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09 Dicembre 2025Un ampio studio condotto negli Stati Uniti ha evidenziato che i giovani adulti con valori alti di Colesterolo Ldl siano meno protetti degli adulti più anziani: meno della metà assume statine

Meno della metà dei giovani adulti con livelli molto alti di lipoproteine a bassa densità (LDL-C), o colesterolo ‘cattivo’, inizia ad assumere una statina entro cinque anni dalla prima evidenza di LDL-C alto. A mostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology e presentato al meeting 2025 dell’American Heart Association da Teresa Harrison, del Kaiser Permanente Southern California (USA).
Il colesterolo è una sostanza necessaria al corretto funzionamento dell’organismo, dal momento che partecipa alla sintesi di alcuni ormoni ed è un costituente delle membrane cellulari. Prodotto dal fegato, può anche essere introdotto con la dieta. Il trasporto del colesterolo attraverso il sangue è affidato alle lipoproteine, di cui le più importanti per la prevenzione cardiovascolare sono le LDL, che trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo, e le HDL, o lipoproteine ad alta densità, che rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che poi provvede a eliminarlo.
Quando sono presenti in quantità eccessiva, le LDL tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone progressivi ispessimento e indurimento. Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di placche che ostacolano il flusso sanguigno o lo bloccano del tutto. Inoltre, le placche possono staccarsi e formare un trombo, che può indurre un improvviso arresto del flusso sanguigno. A seconda di dove è localizzata, l’ostruzione di un vaso può provocare infarto del miocardio, un ictus, a livello cerebrale, o a livello degli arti inferiori.
I ricercatori statunitensi hanno analizzato i dati di 771.681 persone tra 18 e 39 anni che hanno avuto la prima misurazione elevata di LDL tra il 2008 e il 2020. I partecipanti sono stati stratificati in base ai livelli di LDL e al rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) prematura, monitorando gli esami sui livelli di LDL e l’inizio della terapia con statine per uno, due e cinque anni. Dall’analisi è emerso che tra le persone con LDL ≥190 mg/dL, soglia oltre la quale le linee guida dell’American College of Cardiology del 2018 raccomandano l’assunzione di statine, solo il 28,4% ha iniziato una terapia con statine entro un anno e solo il 45,7% entro cinque anni. Inoltre, tra i soggetti con LDL compreso tra 160 e 189 mg/dL e un elevato rischio di ASCVD a 30 anni, il 25,3% ha iniziato una statina entro un anno e il 46,4% entro cinque anni. Il controllo dei livelli di LDL attraverso i test entro un anno dal primo valore elevato, inoltre, è sceso dal 52,5%, nel 2008, al 35,4%, nel 2018, tra i soggetti ad alto rischio. Anche l’avvio della terapia con statine entro un anno è sceso dal 31,7% al 20,1% per i soggetti con colesterolo LDL tra 160 e 189 mg/dL e ad alto rischio di ASCVD, e dal 36,5% al 12,6% per i soggetti con colesterolo LDL ≥190 mg/dL.
Secondo il team, dunque, più della metà dei giovani adulti statunitensi presenta livelli di LDL superiori a 100 mg/dL, ma è significativamente meno probabile che siano consapevoli del rischio che corrono o che ricevano il trattamento raccomandato, rispetto agli adulti più anziani.
Fonte:
Harrison T. N. Follow-up Lipid Testing and Statin Initiation among Young Adults in a US Healthcare System. JACC (2025); doi: 10.1016/j.jacc.2025.10.052
Iss. Colsterolo e ipercolesterolemia https://www.epicentro.iss.it/colesterolo/
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