Covid 19, operatori sanitari Usa: un terzo indeciso sul vaccinarsi
Negli Stati Uniti fra i professionisti della salute la volontà di vaccinarsi contro Covid-19 cambia in base ai ruoli e un terzo di essi è ancora dubbioso o refrettario. L'indagine
Fra i professionisti della salute statunitensi la volontà di ricevere la vaccinazione contro Covid-19 differisce in base ai ruoli e un terzo di essi è ancora dubbioso o refrattario. Fra tutti, medici e ricercatori hanno mostrato la maggiore fiducia nella assunzione dei vaccini. È questo il risultato che emerge da una indagine, effettuata tramite un sondaggio, tra il 23 novembre ed il 5 dicembre 2020, promosso dalla SUNY Upstate Medical University, Siracusa, NY e dall'Institute for Vaccine Safety, Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, MD.
Priorità al personale sanitario
Il personale sanitario è stato da subito identificato come gruppo prioritario nell'assunzione dei vaccini, che sono la vera chiave per il successo contro il nuovo coronavirus. Lo scopo di questo studio era valutare la disponibilità degli operatori sanitari tra cui anche farmacisti, a farsi vaccinare e identificare eventuali preoccupazioni specifiche che potrebbero gli sforzi del programma di vaccinazione di massa. L'indagine, eseguita qualche settimana prima che Fda rilasciasse l'ok ai primi vaccini, ha valutato fra le persone interpellate atteggiamenti, convinzioni e disponibilità diverse a farsi vaccinare. Hanno compilato il questionario in modo valido 5287 intervistati, con un'età media di 42,5 anni, il 72,8% di loro era di sesso femminile. Complessivamente il 57,5% degli individui ha espresso l'intenzione di vaccinarsi, l'80,4% di questi erano medici e ricercatori, che hanno rappresentato il gruppo più numeroso. Tuttavia, il 33,6% degli infermieri, il 31,6% degli operatori sanitari ed il 32% dei medici hanno mostrato insicurezza e dubbi sulla possibilità di prender parte al piano vaccinale. Tra gli intervistati anziani, maschi, bianchi e asiatici hanno mostrato una maggiore propensione al vaccino rispetto ad altri gruppi. Le principali preoccupazioni elencate dai partecipanti all'indagine hanno riguardato: la sicurezza dei vaccini, i potenziali effetti collaterali, l'efficacia e la troppa velocità nei tempi di sviluppo del vaccino. Si è mostrata propensa al vaccino una percentuale inferiore (54,0%) del personale direttamente coinvolto nelle cure rispetto agli altri (62,4%) e solo il 52,0% di coloro che avevano fornito assistenza ai pazienti Covid-19 contro un 60% non disponibile. Questi risultati evidenziano un'importante eterogeneità negli atteggiamenti tra gli operatori sanitari riguardo ai vaccini contro il Covid-19 e sottolineano la necessità di strategie di comunicazione ad hoc, non solo per i professionisti della salute, ma per tutta la popolazione.
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A cura di Redazione Farmacista33
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