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07 Luglio 2020

Spesa farmaci, Aifa: convenzionata più alta in Regioni in deficit. Magrini (Dg) pensa a correttivi, ecco quali


Note e percorsi condivisi con i medici su prescrizione, no a strette calate dall'alto. È l'indirizzo indicato dal Dg dell'Agenzia del farmaco, Nicola Magrini, sia per la revisione del prontuario sia per ridurre la spesa farmaceutica

Sì a note e percorsi condivisi con i medici sulla prescrizione, no a strette calate dall'alto. È l'indirizzo indicato dal Dg dell'Agenzia del farmaco, Nicola Magrini, sia per la revisione del prontuario sia per le future note, ma anche per ridurre la spesa farmaceutica nelle regioni in deficit. Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia rispetto alle altre regioni spendono di più sia in acquisti diretti sia nelle farmacie territoriali dove si è sforato in qualche caso il tetto legale del 7,96%. Tuttavia, nella farmacia convenzionata a esborsi più alti corrispondono anche quantità maggiori di farmaco acquisite.

Regioni in piani di rientro e virtuose: differenze su ricette, diretta e Dpc

Il rapporto Osmed dell'Aifa sulla spesa farmaceutica, esaminando i piani di rientro tra 2016 e 2018, osserva come i territori in deficit siano capaci di adeguarsi alle modifiche di legge, e non creino più ostacoli nell'accesso ai farmaci rispetto alle regioni "virtuose". I residenti delle regioni più povere in un anno sono destinatari di una media di 11 ricette contro le 9 dei residenti nelle regioni virtuose. Sui farmaci più nuovi - i biosimilari, che consentono risparmi a parità di principio attivo - il tempo di replacement rispetto alla molecola d'origine è compatibile da Nord a Sud. Ma lo stesso rapporto conferma, valutando i primi 30 principi attivi 2018 per commercio, che le regioni in piano di rientro hanno una spesa pro capite superiore, e per ciascun abitante spendono una media di 20 euro in più pro capite in farmacia. Confrontando i trend nelle regioni in deficit e nelle virtuose, si scopre che le prime negli acquisti diretti pagano di più a fronte di consumi più bassi. Il trend delle curve di spesa e consumi appare sovrapponibile in tutte le regioni d'Italia. Ma per i medicinali in Distribuzione diretta o Dpc le regioni "povere" per ogni residente hanno speso 1,3 euro in più in media nel 2016 (16,33 contro 14,99) e la differenza nel 2018 si è accentuata a 2 euro (16,82 contro 14,82); per contro, in termini di consumo di dosi pro capite, le Regioni in PdR registrano valori inferiori, 3,66 (contro 4,22 delle virtuose) nel 2016 che si riduce a 3,39 Ddd nel 2018. Per il canale convenzionale invece le regioni in piano di rientro evidenziano sia spesa, sia consumi, sia prezzi superiori "presumibilmente attribuibili a una minore spesa privata, a una maggiore necessitaÌ sanitaria e a un diverso atteggiamento prescrittivo dei medici". Resta invariato, 2 euro in più a residente per le regioni in deficit, il gap rispetto alle altre regioni senza crescere nel tempo (e in parte mitigato dal maggior ticket). A maggiori esborsi però, nella farmacia territoriale corrispondono maggiori volumi consumati di farmaci. Tra 2016 e 2018 le regioni "virtuose" si sono attestate intorno alle 28,1-28,2 Ddd pro capite, mentre le Regioni soggette a PdR sono intorno alle 31,9-32,2 Ddd.

Correttivi condivisi su Note, piani terapeutici e Prontuario

Serviranno correttivi, ma mirati. Il Dg Aifa Nicola Magrini punta sulla condivisione, e ricorda gli ottimi risultati ottenuti con la nota 79 sulla vitamina D, che ha portato un risparmio di oltre 100 milioni sugli anni precedenti calmierando una spesa triplicata nel quinquennio. E ora, rimossi i piani terapeutici sugli anticoagulanti orali di nuova generazione, dovrebbe toccare ai farmaci anti-diabete. «Sono in corso colloqui con i medici, ma l'argomento è più complesso, poiché interessa più principi attivi». Altra conferma: «Nei prossimi mesi ci attende una revisione del Prontuario terapeutico». Simona Carbone, Dg Lea del Ministero della Salute, ammette: «Dietro regioni con disavanzi forti (a fronte peraltro di una popolazione mediamente più giovane) c'era un'assistenza sanitaria che puntava per lo più su ospedale, farmacia territoriale e massimo qualche specialista territoriale; c'erano un eccesso di letti negli ospedali ed ordinatori di spesa che non rispondevano alle aziende sanitarie; c'era in Sicilia il record nell'uso di antibiotici, specie in pediatria. Gli interventi hanno puntato per lo più sulla sensibilizzazione dei prescrittori e dei cittadini, su cui si è intervenuti anche introducendo ticket pesanti o imposte».

Mauro Miserendino

TAG: SPESA SANITARIA, SPESA FARMACEUTICA, AIFA, SPESA FARMACEUTICA OUT OF POCKET, SPESA FARMACEUTICA CONVENZIONATA, SPESA FARMACEUTICA PER ACQUISTI DIRETTI

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