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24 Maggio 2022

Epatite pediatrica acuta, Ministero aggiorna su casi e sorveglianza. Adenovirus probabile causa


Al 20 maggio 2022 sono 276 i casi segnalati, tutti classificati come probabili, di epatite acuta a eziologia sconosciuta in bambini. In Italia sono 27 casi


Al 20 maggio 2022, come segnalato nel rapporto Ecdc-Oms Europa, sono 276 i casi segnalati, tutti classificati come probabili, di epatite acuta a eziologia sconosciuta in bambini di età pari o inferiore a 16 anni. In Italia sono 27 casi e in un caso è eseguito un trapianto epatico. È quanto rileva il ministero della Salute nella circolare di aggiornamento su "Casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica. Aggiornamento sulla situazione epidemiologica, sulle definizioni di caso e sulla sorveglianza".

Più della metà dei casi positivi ad adenovirus

Dei 276 casi probabili, per 162 casi è stata riportata l'informazione riguardo gli esiti; di questi 138 sono stati ricoverati, mentre 23 rimangono in cura. La maggior parte (75,4%) dei casi ha meno di 5 anni. Complessivamente, 181 casi sono stati testati per l'adenovirus con qualsiasi tipo di campione, di cui 110 (60,8%) sono risultati positivi. Dei 188 casi testati con PCR per SarsCoV2, 23 (12,2%) sono risultati positivi. I risultati sierologici per SarsCoV2 erano disponibili solo per 26 casi, di cui 19 (73,1%) avevano un risultato positivo. Dei 63 casi con dati sulla vaccinazione COVID-19, in 53 (84,1%) non erano vaccinati. In Italia sono stati riportati in totale 27 casi probabili, dei quali 26 (96,3%) sono stati ospedalizzati. Il 55,6% dei casi sono di sesso femminile. La maggior parte dei casi (16, 59,3%) ha un'età minore di 5 anni. Ulteriori segnalazioni pervenute sono attualmente in corso di verifica. Tra i 17 casi testati per Adenovirus, 8 (47,1%) sono risultati positivi. Tra i 12 casi testati con tampone antigenico o molecolare per SarsCov2, 2 (16,7%) sono risultati positivi. La definizione di caso adottata in un primo momento è stata rivista. "La attuale definizione di caso proposta dall'OMS-ECDC non include "casi confermati" e utilizza il limite di 16 anni e il periodo dal 1° ottobre 2021 come comune criterio per consentire di ampliare il bacino dei casi". L'incidenza in UE/SEE è "molto bassa" e per l'Ecdc, la mancanza di evidenze sull'agente eziologico, le vie di trasmissione e i fattori di rischio, non consentono una accurata valutazione del rischio né di quantificare la probabilità di un aumento dei casi.

Le ipotesi sulle cause

L'attuale ipotesi principale, spiega ancora la circolare, "è che un cofattore che colpisce i bambini piccoli con un'infezione da adenovirus, che sarebbe lieve in circostanze normali, inneschi un'infezione più grave o un danno epatico immunomediato". Anche secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti, l'infezione da adenovirus, è l'ipotesi principale. I CDC stanno indagando sui 180 casi identificati in 36 stati e territori dallo scorso ottobre per valutare se rappresentino un aumento del tasso di epatite pediatrica o se sia stato rivelato un pattern esistente attraverso una più efficace individuazione. Inoltre, l'agenzia ad aprile ha pubblicato una nota a livello nazionale affinché i medici continuino a sorvegliare i casi di bambini con epatite. Jay Butler, vicedirettore per le malattie infettive dei CDC, ha dichiarato che circa la metà dei bambini diagnosticati negli ultimi mesi è stato anche infettato da una tipologia di adenovirus, un virus che di solito causa un comune raffreddore. Il vicedirettore ha sottolineato che "si stanno accumulando prove del ruolo dell'adenovirus, in particolare dell'adenovirus-41". Butler, ha affermato che probabilmente le misure di mitigazione della pandemia da Sars-Cov-2 potrebbero avere limitato l'esposizione all'adenovirus, portando poi a un "recupero" delle infezioni quando il distanziamento sociale e altri sforzi sono stati allentati. L'epatite legata a questo tipo di adenovirus è stata associata quasi esclusivamente a bambini immunocompromessi, ma molti dei casi segnalati inizialmente al CDC non presentavano tali condizioni. L'Agenzia sta anche analizzando se l'infezione da COVID-19 possa avere un ruolo, così come altri agenti patogeni, farmaci e altri fattori di rischio. Rispetto ai tassi pre-pandemia, l'agenzia ha affermato di non aver visto un aumento complessivo dell'incidenza di epatite grave nei bambini, che rimane rara con circa 1.500-2.000 casi identificati in un anno tipico. I funzionari del CDC hanno affermato che stanno continuando a lavorare con le controparti in Europa, in particolare nel Regno Unito, che ha identificato almeno 175 casi di epatite acuta nei bambini.

Cristoforo Zervos

TAG: VIRUS DELL'EPATITE, EPATITE, VIRUS

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