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08 Settembre 2023

Long Covid, da farmaci antistaminici e antiulcera possibile terapia. Lo studio italiano

Uno studio multicentrico analizza il ruolo dell’istamina nel Long Covid: bloccarne i recettori mediante l’impiego di due farmaci datati e ormai poco utilizzati nella pratica clinica. Un antistaminico, la fexofenadina, e un antiulcera, la famotidina

di Redazione Farmacista33


Long Covid, da farmaci antistaminici e antiulcera possibile terapia. Lo studio italiano

Una combinazione di vecchi farmaci antistaminici e antiulcera potrebbe essere un rimedio alla sindrome del Long Covid, malattia multisistemica conseguente all’infezione da Sars-Cov-2 e dai molteplici sintomi: tachicardia, palpitazioni, ipotensione posturale, affaticamento, deterioramento cognitivo, mancanza di respiro e tosse. A dimostrarlo uno studio multicentrico coordinato da Carmine Gazzaruso - responsabile Centro di Ricerca Clinico dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano e docente di Endocrinologia alla Statale di Milano - che indaga sul ruolo dei mastociti, cellule del sangue, nella fisiopatologia del Long Covid e sull’efficacia del trattamento con bloccanti dei recettori dell’istamina, una delle sostanze rilasciate dai mastociti.

Soggetti non vaccinati e reduci da trattamenti inefficaci
La ricerca, pubblicata su Frontiers in cardiovascular medicine, ha preso in esame quattro gruppi di sintomi caratteristici nel Long Covid: stanchezza e astenia, alterazione cardiaca, nebbia mentale e alterazione della memoria, disturbi gastrointestinali (dolore, meteorismo, gonfiore). È stato quindi selezionato un campione di 27 soggetti affetti da questa condizione, che presentavano però caratteristiche comuni: soffrire di Long Covid da oltre sei mesi, essersi sottoposti a diversi trattamenti - per esempio aver assunto multivitaminici, betabloccanti e aver affrontato percorsi riabilitativi - con risultati fallimentari. Gazzaruso precisa che «i pazienti arruolati per il nostro trial non erano vaccinati contro il Sars-Cov-2, perché il vaccino potrebbe modificare i sintomi del Long Covid, non erano soggetti allergici e non avevano mai sofferto, prima della infezione da Sars-Cov-2, di uno dei sintomi presi in considerazione nello studio. La stanchezza, che accomunava tutto il campione preso in esame, doveva essere accompagnata, per la validità dello studio, da almeno uno degli altri sintomi. Nella media dei pazienti esaminati il dato è stato confermato, registrando, anzi, la presenza di tre sintomi, se non addirittura dell’intera sintomatologia».

Una maggiore attivazione dei mastociti nei pazienti
 Studi precedenti, condotti a livello nazionale e internazionale, avevano evidenziato come nei pazienti con Long Covid vi fosse una maggiore attivazione dei mastociti, rispetto al normale, reazione simile a quanto avviene nei soggetti allergici con i quali vi è, effettivamente, anche un’assonanza di sintomi. Nel paziente allergico si verifica una grande produzione di istamina e prostaglandine, sostanze liberate in eccesso dai mastociti, esattamente come rilevato anche nel campione dello studio. Si evince quindi che nei pazienti con Long Covid si scateni una reazione cronica infiammatoria sostenuta con un meccanismo tipico dell’allergia. Questa evidenza ha generato nei ricercatori l’idea di inibire la reazione prodotta, bloccando due dei quattro recettori dell’istamina, detti H1 e H2, mediante l’impiego di due farmaci datati, ormai poco utilizzati nella pratica clinica quotidiana: un antistaminico (la fexofenadina) e un antiulcera (la famotidina), molto usato prima dell’avvento dell’omeprazolo. Nello specifico, l’antistaminico bloccava il recettore H1 dell’istamina, mentre il secondo inibiva il recettore H2. Il campione è stato poi suddiviso in due gruppi: il primo, formato da 14 persone, ha ricevuto la terapia farmacologica combinata, mentre al secondo, il gruppo di controllo formato da 13 persone, non è stato somministrato nulla. Promettenti i risultati: i sintomi del Long Covid sono scomparsi completamente nel 29% dei pazienti del primo gruppo, dopo soli venti giorni di trattamento. In tutti gli altri pazienti trattati si è comunque rilevato un miglioramento significativo di ciascuno dei sintomi considerati. Nel gruppo di controllo, invece, non si sono registrate variazioni in merito allo stato di salute.

TAG: LONG COVID, COVID-19, ANTISTAMICI, ANTIULCERA, INFIAMMAZIONE

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