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01 Luglio 2026I primi risultati del progetto di medication review dell'Università di Verona mostrano la rivalutazione di circa 4farmaci per paziente e un risparmio stimato di 60 mila euro l'anno ogni 100 persone seguite. La Sif sottolinea: il deprescribing non significa ridurre le cure, ma migliorarne appropriatezza, sicurezza.

La rivalutazione sistematica delle terapie nei pazienti anziani in politerapia ha consentito di sospendere o rimodulare, quando clinicamente appropriato, circa quattro farmaci per paziente, con un risparmio stimato di 60 mila euro l'anno ogni 100 persone valutate. I dati arrivano dall'esperienza sviluppata all'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e, secondo la Società italiana di Farmacologia (Sif), confermano che il deprescribing rappresenta uno strumento di appropriatezza prescrittiva e non una semplice riduzione delle terapie.
I dati sono stati presentati durante il convegno "Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie", organizzato dall'Università di Verona il 24 e 25 giugno con la responsabilità scientifica del professor Gianluca Trifirò. L'incontro ha riunito farmacologi clinici, geriatri, internisti, farmacisti ospedalieri e altri professionisti sanitari per discutere i risultati dell'esperienza veronese, le prospettive della ricerca e i nuovi modelli organizzativi per la gestione della politerapia.
Secondo quanto evidenziato dalla Sif, tra le categorie di medicinali più frequentemente sottoposte a revisione figurano benzodiazepine e altri psicofarmaci, statine, diuretici e inibitori di pompa protonica. Si tratta di farmaci di consolidata efficacia clinica, il cui impiego richiede però una periodica rivalutazione in funzione dell'evoluzione delle condizioni del paziente, della durata del trattamento, delle possibili interazioni e del rapporto tra benefici e rischi.
“Il deprescribing non è una politica di riduzione indiscriminata delle terapie, ma uno strumento di appropriatezza prescrittiva - dichiara Armando Genazzani, presidente della Società italiana di Farmacologia (Sif). -L'obiettivo non è togliere farmaci, bensì assicurare che ogni paziente riceva, in ogni fase della propria storia clinica, i trattamenti realmente necessari, efficaci e sicuri. Innovazione farmacologica e revisione delle terapie sono due componenti complementari della medicina personalizzata”.
La Sif ricorda che la politerapia rappresenta una delle principali sfide legate all'invecchiamento della popolazione. Nei pazienti con multimorbilità l'impiego di più farmaci è spesso indispensabile e produce benefici rilevanti, ma richiede una verifica periodica dell'intero schema terapeutico per prevenire interazioni, duplicazioni, dosaggi non più appropriati o trattamenti prolungati oltre il tempo clinicamente indicato.
La medication review consiste in un'analisi sistematica dell'intera terapia farmacologica, valutando indicazione, dosaggio, durata del trattamento, aderenza e rapporto tra benefici e rischi. L'eventuale modifica o sospensione di un farmaco, sottolinea la Sif, deve avvenire sempre in modo graduale, controllato e condiviso con il paziente.
“La nostra esperienza conferma che una revisione sistematica delle terapie può produrre benefici concreti per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale - afferma Gianluca Trifirò, ordinario di Farmacologia all'Università di Verona e membro della Sif. «Non si tratta di considerare un farmaco appropriato o inappropriato in assoluto, ma di valutarne l'utilità nella specifica persona e in uno specifico momento del percorso di cura”.
Secondo Trifirò, il servizio sviluppato a Verona “rappresenta un punto di riferimento nazionale e può diventare un modello da estendere ad altre strutture sanitarie e al territorio”. La prospettiva è quella di favorire reti e modelli organizzativi regionali che integrino la revisione delle terapie nella pratica clinica, valorizzando la collaborazione tra farmacologi, specialisti, medici di medicina generale e farmacisti.
ph.cr.magnific
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