordata è la partecipazione all'iniziativa Banco Farmaceutico, che ha visto la partecipazione volontaria di migliaia di farmacisti, così come le attività dell'Associazione Nazionale Farmacisti Volontari per la Protezione civile, che si stanno dando da fare in modo particolare durante l'emergenza in Emilia-Romagna. Va ricordato comunque che i professionisti sanitari possono acquisire crediti tramite autoformazione con un limite massimo pari al 20% dell'obbligo formativo triennale individuale. Sul portale Cogeaps è attiva la funzione per inserire le richieste di riconoscimento dei crediti da autoapprendimento.
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A cura di Cristoforo Zervos
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