Aggressioni e violenze contro farmacisti: furti, vandalismi e mancata dispensazione farmaci. I dati in Francia e in Italia
Le aggressioni al personale sanitario sono in crescita un po' ovunque e riguardano anche i farmacisti. Tra le dinamiche principali i furti, gli atti vandalici e il rifiuto di dispensare il farmaco
Le aggressioni al personale sanitario sono in crescita un po' ovunque e riguardano anche i farmacisti. A tracciare, di recente, un quadro nelle farmacie di comunità è la Federazione degli Ordini dei farmacisti francesi, che ha attivo un sistema di raccolta delle segnalazioni degli iscritti e ogni anno produce un Bilancio. A emergere è una situazione che, dopo il picco raggiunto durante la fase della crisi sanitaria, sta rientrando, anche se non ai livelli pre-pandemici. Anche per i farmacisti francesi, la maggior parte delle aggressioni avvengono durante furti, ma sono molte quelle legate alla relazione con il paziente, per esempio come reazioni al rifiuto di dispensare un farmaco o alla carenza di medicinali.
Aggressioni ai farmacisti aumentano anche in Francia: i dati. Le aggressioni dichiarate hanno avuto luogo principalmente nei comuni con meno di 30mila abitanti
Sono 355 le segnalazioni di aggressioni avvenute nelle farmacie di comunità che sono state raccolte dagli ordini dei farmacisti francesi (di cui 10 nei dipartimenti d'Oltre mare) e analizzate nel Bilancio annuale sulla sicurezza dei farmacisti 2022 diffuso ieri, con le violenze verbali e fisiche che rappresentano il 70% e risultano in crescita. In media l'1,7% delle farmacie risulta aver fatto la segnalazione ed è stato stimato un trend di 29 casi riferiti al mese, quasi uno al giorno. In termini storici, il picco di aggressioni resta quello del 2020, con 584 segnalazioni effettuate. La situazione, nel 2022, ha mostrato una tendenza a un graduale ritorno ai livelli pre-pandemici, anche se, rispetto alle 303 segnalazioni del 2019, i valori risultano essere più elevati, con il 17% in più. Il fenomeno risulta presente su tutto il territorio nazionale, anche nelle località più piccole. Come ogni anno, dice la Federazione degli ordini francesi, le aggressioni dichiarate hanno avuto luogo principalmente nei comuni con meno di 30mila abitanti - circa il 65% - e poco meno di un terzo nei comuni con meno di 5mila abitanti. La prossimità del farmacista, essenziale per portare assistenza anche in territori disagiati, espone a rischi maggiori. L'11% viene riferito in località oltre i 200mila abitanti, l'8,2% tra 100mila e 200mila, mentre il valore tra 30mila e 100mila è di 16,3%. Una piccola percentuale - 7,6% - ha interessato farmacie nei centri commerciali. Mentre sono 40 le farmacie che hanno riferito attacchi durante il turno di guarda, con il numero più elevato raggiunto negli ultimi 5 anni.
Il rifiuto di dispensare il farmaco è tra le principali cause di aggressione ai farmacisti
Ma quali sono le principali cause alla base dell'aggressione? L'8% dei casi risulta ancora legata alla fase della crisi sanitaria e alle misure di contenimento - l'obbligo di indossare le mascherine, la vaccinazione, i test antigenici - contro il dato del 2021 che rappresentava il 28% del totale. La maggior parte delle segnalazioni è invece legata a un furto, che rappresenta quindi circa un terzo degli episodi segnalati. Scendendo nel dettaglio, su 104 furti (tentati o commessi) dichiarati agli Ordini, 33 sono avvenuti a farmacia aperta (31,7 %) e 7 durante il turno di guardia farmaceutica. 56 casi hanno riguardato furto di denaro e 20 di medicinali, tra cui stupefacenti, ansiolitici, analgesici, o medicinali che possono avere un utilizzo improprio. Le restanti segnalazioni - 230 - sono quelle che non sono legate né a furti né alla crisi sanitaria: si tratta in genere di ingiurie, minacce, violenze fisiche, che possono sfociare - 1 su 20 casi - in danni a prodotti o alla farmacia, sino all'attacco personale. La maggior parte di queste (94) sono legate al rifiuto di dispensare un farmaco, 36 alla difficoltà nella presa in carico del paziente, 7 all'utilizzo di test diagnostici, 7 a tempi di attesa, 6 a carenza di farmaci, 5 a vaccini. C'è poi un dato che viene evidenziato: in Francia c'è l'aggravante per aggressioni verso personale sanitario. Nel 2022 risulta che il 35% dei farmacisti ha sporto denuncia e il 20% ha intenzione di farlo, cifre che per l'Ordine restano basse, anche a confronto con il 2021. Nel 44% dei casi, i farmacisti non intendono fare denuncia, per mancanza di tempo, paura di rappresaglie, o anche perché conoscono il paziente. Altre volte invece si tende a sminuire quanto successo, in assenza di danni effettivi. La Federazione dell'Ordine mette comunque a disposizione una rete di 100 consiglieri referenti della sicurezza che possono essere consultati per orientare i farmacisti verso il corretto percorso e gli aiuti disponibili, e anche un'assistenza psicologica.
Il quadro dell'Italia: rapine, furti, atti vandalici, e aggressioni dirette da parte dei pazienti
Per quanto riguarda l'Italia, a scorrere le pagine della cronaca il fenomeno continua a essere segnalato. Di recente una aggressione è stata segnalata in una farmacia in Toscana. Dati più ufficiali sono quelli resi pubblici dall'Osservatorio del Ministero della Salute e raccolti dalla Fofi, che portano alla luce un fenomeno in crescita. Si tratta in particolare di episodi legati a rapine, furti, atti vandalici, ma non mancano aggressioni dirette da parte dei pazienti. Il rifiuto di consegnare senza ricetta un farmaco con prescrizione, la mancanza momentanea di un medicinale, aumenti di prezzo possono essere cause scatenanti, con i turni notturni che spesso sono visti dai farmacisti come i più difficili. Ma anche la relazione periodica dell'Inail, con i dati relativi alla violenza sugli operatori sanitari, era emersa una difficoltà ad avere un quadro preciso data la tendenza a non sporgere denuncia.
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A cura di Cristoforo Zervos
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