Dispositivi medici, il governo promette nuova disciplina sul payback
Il sottosegretario al Mef Freni dichiara alla Camera che il governo intende approntare una nuova normativa riguardante il payback per i dispositivi medici
«L'obiettivo non è quello di evitare il contenzioso. L'obiettivo non è quello di comprimere la risposta giurisdizionale delle imprese e, quindi, non è quello, implicitamente, di limitare le prerogative previste comunque dall'articolo 24 della Costituzione. L'obiettivo è quello di garantire a tutte le imprese che operano in questo settore l'ossigeno di cui hanno bisogno, bilanciando, tuttavia, questa necessità con la salvaguardia dei bilanci regionali, il cui disavanzo sarebbe comunque a carico dello Stato». Parole testuali del sottosegretario al Mef Federico Freni, oggi alla Camera, rispondendo a una interpellanza della deputata 5 Stelle Emma Pavanelli. L'annosa questione dei due miliardi di euro dovuti dalle aziende produttrici di dispositivi medici alle Regioni come payback per gli anni 2015-2018 si arricchisce di un nuovo capitolo. Il governo si impegna a mettere mano a una nuova normativa che ponga fine a un sistema «ereditato» dai precedenti esecutivi.
Proroga pagamenti al 31 luglio
«Il Governo», spiega Freni, «si impegna a elaborare una nuova disciplina per la gestione dei payback dei dispositivi medici - e nelle more dell'adozione di tale disciplina, che coinvolge, ovviamente, ambiti anche contabili di competenza regionale e che, quindi, dovrà essere emanata di concerto con tutte le Regioni interessate, detta proposta emendativa prevede un tavolo di concertazione e la possibilità di modificare la disciplina vigente, di concerto con l'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, le singole Regioni e i Ministeri interessati, proprio nell'ottica di garantire alle imprese quell'ossigeno di cui hanno bisogno. Sempre nella stessa ottica, la proposta emendativa presentata, che verrà posta in votazione nella giornata di lunedì nelle Commissioni congiunte I e V, prevede la proroga dal 30 giugno al 31 luglio del termine per effettuare il versamento alle Regioni da parte delle aziende fornitrici. Ribadisco, da ultimo, che il Governo, anche - direi soprattutto - coinvolgendo le amministrazioni regionali, prime beneficiarie dell'importo versato dalle imprese produttrici di questo settore, intende proseguire con fermezza nel processo di revisione della disciplina del payback sanitario».
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A cura di Cristoforo Zervos
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