farmaci
19 Ottobre 2026Qualità della vita, risultati delle cure e risparmi per il sistema sanitario al centro del confronto tra Aifa e Regioni. Per l’Agenzia servono valutazioni integrate, attenzione all’appropriatezza e strumenti per distinguere la vera innovazione dalla semplice novità.

Il valore di un farmaco innovativo va misurato considerando, insieme all’efficacia clinica e al costo della terapia, i benefici sulla vita dei pazienti, l’impatto sull’organizzazione dell’assistenza e i possibili risparmi per il Servizio sanitario nazionale. È questa la prospettiva indicata da Aifa nel confronto con le Regioni sulla valutazione dell’innovazione e sulla sostenibilità dell’assistenza farmaceutica, al centro del convegno “Misurare il valore dell’innovazione - Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute”, organizzato dall’Agenzia a Genova con il patrocinio della Regione Liguria.
“Non possiamo considerare il costo di un farmaco senza valutarne l’impatto e i benefici concreti sulla vita delle persone”, ha affermato il presidente di Aifa Robert Nisticò. “Le terapie innovative possono modificare profondamente il decorso di una patologia e, in alcuni casi, arrivare a eradicarla. Per questo serve una visione più ampia, che tenga conto non solo del costo della cura, ma anche dei risultati prodotti, dei risparmi per il sistema sanitario e della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie”.
In questa valutazione, agli strumenti di analisi e ai dati disponibili deve affiancarsi il contributo di chi vive la malattia. “Oggi abbiamo strumenti sempre più avanzati e una quantità enorme di dati, che ci consentono di comprendere meglio il valore delle terapie, ma è fondamentale ascoltare anche la voce dei pazienti. Non esiste un paziente medio: esistono persone, con bisogni e storie diverse, che devono essere al centro dei percorsi di cura”, ha sottolineato Nisticò.
Una prospettiva richiamata anche dall’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò, che ha evidenziato come i risultati delle terapie sulla qualità della vita possano contribuire a ridurre altri costi, diretti e indiretti, legati alla malattia. Per una regione caratterizzata da un’elevata longevità, ha osservato, la disponibilità di trattamenti sempre più mirati e personalizzati assume particolare rilievo.
La valutazione dell’innovazione si intreccia con la programmazione delle risorse e con le differenze nei bisogni di salute dei territori. Per il direttore tecnico-scientifico di Aifa Pierluigi Russo, “l’andamento della spesa farmaceutica è un fenomeno complesso, che non può essere ridotto alla variazione di una cifra da tenere sotto controllo: va letto tenendo conto di tutte le componenti che lo determinano”.
“Con l’arrivo delle nuove terapie, il cui impatto sulla finanza pubblica è significativo, occorre superare la logica della singola area terapeutica e adottare una visione olistica dell’accesso alle cure, più personalizzata e attenta al contesto epidemiologico locale”, ha aggiunto Russo. Un approccio che richiede valutazioni tecniche dell’impatto sanitario complessivo e dei benefici sulla qualità della vita, insieme a una collaborazione tra Agenzia e Regioni: “Servono attenzione all’appropriatezza e un approccio coordinato, nel rispetto delle rispettive responsabilità”.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricondotto questo confronto all’obiettivo di programmare meglio le risorse, garantire l’accesso alle cure e affrontare l’aumento delle cronicità. Gli incontri territoriali promossi da Aifa, ha dichiarato, rappresentano occasioni per ascoltare le esigenze regionali e individuare risposte adeguate, con l’obiettivo di assicurare “un accesso sempre più equo e tempestivo alle terapie, comprese quelle più innovative”.
La disponibilità di nuovi medicinali pone anche il problema di riconoscere quali apportino un’effettiva innovazione. Il direttore amministrativo di Aifa Giovanni Pavesi ha richiamato la necessità di ampliare la prospettiva della governance, inserendo la spesa in una più ampia politica farmaceutica.
“I 104 medicinali per cui nel 2025 l’Agenzia Europea per i Medicinali ha raccomandato l’autorizzazione ci ricordano che l’innovazione interpella anche l’etica, e che serve rigore scientifico per distinguere ciò che è realmente innovativo da ciò che è solo nuovo”, ha dichiarato.
Tra gli strumenti indicati da Pavesi figura il recente ingresso di Aifa nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), che consente di condividere in modo trasparente e sicuro i dati dei medicinali autorizzati in Italia. Un passaggio che il direttore ha collegato alla trasformazione della sanità pubblica e alla necessità di dotare i diversi attori di strumenti flessibili, superando la gestione separata delle risorse.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
07/10/2026
Nel primo semestre 2026 l’Ema ha ricevuto 29 domande per nuovi medicinali per uso umano, mantenendo i livelli elevati del 2025. Crescono le richieste di consulenza scientifica, mentre l’Agenzia...
A cura di Cristoforo Zervos
05/10/2026
Ema e Icmra spingono per estendere i metodi alternativi a tutte le fasi del ciclo di vita dei medicinali, con particolare attenzione ai test per il rilascio dei lotti.
A cura di Cristoforo Zervos
28/09/2026
Aifa esamina le cause delle difficoltà di approvvigionamento, dalla concentrazione della produzione dei principi attivi in Asia alle tensioni geopolitiche. Per garantire la continuità delle cure...
A cura di Redazione Farmacista33
25/09/2026
A Roma un incontro organizzato da Ema sulle sfide legate allo sviluppo e alla disponibilità dei medicinali orfani. Il presidente Aifa Nisticò: nelle malattie rare nessun Paese può procedere da...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)