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17 Maggio 2024Un aggiornamento delle linee guida vigenti offre un quadro di riferimento essenziale per medici e specialisti coinvolti nella cura dei pazienti in terapia cronica con glucocorticoidi

La prescrizione prolungata di glucocorticoidi, sebbene vitale per il trattamento di molteplici condizioni infiammatorie e autoimmuni, comporta rischi significativi, tra cui l’insufficienza surrenalica indotta da glucocorticoidi. Una recente revisione delle linee guida congiunta tra la European Society of Endocrinology e la Endocrine Society, coordinata da Felix Beuschlein dell’Università di Zurigo, mira a ottimizzare la gestione di tale condizione. Pubblicata in contemporanea sullo European Journal of Endocrinology e sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, questa linea guida offre un quadro di riferimento essenziale per medici e specialisti coinvolti nella cura dei pazienti in terapia cronica con glucocorticoidi.
«Una gestione appropriata e un'educazione efficace del paziente possono notevolmente ridurre il rischio di insufficienza surrenalica indotta e migliorare la qualità della vita dei pazienti», riassume Beuschlein. «Il documento evidenzia che almeno l'1% della popolazione si avvale di terapie croniche con glucocorticoidi. La soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) è un effetto inevitabile di tale trattamento e la funzione surrenalica può variare significativamente tra individui, influenzando il tasso di recupero post-terapia. Importanti dati numerici emergono dalla revisione: “il test indica il recupero dell'asse HPA se il cortisolo è >300 nmol/L (o 10 μg/dL) e i glucocorticoidi possono essere sospesi in modo sicuro” suggerisce il documento, offrendo un benchmark chiaro per la valutazione post-trattamento, e sottolineando l'importanza di un attento monitoraggio della funzione surrenalica».
Fonte
European Journal of Endocrinology 2024. Doi: 10.1093/ejendo/lvae029
http://doi.org/10.1093/ejendo/lvae029
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