Gel mani, Alcol al 70%. Farmacie: Ministero chiarisca nuove indicazioni. Incoerenze e criticità
Le indicazioni del Ministero sul lavaggio delle mani con disinfettanti a base alcolica sono in contrasto con quelle dell'Istituto superiore di sanità. Diverse le percentuali di etanolo che devono avere i gel
Per disinfettare e detergere le mani ed eliminare il SarsCov-2 eventualmente presente si possono utilizzare, se non si ha possibilità di lavarle con acqua e sapone, disinfettanti a base alcolica, purché abbiano una percentuale di etanolo (alcool etilico) non inferiore al 70%. Così il Ministero ha aggiornato le indicazioni sulla regola aurea del lavaggio mani che però si pone "in contrasto con quelle fornite dall'Istituto superiore della sanità (Iss), che indicano una concentrazione compresa tra il 60% e il 70%. A far notare la non corrispondenza tra indicazioni ufficiali è Federfarma in una lettera indirizzata a Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Comitato tecnico scientifico, in cui chiede chiarimenti su diversi aspetti tecnici, segnalando le potenziali conseguenze di tale variazione: carenza di gel o soluzioni igienizzanti, aumento dei prezzi e danno economico a carico delle farmacie.
Verificare efficacia anti-Covid degli attuali gel mani
Nella lettera, il sindacato segnala le fonti istituzionali che in diverse modalità riportano l'indicazione "è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%: l'opuscolo curato dalla "Task Force Comunicazione Iss" del 28 febbraio e le Faq aggiornate al 26 marzo 2020, entrambi nella sezione EpiCentro del sito dell'Iss, l'infografica sui comportamenti da seguire. "La palese difformità di indicazioni", scrive Federfarma richiede un immediato chiarimenti a fronte di diverse criticità e conseguenze. In primo luogo, c'è l'incertezza di aver dispensato finora prodotti (legittimamente contenenti le percentuali di alcol indicate da Parte pubblica) "la cui efficacia "anti- Covid" risulta da verificare". E stabilire "la sorte dei numerosi prodotti di origine industriale che contengono concentrazioni di alcol comprese tra il 60 ed il 70%, che risulterebbero a questo punto non idonei per l'igienizzazione anti-Covid".
Incoerenza con procedure per commercializzazione
C'è poi un aspetto normativo: i prodotti che vantano attività disinfettante ricadono, a regime, in due distinte tipologie presidi medico chirurgici e biocidi. Per l'immissione in commercio le normative specifiche di settore "prevedono il rilascio di autorizzazione/registrazione da parte del Ministero della salute, all'esito di opportuni controlli che ne valutino la sicurezza per il consumatore e per l'ambiente nonché l'efficacia nelle condizioni di uso indicate ed autorizzate. Non sembrerebbe dunque coerente con tali normative di settore - osserva il sindacato - l'indicazione di una percentuale minima di alcol etilico quale parametro discriminante per garantirne l'efficacia".
Indicazione della percentuale da chiarire
Sotto il profilo tecnico-scientifico, Federfarma chiede di conoscere su quali evidenze scientifiche si basi la nuova informazione e poi segnala che il dato pubblicato sul sito del Ministero "non chiarisce se la previsione di una "percentuale di etanolo (alcol etilico) non inferiore al 70%" si riferisca alla percentuale in volume". E aggiunge che il dato pubblicato "non solo non specifica se peso su peso o volume su volume, ma non riporta neanche il valore di concentrazione massima, il che potrebbe indurre ad utilizzare, inefficacemente, alcol puro".
Ricadute economiche: carenze e aumento dei prezzi
Infine, le ricadute economiche su operatori del settore e cittadini: "L'effetto delle indicazioni di innalzamento della percentuale di alcol potrebbe essere quello di determinare una carenza di gel o soluzioni sull'intero territorio nazionale e un conseguente aumento dei prezzi, dal momento che la maggior parte dei prodotti hanno concentrazioni superiori al 60% ma inferiori al 70%. E ciò senza considerare il grave nocumento economico che deriverebbe a carico di quelle farmacie che si sono approvvigionate di tali prodotti e che, come noto, hanno massimamente contribuito al calmieramento dei prezzi producendo, attraverso i propri laboratori, prodotti perfettamente conformi alla Farmacopea di riferimento".
Il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf ha approvato anche per il 2026 il bando per il contributo assistenziale una tantum destinato agli iscritti titolari e soci di farmacie rurali. Confermato...
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori del settore privato assunti da questa data. Ecco cosa cambia e i tempi per...
Il nuovo biennio introduce alcune novità per rendere il concordato preventivo più conveniente: tetto agli aumenti del reddito proposto, nuove deduzioni per gli investimenti e conferma dei benefici...
L’iperammortamento 2026 torna a incentivare gli investimenti Industria 4.0 anche nelle farmacie. Il commercialista Stefano De Carli spiega vantaggi fiscali, requisiti tecnici e nuovi adempimenti...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
La risposta per capelli più forti da Biothymus AC Active Trattamento Anticaduta Fiale
Negli Stati Uniti i nuovi criteri AHA/ACC renderebbero eleggibili alle statine 87,5 milioni di adulti, con 21,5 milioni di nuovi candidati soprattutto tra i soggetti più giovani e a rischio più...