Probiotici, bacillo riduce colonizzazione da Staphylococcus aureus. Ecco come agisce
Uno studio clinico ha mostrato che il probiotico Bacillus subtilis è un approccio sicuro e promettente per controllare la colonizzazione batterica da Staphylococcus aureus nelle persone
Il probiotico Bacillus subtilis ha mostrato una capacità di ridurre la colonizzazione Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, agendo in modo specifico sulla sua capacità di colonizzare attraverso sostanze chiamate fengicine. Lo dimostra un nuovo studio clinico di fase 2, pubblicato su The Lancet Microbe.
Lo Staphylococcus aureus resistente è causa di gravi malattie
Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, o MRSA, è noto come causa di gravi malattie. Meno noto è che S. aureus vive spesso nel naso, nel corpo e nell'intestino senza causare alcun danno. Tuttavia, se la barriera cutanea è rotta o il sistema immunitario è compromesso, questi batteri colonizzatori possono causare gravi infezioni della pelle, delle ossa, dei polmoni e del sangue. La prevenzione delle infezioni da S. aureus utilizza approcci per "decolonizzare" il corpo, tuttavia, tali strategie sono spesso controverse perché richiedono grandi quantità di antibiotici, sollevando preoccupazioni sui danni al microbiota e sullo sviluppo della resistenza.
Le fengicine del probiotico impediscono la capacità dello S. aureus di colonizzare. I probiotici, integratori digestivi contenenti microrganismi vivi, possono essere un modo per integrare o sostituire gli antibiotici. Il bacillo probiotico è particolarmente promettente perché viene somministrato per via orale sotto forma di spore che possono sopravvivere al passaggio attraverso lo stomaco e quindi crescere temporaneamente nell'intestino, dove impedisce grazie alle fengicine, lipopeptidi, allo S.aureus di colonizzare.
Riduzione del 96,8% di S. aureus nelle feci e una riduzione del 65,4% nel naso
Nella sperimentazione clinica, il team di ricerca ha verificato se questo approccio funziona nelle persone, arruolando 115 partecipanti sani, tutti colonizzati naturalmente da S. aureus. Un gruppo di 55 persone ha ricevuto il probiotico B. subtilis una volta al giorno per quattro settimane; un gruppo di controllo di 60 persone ha ricevuto un placebo. Dopo quattro settimane, i ricercatori hanno valutato i livelli di S. aureus dei partecipanti nell'intestino e nel naso. Non hanno riscontrato cambiamenti nel gruppo di controllo, ma nel gruppo probiotico hanno osservato una riduzione del 96,8% di S. aureus nelle feci e una riduzione del 65,4% nel naso.
Il probiotico può essere utilizzato anche per lunghi periodi
"Il probiotico che usiamo non 'uccide' S. aureus, ma diminuisce in modo specifico la sua capacità di colonizzare", ha detto il dottor Otto, autore dello studio, "Pensiamo di poter prendere di mira il 'cattivo' S. aureus lasciando intatta la composizione del microbiota". Gli autori sottolineano che il loro approccio probabilmente non funziona così rapidamente come gli antibiotici, ma può essere utilizzato per lunghi periodi perché il probiotico utilizzato nella sperimentazione clinica non causa danni. I ricercatori hanno in programma di confermare l'efficacia del probiotico in una prova più ampia e più lunga.
Paolo Levantino Giornalista farmacista
Fonte:
The Lancet Microbe DOI: 10.1016/S2666-5247(22)00322-6 (2023).
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A cura di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)