Infiammazione emorroidi, dai farmaci ai rimedi pratici. I consigli del farmacista
Le emorroidi sono normalmente presenti nella sottomucosa della parte terminale del retto e nel canale anale, ma possono infiammarsi per alterazioni patologiche
Le emorroidi indicano una complessa struttura connettivale e vascolare (plesso emorroidario), normalmente presente nella sottomucosa della parte terminale del retto e nel canale anale. Per la precisione, i vasi del plesso emorroidario sono disposti in tre zone (i 'cuscinetti' posti nel canale anale due a destra e uno a sinistra) all'interno di una struttura connettivale, alimentati dal flusso artero-venoso. Quando le emorroidi vanno incontro ad alterazioni patologiche (trombosi, sanguinamento, prolasso), si parla di malattia emorroidaria. Alla sua origine vi sono fattori concomitanti di tipo anatomico e meccanico. La rottura di questo delicato equilibrio determina alterazione della struttura connettivale, dilatazione dei plessi emorroidari e discesa verso il basso dei cuscinetti. Inoltre col tempo il supporto anatomico del plesso emorroidario si indebolisce esponendo il tessuto all'esterno del canale anale, dove è soggetto a lesioni e possibili sanguinamenti. Si parla di emorroidi 'esterne' o 'interne' a seconda che la patologia emorroidaria sia localizzata sopra o sotto la linea del canale anale.
Sintomi, quando rinviare al medico per diagnosi
I due disturbi di cui riferiscono i pazienti, spesso anziani o donne in gravidanza, sono la fuoruscita, o prolasso, di gavoccioli (noduli tesi) emorroidari e/o sanguinamento. Nel caso di emorroidi esterne il disturbo riferito è senso di bruciore e dolore, condizione che si accentua in posizione seduta o con la defecazione. Nel caso di emorroidi interne i sintomi sono simili ma manca la fuoruscita di gavoccioli. L'altro segno tipico è il sanguinamento, dovuto alla fissurazione dei gavoccioli. Il colore è rosso vivo, compare al termine della defecazione ed è di piccola entità, qualche macchiolina. In caso contrario è bene che il paziente si rivolga al medico per la conferma della diagnosi e l'esclusione di altre patologie.
Trattamento: farmaci, rimedi e stile di vita
Occorre informarsi sulla durata del disturbo, la presenza o meno di sangue nelle feci, dolore, stipsi, eventuali sintomi locali e sistemici associati.La malattia emorroidaria viene classificata in quattro gradi a seconda della gravità. Nel primo e secondo grado la patologia potrà essere gestita dal farmacista . Lo scopo è ridurre l'infiammazione, rimuovere i fattori scatenanti e alleviare i disturbi mediante interventi prevalentemente locali. Nelle ore iniziai è utile l'applicazione di impacchi freddi. Passata la fase acuta, semicupi tiepidi favoriscono il riassorbimento delle formazioni trombotiche emorroidarie. L'intervento principale resta la regolarizzazione dell'alvo , definito come "il solo trattamento a lungo termine che si sia dimostrato efficace nella patologia emorroidaria nel migliorare il benessere dei pazienti e il sanguinamento". A tale scopo va consigliata l'assunzione di molti liquidi, cereali integrali, legumi e frutta secca, eventuali integratori a base di fibra. Utili anche piccoli clismi evacuativi ed emollienti fecali. A livello sintomatico contro dolore, prurito e tensione infiammatoria rispondono bene applicazioni topiche a base di cortisonici, anestetici locali, flebotonici.
Alessandra Margreth
Fonte
"Inquadramento clinico e gestione dei disturbi minori in farmacia" di Corriado Giua Marassi, edizioni Edra)
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A cura di Redazione Farmacista33
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