carenza di farmacisti
22 Giugno 2026Nella Asl Lanciano Vasto Chieti si registrano ritardi nella distribuzione nei reparti di farmaci e kit diagnostici attribuiti alla carenza di personale della farmacia ospedaliera. Contestata la scelta di coinvolgere altre figure sanitarie per il ritiro del mateirale destinato ai reparti.
La carenza di organico nelle farmacie non riguarda solo quelle del territorio: anche negli ospedali si registra la mancanza di personale con ricadute dirette sull'organizzazione dei reparti e sulla distribuzione interna di farmaci e dispositivi. È quanto emerge da una segnalazione inviata dal sindacato Usb Pubblico Impiego Abruzzo e Molise ai vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti, in cui denuncia non solo ritardi nella consegna ma anche una soluzione organizzativa adottata che avrebbe invitato infermieri e tecnici sanitari a recarsi personalmente presso la farmacia per ritirare e trasportare il materiale destinato ai reparti.
Nella nota indirizzata al direttore generale Mauro Palmieri e ai vertici aziendali, il sindacato evidenzia quella che definisce una «grave e inaccettabile situazione causata dalla carenza di personale nella Farmacia ospedaliera», che starebbe determinando «continui e preoccupanti ritardi nella consegna di farmaci e kit diagnostici».
Secondo l'Usb, alle sollecitazioni provenienti dai reparti l'azienda avrebbe risposto invitando il personale infermieristico e tecnico a provvedere direttamente al ritiro e al trasporto del materiale necessario alle attività assistenziali.
Il sindacato contesta la scelta organizzativa adottata, sostenendo che il trasporto di materiali e la logistica interna non rientrino nelle competenze professionali di infermieri e tecnici sanitari. Nella segnalazione si richiama inoltre il rischio di un possibile demansionamento e si sottolinea come l'allontanamento del personale dai reparti possa incidere sull'organizzazione dell'assistenza.
«Sottrarre un infermiere o un tecnico dalle proprie attività di reparto per inviarlo a fare da "corriere" logistico significa svuotare i turni di assistenza, aumentare il carico di lavoro anche di chi resta e privare i pazienti della necessaria vigilanza», afferma l'Usb.
L'organizzazione sindacale evidenzia inoltre che la carenza di organico della Farmacia ospedaliera rappresenta, a suo avviso, un problema organizzativo che non può essere compensato facendo ricorso al personale dei reparti, già interessati da criticità legate alla disponibilità di risorse umane.
Il caso segnalato in Abruzzo riporta l'attenzione su un tema che negli ultimi anni è stato spesso associato alle farmacie di comunità: la difficoltà di reperire professionisti. La carenza di farmacisti e di personale specializzato interessa infatti anche il Servizio sanitario nazionale, dove le farmacie ospedaliere e territoriali svolgono funzioni essenziali per la gestione dei farmaci, dei dispositivi medici e dei percorsi terapeutici.
Nella segnalazione, l'Usb annuncia che, in assenza di interventi correttivi, valuterà ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori, compresa l'attivazione dello stato di agitazione e il coinvolgimento degli organi di vigilanza competenti.
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