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21 Giugno 2023

Parodontite, i sintomi per riconoscerla. Linee guida e raccomandazioni per il paziente


Presentate le linee guida nazionali per la gestione della parodontite meno grave, per migliorare la diagnosi e la cura

Gengive gonfie o arrossate, spazi interdentali aumentati, gengive sanguinanti o sangue lavando i denti, alitosi sono alcuni dei sintomi che indicano la presenta di parodontite condivisi dalla SIdP la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia che in occasione della Giornata della parodontite ha pubblicato, in collaborazione con la Commissione Albo Odontoiatri Nazionale, le recenti Linee guida nazionali per la gestione della parodontite di stadio meno grave. A segnalarlo è Odontoiatria33. Sono 30 milioni gli italiani adulti con un'infiammazione più o meno grave delle gengive, ma solo il 17% dichiara di aver ricevuto diagnosi e appena il 3% ritiene di essersi sottoposto a terapia parodontale. Inoltre, la parodontite è strettamente legata al diabete, pertanto è fondamentale che gli operatori sanitari siano in grado di riconoscere la parodontite indirizzando il paziente all'odontoiatra.


3,5 milioni gli italiani soffrono di parodontite grave, causa principale della perdita dei denti

L'obiettivo del progetto è "guidare il professionista nel trattamento della parodontite fin dagli stadi iniziali, alla luce delle evidenze scientifiche più recenti, affinché l'infiammazione gengivale, che può essere trattata con successo, non comporti conseguenze come la parodontite grave, fino alla perdita dei denti", spiegano da SIdP. "Oggi, a fronte di 30 milioni di persone con gengive infiammate, solo il 17% dichiara di aver ricevuto una diagnosi e appena il 3% dichiara di essersi sottoposto a terapia parodontale - osserva Nicola Marco Sforza, presidente SIdP - In questo modo il rischio che le gengive infiammate si aggravino fino alla parodontite grave è concreto: oggi sono 3,5 milioni gli italiani con parodontite grave, causa principale della perdita dei denti, oltre che di un terzo delle protesi fisse e del 40% delle protesi mobili. Solo un paziente su 4 conosce le vere conseguenze della parodontite grave, che può essere scongiurata intercettando precocemente l'infiammazione gengivale e trattandola per lo più in maniera non chirurgica, come indicato dalle Linee Guida. Se una parodontite negli stati più iniziali - sottolinea Sforza - viene trattata in maniera corretta si riduce molto la probabilità di perdere uno o più denti nell'arco di dieci anni, se invece l'odontoiatra non interviene al meglio, il rischio di perdere denti in dieci anni quintuplica".


Parodontite, ecco come riconoscerla

La parodontite è una malattia infiammatoria orale cronica non trasmissibile, che nei casi più gravi causa perdita dei denti. Condivide fattori di rischio con altre gravi patologie come l'ipertensione, le cardiopatie e il cancro, per questo la visita odontoiatrica prevede un esame meticoloso del cavo orale. Conoscere i segnali della parodontite, può essere utile al farmacista che potrà indirizzare il paziente ad effettuare una visita dal proprio dentista. Ecco i sintomi della parodontite condivisi dalla SIdP:
-Gengive gonfie o arrossate
-Denti che sembrano più lunghi
-Spazi interdentali aumentati
-Gengive sanguinanti o sangue lavando i denti
-Alitosi
-Tartaro sui denti
-Gusto alterato
-Perdita dei denti
-Bocca secca o bruciore


Parodontite e diabete, un legame da non sottovalutare

Parodontite e diabete sono entrambe malattie croniche che hanno una relazione bi-direzionale; infatti, le persone con parodontite sono ad alto rischio di diabete e i pazienti che soffrono di diabete hanno tre volte più probabilità di contrarre la parodontite. Inoltre, chi soffre sia di diabete sia di parodontite rischia maggiormente, rispetto a chi soffre del solo diabete, di contrarre altre gravi patologie, tra cui malattie cardiovascolari, malattie renali croniche e retinopatie. È bene che tutti i professionisti della salute chiedano ai pazienti diabetici quanto e come questa patologia venga controllata, quand'è stato l'ultimo controllo dei livelli di glucosio e i valori più recenti di HbA1c. I pazienti diabetici senza parodontite andranno posti in terapia preventiva e monitorati regolarmente, mentre i pazienti non diabetici, ma con fattori di rischio per il diabete di tipo 2, andranno informati dei pericoli e indirizzati a un medico per un controllo approfondito e una valutazione più accurata del rischio.


Quali raccomandazioni dare ai pazienti

In ottica anche di prevenzione, spiega la SIdP, è fondamentale educare i pazienti a contribuire alla salute del cavo orale, con istruzioni sulla pulizia dei denti e degli spazi interdentali, e chiedendo loro se hanno notato segni o sintomi di parodontite. Infatti, in caso il paziente percepisca bocca secca o bruciore andrebbe indirizzato a un odontoiatra per una valutazione immediata.

In caso di parodontite, informare i pazienti degli effetti positivi che una efficace terapia parodontica può avere sulla loro salute. Se la patologia è già stata diagnosticata accertarsi che sia curata e tenuta sotto controllo. Le persone che presentano una perdita rilevante di denti è bene che provvedano alla riparazione della funzione masticatoria per migliorare la dieta.

In caso di diabete, è essenziale informare il paziente degli effetti negativi della parodontite e sulle complicanze, come ad esempio un maggior rischio di infezioni fungine orali. Inoltre bisogna ricordare che la possibile presenza di parodontite dovrebbe far parte di una visita per i pazienti in terapia diabetica, infatti a chi viene diagnosticato il diabete mellito dovrebbe sottoporsi ad un esame parodontico come parte della terapia e della gestione del diabete stesso.


Fonte:

https://www.gengive.org/wp-content/uploads/2020/11/3-03-PiorreaDiabete-RACCOMANDAZIONI-03-MEDICI-FARMACISTI_new.pdf  

TAG: PARODONTOLOGIA, DENTISTI, GENGIVA

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