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20 Ottobre 2026

Farmaci di automedicazione, consumi e switch in Italia. Medici e farmacisti riferimenti per i cittadini

Il peso dell’automedicazione e il confronto europeo: in Italia 6 switch in dieci anni, contro 15 in Germania e 26 nel Regno Unito. Medico di famiglia e farmacista sono i principali riferimenti per i disturbi lievi. Alfabetizzazione sanitaria e ampliamento dell’offerta le leve indicate per sviluppare il settore.

di Redazione Farmacista33


Farmaci di automedicazione, consumi e switch in Italia. Medici e farmacisti riferimenti per i cittadini

I farmaci di automedicazione rappresentano il 13,5% dei volumi della farmaceutica territoriale, con una spesa pro capite di 54,3 euro l’anno, tra le più basse tra i principali Paesi europei. Anche gli switch da farmaco con obbligo di ricetta a farmaco senza obbligo di prescrizione sono meno numerosi: 6 tra il 2015 e il 2025, contro 15 in Germania e 26 nel Regno Unito. Per orientarsi nella gestione dei disturbi lievi, gli italiani si affidano soprattutto al medico di famiglia (48,2%) e al farmacista (47,9%), riferimenti quasi alla pari. È il quadro delineato da uno studio realizzato da TEHA Group per Federchimica Assosalute e presentato oggi a Roma.

Consumi e switch, il posizionamento dell’Italia in Europa

In Italia la spesa pro capite per medicinali da banco è di 54,3 euro l’anno, tra le più basse tra i principali Paesi europei, e meno di un italiano su cinque dichiara di averne fatto uso nelle due settimane precedenti l’indagine contro il 37% della Germania e il 70% della Finlandia.

Secondo lo studio, il potenziale del settore dei farmaci di automedicazione resta in parte inespresso. Incide soprattutto l’ampiezza dell’offerta: tra il 2015 e il 2025 l’Italia ha registrato 6 switch, cioè riclassificazioni da farmaco con obbligo di ricetta a farmaco senza obbligo di prescrizione, contro i 15 della Germania e i 26 del Regno Unito.

“Per esprimerne a pieno il potenziale servono due passi concreti: più Health Literacy, con campagne di alfabetizzazione sanitaria, educazione alla corretta automedicazione e un dialogo più stretto tra farmacisti e medici - anche grazie alla piena operatività del dossier farmaceutico del Fascicolo Sanitario - e un’offerta più ampia, con procedure di switch più snelle”, dichiara Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute.

Sul pieno utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico si sofferma Alfredo Procaccini, vicepresidente vicario di Federfarma: “Uno strumento fondamentale è il fascicolo sanitario elettronico, il cui pieno utilizzo presenta ancora alcune criticità legate alle modalità di autorizzazione alla consultazione da parte del paziente. Un passaggio che oggi richiede spesso il supporto degli operatori sanitari, assorbendo tempo professionale che è importante valorizzare”.

Medico di famiglia e farmacista, i principali riferimenti per i disturbi lievi

Medico di famiglia e farmacista restano, nel modello italiano di automedicazione, i principali riferimenti per i disturbi lievi, indicati rispettivamente dal 48,2% e dal 47,9%. Sebbene l’Italia parta da una base più solida sull’automedicazione, l’obiettivo resta rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria generale: il 58% degli adulti ha competenze sanitarie inadeguate o problematiche, contro il 46% della media europea.

“L’automedicazione responsabile non significa lasciare solo il cittadino, al contrario, vuol dire metterlo nelle condizioni di fare bene ciò che può fare, sapendo quando e a chi rivolgersi”, sottolinea Albero.

Il tema della comunicazione al cittadino è richiamato da Eugenio Leopardi, presidente dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar): “Dobbiamo fare uno sforzo per sapere comunicare al cittadino, spendere una parola giusta per indicare l'utilizzo corretto e i sintomi appropriati dei farmaci. È fondamentale fornire protocolli chiari e condivisi per guidare il cittadino nell'automedicazione responsabile.”

