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contratto lavoro

17 Settembre 2026

Ccnl farmacie comunali, Filcams: recuperato il potere d’acquisto, cresce il divario con le private

L’intesa con Assofarm prevede aumenti salariali, un’indennità professionale per i farmacisti e nuove misure per la conciliazione tra vita privata e lavoro. Mariani (Filcams): senza il rinnovo del Ccnl delle farmacie private, il divario retributivo tra i due settori è destinato ad aumentare

di Redazione Farmacista33


Ccnl farmacie comunali, Filcams: recuperato il potere d’acquisto, cresce il divario con le private

Il rinnovo del Ccnl delle farmacie comunali arriva al termine di un percorso durato un anno e mezzo che ha portato alla condivisione di misure economiche volte a recuperare quasi interamente il potere d’acquisto dello stipendio dei farmacisti. Si aggiungono anche riconoscimento di un’indennità professionale e misure a sostegno della conciliazione tra lavoro e vita privata. Sullo sfondo resta la trattativa ancora ferma per il rinnovo del Ccnl delle farmacie private, rispetto alla quale il sindacato chiede a Federfarma di riaprire il confronto su basi economiche adeguate. Lo sottolinea Benedetta Mariani, componente della delegazione trattante della Filcams Cgil, in un'intervista in cui ripercorre i passaggi che hanno consentito di superare lo stallo nel confronto con Assofarm e indica nell’intesa raggiunta un possibile riferimento anche per la tratttativa per le farmacie private

Quali sono stati i passaggi decisivi che hanno consentito di superare lo stallo e arrivare all’intesa con Assofarm per il rinnovo? 

Il 15 settembre a Roma abbiamo firmato unitariamente con Assofarm un accordo di rinnovo che è frutto di un anno e mezzo di confronto vero e approfondito sulla trasformazione della farmacia in farmacia dei servizi, sul futuro delle farmacie comunali, sulla carenza di farmacisti e la necessità di valorizzare le professionalità. E’ anche un rinnovo che in modo coerente alla discussione in atto a livello confederale sul modello contrattuale recupera quasi tutta l’inflazione e inserisce un meccanismo che proteggerà il potere d’acquisto degli stipendi se nei prossimi anni sarà più alta, con un conguaglio positivo dopo la fine del triennio collegato all’eventuale scostamento dell’inflazione reale rispetto a quella programmata. 

Nella volontà di entrambe le parti di arrivare nel minimo tempo necessario a un accordo solido e di prospettiva, sicuramente è stato importante che gli incontri siano stati così numerosi, almeno uno al mese, per far maturare alcune posizioni. Per comporre i diversi punti di vista sui servizi è stato decisivo il lavoro del Tavolo Tecnico, che infatti viene consolidato in Commissione Permanente e si potrà riunire di nuovo quando sarà necessario. A primavera c’è stato un momento di rottura sull’aumento salariale che giudicavamo drasticamente insufficiente, e abbiamo proclamato unitariamente una giornata di sciopero a cui l’adesione è stata straordinaria, quel giorno sono rimaste chiuse più del 90% delle farmacie comunali non di turno, e questo messaggio forte ha sbloccato le disponibilità. Abbiamo fatto sciopero il 17 giugno su una proposta di 180 euro mensili, abbiamo chiuso la trattativa tre mesi dopo a 250, che per chi vaccina saranno 270. 

Quali saranno ora i passaggi nelle assemblee dei lavoratori prima della firma definitiva? 

Tutti i contratti vengono firmati come ipotesi d’accordo che poi democraticamente ogni parte sottopone al voto di quelli che rappresenta. Quindi Assofarm convocherà l’assemblea delle aziende associate, noi porteremo unitariamente l’accordo al voto nelle assemblee dei lavoratori, a livello aziendale o provinciale. Le stiamo mettendo in programma a partire dalla prossima settimana, il termine per l’approvazione è a un mese dalla firma, perché il primo aumento possa essere inserito già nella busta paga di ottobre

Le misure economiche previste dall’accordo consentono di recuperare il potere d’acquisto perso durante la vacanza contrattuale? E in che modo la nuova scala parametrale rafforza gli aumenti destinati ai lavoratori inquadrati nei livelli più bassi?

L’inflazione subita negli ultimi 4 anni viene recuperata quasi completamente dagli stipendi di tutti i livelli, tra l’importo dell’aumento complessivo triennale, la prima tranche che già paga più di metà di quell’incremento fin dal primo stipendio e l’una tantum di 500 euro che verrà erogata nel 2027. È un passo avanti importantissimo anche il meccanismo di conguaglio dell’eventuale scostamento dell’inflazione nei prossimi anni, che viene inserito per la prima volta.
Sui livelli 4 e 5 è stato aggiunto all’aumento contrattuale un importo che modifica il parametro in modo permanente per rafforzare il potere d’acquisto degli stipendi più bassi. Le dinamiche economiche che hanno reso una realtà in questo paese il lavoro povero hanno reso necessaria questa misura anche in altri rinnovi contrattuali

L’accordo introduce un’indennità professionale. È un riconoscimento del ruolo sanitario e dell’evoluzione professionale del farmacista che potrebbe vedere ulteriori sviluppi durante il percorso di confronto previsto a livello nazionale e regionale?  

