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07 Agosto 2026Negli Stati Uniti i nuovi criteri AHA/ACC renderebbero eleggibili alle statine 87,5 milioni di adulti, con 21,5 milioni di nuovi candidati soprattutto tra i soggetti più giovani e a rischio più basso.

Le nuove linee guida statunitensi sulla gestione della dislipidemia modificano i criteri per la stima del rischio cardiovascolare e ampliano la popolazione a cui è raccomandata la terapia con statine in prevenzione primaria. Di conseguenza, secondo uno studio pubblicato su JAMA, circa 21,5 milioni di adulti statunitensi che non sarebbero risultati eleggibili in base ai criteri del 2018 diventerebbero candidati al trattamento.
Per valutare l'impatto delle nuove raccomandazioni, i ricercatori hanno analizzato un campione rappresentativo della popolazione statunitense tratto dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), comprendente 4.366 adulti non in gravidanza di età compresa tra 30 e 79 anni, senza storia di malattia aterosclerotica cardiovascolare (ASCVD). Il campione è rappresentativo di circa 154,5 milioni di adulti statunitensi.
L'analisi, condotta tra marzo e maggio 2026, ha confrontato l'eleggibilità alla terapia con statine in prevenzione primaria secondo la nuova linea guida del 2026 con quella prevista dalle raccomandazioni del 2018.
Nel campione esaminato, il 17,8% dei partecipanti assumeva già statine, mentre l'8,6% soddisfaceva criteri di eleggibilità indipendenti dalla stima del rischio cardiovascolare, in presenza di colesterolo LDL pari o superiore a 190 mg/dL, diabete oppure malattia renale cronica. Per il restante 68% dei soggetti, la decisione sull'eventuale trattamento dipendeva dalla stima del rischio di sviluppare una malattia aterosclerotica cardiovascolare.
Applicando i criteri introdotti dalle linee guida del 2026, gli autori stimano che 87,5 milioni di adulti statunitensi, pari al 56,6% della popolazione tra 30 e 79 anni senza ASCVD nota, risulterebbero eleggibili alla terapia con statine in prevenzione primaria.
Rispetto alle raccomandazioni del 2018, 21,5 milioni di persone, pari al 13,9% della popolazione considerata, diventerebbero nuovi candidati al trattamento. L'eleggibilità aumenta con l'età: secondo le stime dello studio soddisfano i criteri oltre il 93% degli adulti tra 70 e 79 anni e l'85% di quelli tra 60 e 69 anni, mentre la quota scende all'11% nella fascia di età compresa tra 30 e 39 anni.
Lo studio evidenzia inoltre che i soggetti che diventerebbero eleggibili con le nuove raccomandazioni sono, nel complesso, più giovani e presentano un rischio cardiovascolare stimato inferiore rispetto a quelli già candidati alla terapia secondo i criteri del 2018.
Il rischio medio stimato di sviluppare un evento cardiovascolare aterosclerotico nei dieci anni successivi è infatti del 3,1% tra i nuovi eleggibili, rispetto al 6,1% osservato nelle persone già considerate candidabili secondo la precedente linea guida.
Gli autori concludono che l'adozione della linea guida del 2026 amplierebbe in modo sostanziale la popolazione statunitense raccomandata alla terapia con statine in prevenzione primaria, interessando prevalentemente individui a rischio cardiovascolare più basso rispetto ai criteri precedenti.
Fonte:
JAMA. 2026 Jul 20:e2611246. doi: 10.1001/jama.2026.11246. Epub ahead of print. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42475062
ph.cr.magnific
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