Cani, gatti e non solo: l’universo pet nelle case degli italiani. Ecco i dati
Cani, gatti, rettili, uccelli e pesci: l'universo pet nelle case degli italiani descritto dal rapporto Assalco Zoomark . Ecco i dati
Nelle case degli italiani ci sono 8,2 milioni di cani, seguiti dai gatti, con 7,9 milioni di esemplari, ma anche rettili (1,4 milioni), piccoli mammiferi (1,8 milioni) e inoltre di uccelli ornamentali con 12,9 milioni di esemplari. A definire l'universo pet in Italia è l'ultimo rapporto Assalco Zoomark 2021 sviluppato con il contributo di ANMVI.
Il rapporto Assalco Zoomark 2021
L'universo dei pet nelle case degli italiani è estremamente diversificato così come i profili dei proprietari e il grande mercato dei servizi, degli alimenti e della componentistica che vi gravita attorno. Un quadro ancor più peculiare emerge dall'ultimo biennio influenzato dall'andamento pandemico e dalle conseguenze economico sociali a questo correlate. Dall'analisi del report Assalco Zoomark 2021 sviluppato con il contributo di ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), emerge una popolazione di cani pari a 8,2 milioni di esemplari seguiti dai gatti con 7,9 milioni. Dati meno noti al grande pubblico seppur di sicuro effetto riguardano invece le popolazioni di rettili (1,4 milioni), piccoli mammiferi (1,8 milioni) e inoltre di uccelli ornamentali con 12,9 milioni di esemplari. Il dato però di sicuro meno atteso riguarda quelli che sono gli animali più diffusi nelle case italiane ossia i pesci ornamentali, con oltre 29 milioni di esemplari, sebbene suddivisi in centinaia di specie e varietà commercializzate. Un quadro a pochi noto ma che evidenzia quanto sia importante la conoscenza e la ricerca scientifica applicata al principio One Health al fine di tutelare la salute dei pet, dell'uomo e dell'ambiente.
Analisi post pandemia e i nuovi proprietari
La pandemia virale ha portato un aumento del numero dei pet anche nelle case italiane, l'ENPA ha stimato un +15% di adozioni nel 2020 che tradotto numericamente conduce a 17600 esemplari tra cani e gatti. L'isolamento durante i lunghi mesi di lockdown ha portato molte persone ad adottare o acquistare pet. Dall'analisi di un'indagine Wamiz per Assalco emerge come la concezione dei pet stia sempre più cambiando tra le persone. Il 64% degli intervistati dichiara che migliorano la qualità di vita degli anziani, l'84% che alleviano la solitudine accentuatasi dall'inizio della pandemia, il 70% che portano a una diminuzione dello stress quotidiano, il 67,2% che insegnano ai bambini il rispetto per la vita e della natura. dall'analisi emerge la descrizione tipo del proprietario come di età tra 45 e 54 anni (27,1%), quasi per il 50% residente in piccoli centri e con il 30,5% nel Nord Ovest. Analizzando la struttura sociale familiare, il 35% è composta da nuclei di due persone e il 64% di questi non ha bambini. Il 33% dei proprietari intervistati ha deciso di ospitare un nuovo pet nell'ultimo anno e ben il 21,7% dichiara la una ulteriore volontà di una prossima adozione o acquisto. Se da un lato questi dati possono essere visti come una testimonianza di un maggior interesse e attenzione delle persone verso i pet, dall'altro devono far riflettere e accendere una sempre maggiore attenzione in tutte quelle figure sanitarie coinvolte nel sistema One Health, ognuna nel rispetto del proprio ruolo, e che hanno un contatto giornaliero con i clienti. Già il 2021 si è dimostrato infatti, seppur in parte, un anno di "reflusso" con animali da compagnia ceduti dai neoproprietari sia a seguito dello stop dello smart working sia della comparsa dei problemi economici derivanti dalla lunga scia pandemica.
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A cura di Redazione Farmacista33
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