Abbiamo condiviso. nella premessa politica al contratto. che la farmacia si sta trasformando e che questo naturalmente impatta su chi ci lavora dentro. E' aumentata la complessità e l’articolazione organizzativa, la professionalità del farmacista è in evoluzione, la vecchia ricetta rossa è ormai elettronica da qualche anno, il corso di laurea è stato recentemente modificato in laurea abilitante, il TULS viene riformato dopo cent’anni, sono finanziate sperimentazioni del convenzionamento di servizi cognitivi a sostegno dell’aderenza terapeutica, ogni mese escono linee guida per servizi nuovi. Abbiamo portato avanti convintamente la richiesta di valorizzare economicamente questo percorso della professione ed è stato decisivo il tavolo tecnico a livello nazionale in cui abbiamo condiviso i principi su formazione adeguata, procedure a piena tutela di salute e sicurezza degli operatori, assicurazione professionale garantita a carico dell’azienda. Nel contratto abbiamo previsto che ci sia un confronto simile con le rappresentanze sindacali nelle aziende sull’organizzazione dei servizi, perché riteniamo che ci sia bisogno di organizzazione del lavoro condivisa e serenità operativa. In una farmacia attuale ci sono molte cose diverse da fare e molto lavoro per tutti, i gruppi di lavoro che funzionano sono articolati. 
La vaccinazione richiede un’abilitazione aggiuntiva che va periodicamente aggiornata, e anche l’adesione delle farmacie alle campagne vaccinali è annuale. L’indennità concordata è correlata a questi elementi. Il confronto previsto a livello nazionale e regionale nelle commissioni tecniche sarà consultivo e non avrà poteri di contrattazione, che invece è una possibilità nel confronto aziendale. L’importo dell’indennità professionale sarà sicuramente ridiscusso nei prossimi rinnovi, coerentemente all’evoluzione dell’impatto organizzativo e anche economico dei servizi in farmacia, che per ora non aumentano la redditività nei bilanci. Sulla valorizzazione professionale è da non trascurare anche la riformulazione dell’indennità speciale, che da ora riconoscerà l’esperienza professionale complessiva in una farmacia aperta al pubblico e non più solo l’anzianità aziendale.

Quali sono le tutele più rilevanti previste nell’accordo in un’ottica di equilibrio vita privata -lavoro

In questo rinnovo ci sono numerosi aspetti migliorativi nella parte normativa sulla conciliazione tra lavoro e vita privata: abbiamo finalmente superato la disparità dei permessi dei neoassunti riportando tutti a 104 ore annue, l’integrazione economica al 100% viene estesa su tutta l’astensione per maternità, è stato inserito il 10% in più sul congedo parentale, raddoppiate le maggiorazioni sul lavoro domenicale (che da ora partiranno dal 40% per arrivare al 60 per chi fa tante domeniche, per esempio i colleghi delle F24h e delle farmacie nei centri commerciali). L’inserimento del protocollo antimolestie oltre al suo valore intrinseco è anche un traguardo politico, specialmente in un settore dove lavorano in così larga prevalenza donne. 

L’intesa con Assofarm arriva mentre è ancora ferma la trattativa per il rinnovo del Ccnl delle farmacie private. Quali prospettive ci sono per una riapertura del tavolo con Federfarma? 

Dopo il rinnovo della convenzione e della remunerazione, con la stabilizzazione normativa della farmacia dei servizi, e quindi sostanzialmente con il primo rifinanziamento del sistema, dopo vent’anni anni di tagli alla spesa farmaceutica territoriale, le farmacie comunali sono arrivate al rinnovo del contratto condividendo coi sindacati l’obiettivo di valorizzare il lavoro per far tornare attrattivo il settore per i professionisti, perché il futuro si costruisce con il lavoro delle persone. 
Attendiamo da mesi, per ora invano, che i titolari di farmacia privata rappresentati da Federfarma diano prova della stessa volontà. Il punto a cui abbiamo rotto la trattativa era una proposta di soli 130 euro per il recupero dell’inflazione anche per il personale non farmacista più 70 euro di indennità per i farmacisti, che proponevano quindi di valorizzare il farmacista collaboratore non in valore assoluto ma per differenziale con il personale non laureato, cioè non per aggiunta ma per sottrazione, e senza che nessuno dei due si avvicinasse nemmeno al recupero dell’inflazione. Una logica che era completamente inaccettabile a febbraio come lo sarebbe adesso. 
Nel rinnovo Assofarm il farmacista prende almeno 250 euro ma un secondo livello arriverà a prenderne 198. Con la firma di questo rinnovo, in sostanza, si può dire che qualunque struttura remunera il lavoro di un farmacista collaboratore molto più di quanto faccia la farmacia privata. Arrivava già a 363 euro mensili il differenziale con lo stipendio di un collega che esercita la professione in parafarmacia, inquadrato al secondo livello del Ccnl Commercio. Dal 1° ottobre, con i primi 150 euro di aumento, la differenza con un collega di farmacia comunale passerà dagli attuali 140 a 290 euro mensili. In assenza del rinnovo del contratto, arriverà fino a 390 euro mensili nei tre anni, 410 per il vaccinatore.

È un dato che intendiamo evidenziare anche attraverso una campagna di comunicazione unitaria che stiamo preparando per richiamare Federfarma alle sue responsabilità verso chi lavora nelle loro farmacie e verso la professione.

ph.cr,magnific

TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), ASSOFARM, FEDERFARMA, FILCAMS CGIL, RINNOVO DEL CONTRATTO

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