Farmaci
12 Luglio 2023 Polifarmacia negli over 65 è fenomeno frequente, ma il rischio è di avere terapie duplicate o interazioni tra farmaci e altre patologie. I farmacisti possono aiutare a gestire meglio questi pazienti

Assumere cinque o più farmaci dopo i 65 anni è un fenomeno frequente. Spesso, però, a causa della discontinuità tra gli specialisti che prescrivono medicine per le singole patologie, possono esservi casi di terapie duplicate o di interazioni tra farmaci o con le patologie. A descrivere il fenomeno, sottolineando il ruolo che il farmacista può avere nella gestione della polifarmacia nel paziente anziano, è un articolo pubblicato su PharmacyTimes in cui Avery Hassey e colleghi farmacisti hanno riportato la loro esperienza nella gestione della polifarmacia dell’anziano, evidenziando che, con il loro intervento, questi operatori sanitari possono ottimizzare la cura, aumentando il profilo di sicurezza per il paziente.
Il fenomeno della polifarmacia, ecco in cosa consiste
La polifarmacia è un fenomeno comune tra gli adulti dai 65 anni in su e fa riferimento all’utilizzo contemporaneo non solo di più farmaci prescritti dal medico (Politerapia) ma anche di più farmaci anche non prescritti. Affetti da diverse patologie, le persone di questa età vengono gestite da vari specialisti che prescrivono farmaci per ogni singolo problema. Una mancanza di continuità tra i diversi medici può portare a problemi di sicurezza per il paziente, inclusi farmaci duplicati, interazioni farmaco-farmaco, interazioni farmaco-malattia e aumentato rischio di eventi avversi. Secondo i CDC americani, tra il 2015 e il 2018, il 41,9% degli adulti dai 65 anni in su ha avuto prescrizioni di cinque o più farmaci per un periodo di oltre 30 giorni. E un aumento dei farmaci, oltre a rappresentare un rischio a livello clinico, può anche essere non sostenibile e difficile da gestire.
L’esperienza del farmacista nel gestire la polifarmacia
Hassey e colleghi hanno riportato la loro esperienza di gestione di 106 pazienti. Il fenomeno della polifarmacia era presente in 104 pazienti, il 98%, con una media di 13 farmaci assunti per paziente. Alle liste di medicinali prescritti, i farmacisti hanno apportato, complessivamente, 423 modifiche, con fenomeni di terapie duplicate o dosaggi non corretti evidenziati in 80 casi. In particolare, i farmacisti hanno avuto la possibilità sospendere farmaci inappropriati o inutili, aggiustare dosaggi o cambiare terapie. Un’altra evidenza emersa dall’analisi di questi pazienti è che percepiscono i farmaci da banco, le vitamine e gli integratori come se non fossero farmaci, mentre è noto che questi prodotti hanno un forte impatto sull’outcome clinico, introducendo potenziali interazioni farmaco-farmaco o farmaco-malattia.
Sabina Mastrangelo
Hassey A. et al., Impact of pharmacists on polypharmacy in the elderly population.
https://www.pharmacytimes.com/view/impact-of-pharmacists-on-polypharmacy-in-the-elderly-population
Ferrara N. et al. Polytherapy and polypharmacy in elderly patients with chronic heart failure DOI: 10.1714/1261.13940
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23612214/
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