Antibiotici. Streptotricina storico farmaco di 80 anni fa efficace contro i germi multiresistenti. Nuove evidenze
Lo storico antibiotico streptotricina nuova speranza contro batteri gram-nagativi. Lo rivela una ricerca americana
La streptotricina merita un'ulteriore esplorazione preclinica come potenziale terapeutico per i patogeni gram-negativi resistenti ai farmaci. Lo afferma Christopher Morgan, del Dipartimento di farmacologia alla Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland (USA), primo firmatario di un articolo pubblicato su PLOS Biology che ha esplorato le proprietà di un antibiotico storico, la streptotricina, originariamente isolata nel 1942 da un Attinomicete del suolo. Lo riporta Doctor 33.
Una miscela contro infezioni più ostinate
Il composto ha generato un'intensa eccitazione iniziale a causa della sua attività contro i gram-negativi e contro il Mycobacterium tuberculosis nelle cavie e nei topi. Tuttavia, in uno studio pilota umano la streptotricina ha indotto tossicità renale reversibile e non è stato ulteriormente studiato come terapia. La streptotricina è ora nota per essere una miscela di prodotti naturali, attualmente denominata nurseotricina che secondo gli autori dell'articolo potrebbe combattere le infezioni più ostinate e letali.
Gli studi proseguiti dopo quasi un secolo dalla scoperta
«Abbiamo notato casualmente che la nurseotricina aveva una potente attività contro patogeni multiresistenti, compresi quelli senza opzioni terapeutiche» esordisce Morgan che assieme ai colleghi, utilizzando tecniche moderne e avanzate di analisi farmacologica, ha scoperto che il limite dei primi studi di 80 anni fa era la purificazione incompleta delle streptotricine. Viceversa, dati più recenti dimostrano differenti tossicità delle diverse varianti: una su tutte, la streptotricina-F, è meno tossica delle altre pur rimanendo attiva contro i patogeni multiresistenti contemporanei. E utilizzando tecniche avanzate come la microscopia crioelettronica gli autori hanno dimostrato che la streptotricina-F si lega a una subunità del ribosoma batterico inducendo errori di traduzione nel genoma dei microrganismi bersaglio.
Un possibile nuovo farmaco contro le infezioni batteriche
«È interessante notare che l'interazione di legame è distinta da altri noti inibitori della traduzione, suggerendo un impiego della streptotricina-F in caso di loro inefficacia» commenta Morgan. E conclude: «Uno degli obiettivi per combattere la resistenza agli antibiotici è diversificare i farmaci a disposizione per stare un passo avanti rispetto alle resistenze emergenti. Per questo è stato molto entusiasmante scoprire che le streptotricine prendono di mira le cellule batteriche in modo del tutto nuovo».
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A cura di Cristoforo Zervos
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