Alla collaborazione tra professionisti guarda Andrea Mandelli, presidente della Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi): “Un farmacista che oggi può fare sempre di più per la salute dei cittadini è la prova concreta della capacità di una professione con oltre 800 anni di storia di rinnovarsi e guardare al futuro. Vogliamo continuare a percorrere questa strada con determinazione, contribuendo da protagonisti al nuovo modello di assistenza territoriale delineato dal DM 77, che punta sull’integrazione tra le professioni sanitarie per affrontare la crescente complessità dei bisogni di salute dei cittadini”.

Rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria è un obiettivo reso ancora più rilevante da uno scenario in cui l’informazione sanitaria passa sempre più da internet, social e intelligenza artificiale. Per questo è fondamentale, secondo lo studio, saper riconoscere i disturbi gestibili con l’automedicazione, verificare le fonti e sapere quando rivolgersi al medico o al farmacista.

“L’alfabetizzazione sanitaria è un vaccino sociale: non solo una responsabilità, ma un diritto che rende i cittadini protagonisti delle proprie scelte di salute. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la sfida non è contrastare il digitale, ma trasformarlo in uno strumento di informazione affidabile, aiutando le persone a distinguere quando possono agire in autonomia e quando è necessario affidarsi a medici e farmacisti. Investire sui giovani è decisivo: educare uno studente alla salute significa raggiungere un’intera famiglia e costruire comunità più consapevoli”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

Sull’educazione sanitaria a partire dalle scuole interviene anche Ilenia Malavasi, componente della XII Commissione della Camera dei deputati: “Investire in prevenzione significa investire nella sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale. Per farlo dobbiamo accrescere l’alfabetizzazione sanitaria dei cittadini, a partire dalle scuole, e rafforzare una rete di prossimità che coinvolga medici, pediatri e farmacisti. Più conoscenza e consapevolezza consentono alle persone di prendersi cura della propria salute in modo più responsabile e di utilizzare in maniera appropriata anche gli strumenti di automedicazione”.

Il valore per il Servizio sanitario nazionale e per i cittadini

In un contesto in cui i medici di medicina generale sono passati da 44.270 a 36.812 tra il 2016 e il 2024 (-16,8%) e gli accessi al Pronto soccorso sono tornati a sfiorare i 19 milioni nel 2024, l’automedicazione responsabile, complementare e non alternativa all’assistenza professionale, contribuisce a orientare ogni bisogno di salute verso il livello di risposta più appropriato. Sul piano della salute, secondo lo studio, interviene sul 10,7% del carico di cattiva salute degli italiani, legato a disturbi lievi e molto diffusi: senza di essa, secondo le stime, nell’arco della vita si trascorrerebbero in media 4,8 mesi in meno in buona salute.
Sul fronte dell’emergenza-urgenza, un ricorso appropriato all’automedicazione potrebbe evitare quasi un milione di accessi l’anno per disturbi a bassa complessità, con un costo associato di circa 306 milioni di euro, di cui 281 a carico del Ssn. Nel complesso, i benefici economici e organizzativi generati dall’automedicazione sono stimati in quasi 3 miliardi di euro l’anno. Si tratta di stime di capacità assistenziale e di tempo liberati.

Secondo lo studio, i farmaci di automedicazione liberano una capacità assistenziale pari a circa 91 milioni di visite l’anno dal medico di medicina generale. Il tempo liberato per il medico ha un valore stimato in circa 1,9 miliardi di euro e può essere dedicato ai pazienti cronici, fragili e con bisogni più complessi. A questo si aggiungono circa 600 milioni di euro di tempo restituito ai cittadini.

“L’automedicazione può liberare molte risorse, ma a mio modo di vedere la più importante è il tempo di cura: restituire tempo al medico di famiglia significa consentirgli di concentrarsi sull’attività clinica che richiede realmente il suo intervento, migliorando anche l’appropriatezza delle cure”, dichiara Alessandro Rossi, presidente della Simg.

“Automedicazione responsabile, farmacia dei servizi ed educazione sanitaria sono leve concrete per rendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale più sostenibile e vicino ai cittadini. Dobbiamo lavorare insieme, istituzioni e privati, per rafforzare le competenze sanitarie delle persone e favorire un accesso alle cure sempre più appropriato”, dichiara Emanuele Monti, componente del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

ph.cr.magnific

TAG: AUTOMEDICAZIONE, FARMACI SENZA OBBLIGO DI PRESCRIZIONE, ASSOSALUTE

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