Menopausa
28 Gennaio 2026Le nuove linee guida della Società europea di endocrinologia ribadiscono l’efficacia della terapia ormonale sostitutiva nel controllo dei sintomi della menopausa, ma indicano la via transdermica come opzione preferibile per ridurre il rischio cardiovascolare

La terapia ormonale sostitutiva (Tos) resta uno strumento efficace per il controllo dei sintomi della menopausa, ma va prescritta con maggiore attenzione alla via di somministrazione, al profilo di rischio individuale e alla comunicazione con la paziente. È il messaggio centrale delle nuove linee guida cliniche sulla valutazione e gestione della menopausa e della perimenopausa pubblicate dalla European Society of Endocrinology (Ese) sull’European Journal of Endocrinology.
Il documento invita a ripensare l’approccio alla menopausa come a un continuum che comprende perimenopausa e postmenopausa e chiarisce che, soprattutto nelle donne tra i 40 e i 45 anni, irregolarità mestruali e sintomi vasomotori sono sufficienti a porre il sospetto clinico, senza ricorrere routinariamente a test biochimici. Diverso il caso delle donne sotto i 40 anni, per le quali la presenza di cicli irregolari, subfertilità o sintomi tipici impone di considerare l’ipotesi di insufficienza ovarica prematura e di avviare un percorso diagnostico e specialistico dedicato.
Sul piano terapeutico, le linee guida confermano l’efficacia della Tos nel trattamento dei sintomi vasomotori, ma sottolineano che la sicurezza dipende in larga misura dalla formulazione utilizzata. L’analisi delle evidenze disponibili mostra, infatti, che gli estrogeni per via orale sono associati a un aumento del rischio di ictus ischemico, mentre l’estradiolo transdermico, a dosi basse o standard, presenta un profilo neutro sul rischio cerebrovascolare. Per questo l’Ese raccomanda di privilegiare cerotti o gel transdermici nelle donne candidate alla terapia, tenendo conto di comorbidità, preferenze, disponibilità e costi.
“Sappiamo che la terapia funziona, ma il consenso si sta spostando dalle pillole orali verso i cerotti transdermici per proteggere la salute cardiovascolare” spiega Mary Ann Lumsden, dell’Università di Glasgow, tra gli autori del documento. L’indicazione diventa particolarmente stringente nelle donne con storia di emicrania con aura, già esposte a un rischio basale più elevato di ictus, così come nelle pazienti con diabete o ipertensione ben controllati, nelle quali la via transdermica è considerata preferibile.
Le raccomandazioni ribadiscono inoltre che la Tos non deve essere utilizzata con finalità preventive cardiovascolari o neurologiche, né per il trattamento routinario di depressione o demenza. L’avvio della terapia è invece appropriato nelle donne con sintomi rilevanti entro i 10 anni dall’inizio della menopausa o sotto i 60 anni, informandole anche dei benefici sulla prevenzione della perdita ossea e del rischio di fratture. Nelle donne con insufficienza ovarica prematura, la terapia ormonale è raccomandata indipendentemente dalla presenza di sintomi e andrebbe proseguita fino all’età attesa della menopausa naturale, con rivalutazioni periodiche.
Un passaggio centrale del documento riguarda la comunicazione del rischio oncologico. L’Ese stabilisce che tutte le donne che iniziano una Tos debbano essere informate in modo chiaro dell’aumento del rischio di tumore della mammella associato alla terapia sistemica, in un contesto in cui il rischio lifetime supera il 10% nelle popolazioni occidentali. La trasparenza e il consenso informato vengono indicati come elementi irrinunciabili del processo prescrittivo. La terapia sistemica resta controindicata nelle donne con una storia di carcinoma mammario, mentre in casi selezionati può essere valutato l’uso di estrogeni vaginali a basse dosi per sintomi genitourinari refrattari ad alternative non ormonali.
Accanto alle indicazioni farmacologiche, le linee guida propongono un cambiamento di paradigma verso un approccio realmente olistico alla menopausa. Alimentazione, attività fisica e salute mentale devono entrare stabilmente nella presa in carico della donna, evitando una visione riduttiva centrata esclusivamente sugli ormoni.
Fonte:
https://academic.oup.com/ejendo/article/193/4/G49/8281862?login
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