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09 Dicembre 2025Nel dolore post-operatorio dopo l’estrazione dei denti del giudizio, la combinazione di farmaci non oppioidi (ibuprofene + paracetamolo) è efficace quanto una terapia con oppioidi, con alcuni vantaggi importanti

Un nuovo studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha dimostrato che l’associazione ibuprofene–paracetamolo offre un controllo del dolore post-operatorio equivalente a quello delle terapie contenenti oppioidi, con un vantaggio significativo nelle prime 24 ore e un migliore profilo di tollerabilità. La ricerca ha coinvolto 1.815 giovani adulti sottoposti a estrazione chirurgica dei terzi molari, suddivisi casualmente in due gruppi: uno ha ricevuto una terapia analgesica non oppioide (ibuprofene 400 mg + paracetamolo 500 mg), l’altro una terapia con oppioidi (idrocodone 5 mg + paracetamolo 300 mg). Per 7 giorni sono stati monitorati dolore, attività quotidiane, qualità del sonno, soddisfazione e possibili effetti avversi tramite un diario digitale.
I risultati mostrano che la combinazione ibuprofene-paracetamolo non è inferiore alla terapia oppioide nel controllo complessivo del dolore post-chirurgico e nelle prime 24 ore ha persino mostrato un beneficio analgesico superiore, un dato clinicamente rilevante nella fase più acuta del dolore post-operatorio. Inoltre, nonostante le differenze note nella percezione del dolore tra uomini e donne, lo studio non ha evidenziato variazioni significative nella risposta ai trattamenti in base al sesso.
A parità di efficacia analgesica complessiva, i pazienti trattati con farmaci non oppioidi hanno riferito una maggiore soddisfazione terapeutica, una minore incidenza e severità di effetti indesiderati e una ridotta necessità di farmaci di emergenza (circa il 3–4% dei casi, contro oltre il 5–6% nel gruppo con oppioidi).
Lo studio supporta così l’impiego dei farmaci non oppioidi come prima scelta per il trattamento del dolore dopo l’estrazione dei terzi molari. L’assenza di inferiorità analgesica, unita al beneficio osservato nel primo giorno e a un minor impatto di effetti indesiderati, rafforza l’importanza di limitare l’uso di oppioidi, soprattutto in un contesto in cui la riduzione dell’esposizione a tali farmaci è una priorità di salute pubblica. Gli autori sottolineano comunque la necessità di ulteriori ricerche per valutare l’efficacia di questi protocolli in altri contesti chirurgici e per delineare strategie personalizzate che ottimizzino la gestione del dolore riducendo al minimo i rischi farmacologici.
Fonte:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0002817724006391
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