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29 Giugno 2020

Walter Ricciardi a “Progettare per la sanità”: raccordo tra Stato centrale e livello locale va rivisto


La pandemia di Covid-19 ha evidenziato molte lacune e inefficienze del nostro Ssn che stanno imponendo una profonda riflessione politico-sanitaria. Ne parla Walter Ricciardi in "Progettare per la sanità"

La pandemia di Covid-19 - oltre a costituire un dramma in perdita di vite umane e un grave danno economico per il Paese - ha evidenziato molte lacune e inefficienze del nostro Ssn che stanno imponendo una profonda riflessione politico-sanitaria su come si debba intervenire per porre adeguati rimedi. Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute sulla pandemia, rappresentante italiano presso il consiglio dell'Oms e docente di Igiene e Medicina preventiva all'Università Cattolica di Roma, ne ha parlato a "Progettare per la sanità", rivista ufficiale del Cneto (Centro nazionale per l'edilizia e la tecnologia ospedaliera). Se da un lato Ricciardi riconosce nella reazione quasi eroica degli operatori sanitari l'aspetto più positivo dell'Ssn nelle fasi critiche dell'emergenza, non indugia a denunciare una serie di gravi carenze. Tra queste «sicuramente la frammentazione decisionale del nostro Paese e anche un ritardo notevole nella trasformazione digitale che ci hanno reso questa lotta più difficile».

Ricciardi: Cercare un nuovo modello che ottimizzi la centralità

Un altro aspetto fondamentale ma che si è rivelato deficitario, sostiene Ricciardi, è l'organizzazione secondo "tre perni". «Un servizio sanitario moderno - che naturalmente regga di fronte a un evento di questo tipo ma in generale alla gestione soprattutto della cronicità e della tutela delle fasce più vulnerabili, è basato su tre perni (ospedale, medicina di famiglia e medicina territoriale) tutti indispensabili: se ce n'è soltanto uno o due, il servizio è monco, come è accaduto in alcune Regioni» spiega. Inoltre, prosegue, «occorre attuare una forte integrazione socio-sanitaria, che attualmente manca, come si è visto per esempio nel caso delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). In queste strutture si è assistito a casi per certi versi sconcertanti, con strutture completamente prive di qualsiasi correlazione con la Sanità». Il problema di fondo, sottolinea infine Ricciardi, è che la Sanità strutturata nel modo attuale presenta gli aspetti peggiori sia del centralismo che della decentralizzazione. «Per questo» afferma «dovremmo cercare un nuovo modello che ottimizzi la centralità per quanto riguarda il supporto tecnico-scientifico, la programmazione, il finanziamento e il controllo. Per quanto riguarda l'erogazione, sicuramente è adeguato il livello regionale e locale ma con un raccordo strutturato» e senza un'asimmetria così forte da determinare, nel caso specifico del Covid-19, «una permeabilità al virus e un ritardo nelle decisioni che alla fine costano vite». Tale riorganizzazione dell'assetto della Sanità necessiterebbe di una riforma costituzionale e della volontà politica di attuarla. «Speriamo che questa esperienza, che ha evidenziato tutta una serie di aspetti negativi, ci possa indurre a cambiare» conclude Ricciardi.

Arturo Zenorini

TAG: SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, WALTER RICCIARDI, SERVIZIO SANITARIO REGIONALE, COVID-19, SARS-COV-2

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