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05 Ottobre 2020

Distribuzione diretta, a Bari disservizio in consegna antitumorale. Cossolo: riportare farmaci in farmacia


Nella farmacia della Asl Bari manca farmaco antitumorale. Federfarma: "Quanto successo è la riprova dei forti limiti della distribuzione diretta di farmaci da parte di ospedali e Asl"

Nella farmacia della Asl Bari manca un farmaco antitumorale e chi lo aveva prenotato si è visto rispondere, dopo 4 ore di attesa e al secondo tentativo di ritiro in pochi giorni, che il farmaco non è disponibile. È quanto accaduto a un giovane che si è recato per due volte nella farmacia ospedaliera, trovandola chiusa per inventario la prima volta e facendo 4 ore di fila la seconda dopo 3 giorni.

Disagi, code di attesa e il farmaco manca

Il giovane ha raccontato alla stampa locale che il personale Asl era imbarazzatissimo: «Non sapevano come aiutarmi, tanto che la dottoressa responsabile ha testualmente detto "cosa apriamo a fare lunedì se non abbiamo i medicinali". Erano in evidente difficoltà e non sapevano come fare per rimediare a una situazione che evidentemente non dipende da loro». E come lui anche altri utenti che avevano prenotato e si erano presentati con la sicurezza di trovare il farmaco, indicato loro come disponibile, hanno scoperto che c'era stato un errore, che era esaurito e che non c'era possibilità di reperirlo al momento. Forse qualcosa sarà recuperato nelle altre farmacie della provincia, ma non c'è nessuna certezza. Questa, in sintesi, la cronaca dei fatti su cui è arrivato un commento del presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo che ha espresso tutta la sua solidarietà per il giovane che non ha trovato il farmaco destinato alla nonna in terapia oncologica.

Cossolo: riportare farmaci in farmacia atto di valenza sociale ed economica

«Quanto successo questo fine settimana a Bari è la riprova dei forti limiti della distribuzione diretta di farmaci da parte di ospedali e Asl - scrive Cossolo in una nota -. I forti limiti della distribuzione diretta, che da tempo denunciamo, sono scarsa efficienza del servizio e innumerevoli disagi per i malati e i loro familiari. Tutti ostacoli che potrebbero essere superati dispensando anche i farmaci acquistati dalle Asl attraverso le oltre 19.000 farmacie convenzionate, capillarmente presenti su tutto il territorio, comprese le aree interne e le zone rurali. L'utilità e i vantaggi di questo tipo di distribuzione (distribuzione per conto) sono stati ampiamente testati durante l'emergenza Covid, quando le farmacie hanno potuto distribuire farmaci prima disponibili solo nelle strutture sanitarie pubbliche, permettendo così ai cittadini di evitare rischiosi spostamenti e limitare le possibili occasioni di contagio. Riportare i farmaci in farmacia, come più volte sollecitato anche da Cittadinanzattiva, è un atto importante perché ha una valenza sociale ed economica, oltre che professionale. La farmacia può infatti supportare il paziente nel corretto uso dei farmaci e nell'aderenza alla terapia. È un passo fondamentale nel processo di evoluzione della farmacia quale presidio di prossimità territoriale, per sua natura capace di soddisfare in maniera immediata e agevole tutte le esigenze di salute del cittadino».

TAG: FARMACIA, FARMACIE, DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, DISTRIBUZIONE DIRETTA

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