Crippa (Ibsa Italia): la ricerca italiana per l’innovazione
Ibsa: la nostra mission è mettere al centro le persone e realizzare farmaci innovativi come le capsule molli, che consentono di incorporare una soluzione oleosa o una sospensione acquosa in una capsula di gelatina
«Le persone, l'innovazione e la sostenibilità sono i pilastri su cui Ibsa fonda la sua filosofia. L'attenzione è focalizzata sulla persona - i pazienti e i loro familiari, i medici, gli investitori - e si riconosce nella responsabilità e nell'impegno quotidiano verso di essi e dei suoi collaboratori. Ibsa è un'azienda farmaceutica svizzera di eccellente qualità produttiva che sviluppa e produce parte dei suoi prodotti in Italia. La nostra precisa scelta strategica è quella di realizzare farmaci innovativi, sviluppati e prodotti internamente». A parlare è Luca Crippa - da quasi due anni Ceo e managing director di Ibsa Italia - in un'intervista pubblicata sul numero 2/2020 di Punto Effe. Non una big pharma, Ibsa, ma un gruppo a forte vocazione internazionale.
Tecnologia innovativa
La filiale italiana è la più importante: due fabbriche, 575 collaboratori, dodici aree terapeutiche, tra cui la divisione di medicina dermoestetica che vende in tutto il mondo. Sono 24 le persone impiegate in Italia nella ricerca e sviluppo, e 42 gli studi clinici in corso. Nel 2018 Ibsa ha fatturato 178 milioni di euro. Ci sono molti modi per declinare l'innovazione, Ibsa ha scelto quello di dare una nuova configurazione a principi attivi dalle note proprietà di efficacia e sicurezza, focalizzando la ricerca sulla forma farmaceutica e non sul principio attivo. «Un esempio di tecnologia innovativa a marchio Ibsa», spiega Crippa, «è quella delle capsule molli, applicata a una molecola nota e di sicura efficacia come la levotiroxina. Le softgel consentono di incorporare una soluzione oleosa o una sospensione acquosa in una capsula di gelatina. Questa formulazione permette di risolvere le problematiche legate alla scarsa solubilità di sostanze attive in forma oleosa o di sostanze in forma solida scarsamente solubili in acqua o scarsamente assorbilbili. La stessa tecnologia consente, inoltre, di somministrare in forma solida una soluzione liquida». Crippa si sofferma poi sull'acido ialuronico: «Un biopolimero naturale che si trova anche nel corpo umano, ottenuto con microorganismi non ingenierizzati geneticamente, attraverso un processo di biofermentazione brevettato e certificato. Nell'area della medicina dermoestetica abbiamo sviluppato un complesso ibrido di acido ialuronico con la tecnologia Nahyco, brevettata. Altrettanto importanti sono i processi di purificazione, per cui possiamo definire i nostri acidi ialuronici ultrapuri (Shyalt Ultrapure), per i quali siamo in possesso di due brevetti, entrambi italiani, uno scoperto in collaborazione con l'Università di Napoli e l'altro nel nostro centro di ricerca di Lodi». Nel 2018 Bouty si è fusa per incorporazione in Ibsa: «Questo ha consentito di sviluppare sinergie tra gli informatori scientifici del farmaco e gli agenti in farmacia. Nel 2020 abbiamo in programma serate formative rivolte ai farmacisti su alcuni nostri prodotti». Quanto al digitale, «è chiaro che l'azienda non può non essere presente sui social o trascurare i siti corporate o quelli di prodotto, ma la comunicazione non può esaurirsi in questo». E il ricorrere sempre più frequente al dr. Google da parte dei cittadini? E l'imperversare dell'e-commerce? «Cambiano le sfide ma non cambiano l'importanza e il ruolo del farmacista. Amazon negli Usa vende farmaci ma la farmacia rimane un anello della filiera del farmaco da cui non si può prescindere».
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A cura di Redazione Farmacista33
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