Obbligo Ecm, novità su inizio triennio e debito pregresso. Milleproroghe corregge criticità
Un anno in più per mettersi in regola con gli obblighi Ecm, ma a renderlo possibile per i professionisti sanitari sarà una proroga, emendamento al Milleproroghe approvato
Un anno in più per mettersi in regola con gli obblighi Ecm, ma a renderlo possibile per i professionisti sanitari sarà una proroga. Il periodo formativo iniziato nel 2020 resta un triennio - e non, come inizialmente prospettato, un quadriennio -, mentre il nuovo ciclo scatterà, in maniera ordinaria, dal primo gennaio 2023, fino al 31 dicembre 2025. È questo al centro di un emendamento al cosiddetto Dl Milleproroghe, che era stato presentato nei giorni scorsi per correggere il testo andato in Gazzetta a fine anno e che è stato approvato dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato nel corso dell'iter di conversione in legge. Con novità che riguardano anche i trienni passati.
Obbligo formativo: corretta la lettura che aveva destato perplessità
Il cosiddetto decreto Milleproroghe licenziato a fine anno aveva introdotto una modifica "all'articolo 5-bis del decreto-legge 29 maggio 2020, n. 34", andando a sostituire quello che è il consueto "triennio formativo" 2020-2022 con il "quadriennio 2020-2023". L'intenzione era quella di prorogare di un anno il periodo entro il quale i professionisti sanitari, farmacisti inclusi, potessero acquisire crediti e ottemperare all'obbligo formativo. Ma la formulazione dell'intervento, che è andato a variare l'orizzonte temporale del periodo formativo, facendolo passare da triennio (2020-2022) a quadriennio (2020-2023), aveva suscitato qualche perplessità per le ricadute che avrebbe potuto provocare. Se era evidente che i professionisti sanitari che hanno visto la conclusione del 2022 senza essere alla pari con gli obblighi formativi avrebbero avuto un altro anno di tempo per raccogliere i crediti mancanti, non era altrettanto chiaro che cosa sarebbe successo a chi invece aveva acquisito tutti i crediti nei tempi.
Un anno in più per mettersi in regola, ma chi è alla pari può partire con il nuovo triennio
Il chiarimento è arrivato quindi durante l'iter di conversione del decreto, attraverso una nuova formulazione veicolata in un emendamento presentato nei giorni scorsi, che ha ricevuto l'Ok in commissione Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato. I farmacisti, così come gli altri professionisti della sanità, hanno quindi tempo fino al 31 dicembre 2023 per mettersi in regola con l'obbligo formativo. Ma, al contempo, per tutti i professionisti sanitari è previsto un inizio regolare del nuovo triennio (2023-2025), con decorrenza ordinaria dal 1° gennaio 2023.
Intervento anche sui trienni passati. Servirà una delibera della Commissione
Le novità, però, non sono finite: l'intervento ha voluto anche offrire un ulteriore possibilità per regolarizzare le posizioni anche rispetto al passato. L'emendamento prevede di fatto una proroga anche al meccanismo del recupero dei crediti formativi per i trienni precedenti (2014-2016 e 2017-2019). "La certificazione dell'assolvimento dell'obbligo ECM" si legge "per questi periodi potrà essere conseguita attraverso crediti compensativi definiti secondo provvedimento che dovrà emanare la Commissione nazionale della formazione continua".
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A cura di Redazione Farmacista33
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