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10 Novembre 2020

Tamponi antigenici rapidi in farmacia, il protocollo in uso. Il caso del Lazio

di Lara Figini


Anche il Lazio ha deliberato per consentire di effettuare tamponi antigenici rapidi e test sierologici in farmacia. Il protocollo sanitario predisposto

Anche il Lazio si aggiunge al novero delle Regioni che hanno deliberato per consentire di effettuare tamponi antigenici rapidi e test sierologici in farmacia. Si tratta per ora di un passaggio ancora non declinato, a cui deve seguire la determinazione dell'operatività da parte delle rappresentanze delle farmacie e della Regione, con la "definizione dei capitolati tecnici sulle modalità di adesione e di collegamento al portale regionale di sorveglianza sanitaria". Al momento, quindi, non è ancora possibile eseguirli, ma vale la pena ripercorrere il protocollo sanitario predisposto, per vedere procedure e regole di sicurezza.


Farmacie laziali diventano punto di accesso per test sierologici e tamponi rapidi

A sancire la possibilità per le farmacie laziali di effettuare tamponi antigenici rapidi e test sierologici è la determina della Regione di venerdì (n. 413092) che recepisce l'Accordo tra Amministrazione e Associazioni di categoria delle farmacie convenzionate. Secondo quanto si legge, «l'attuale curva epidemica dei casi di Covid-19 impone di dedicare particolare attenzione nell'adozione di ulteriori misure, aggiuntive, per contrastarne la diffusione. Le farmacie convenzionate pubbliche e private si sono dichiarate disponibili e hanno avanzato la proposta di svolgere la funzione di punto di accesso per test sierologici rapidi ai ramponi antigenici rapidi». In sostanza, si prevede che la partecipazione delle farmacie sia su base volontaria, ma occorrerà darne comunicazione alle strutture sanitarie. Per quanto riguarda, in particolare, il tampone antigenico rapido è possibile il supporto di personale sanitario. L'approvvigionamento dei test avviene da parte delle farmacie - saranno le Associazioni di categoria, attraverso le strutture della distribuzione intermedia, a individuare i test più appropriati - ed è previsto un costo predefinito a carico del cittadino, che non potrà essere superiore a 20 euro per il test sierologico e a 22 per il tampone antigenico. La cifra è comunque comprensiva di tutto il materiale di consumo necessario all'esecuzione.


Il protocollo sanitario su locali, percorsi in sicurezza, protezioni individuali

Per quanto riguarda la procedura, «l'attività sarà svolta su prenotazione all'interno della farmacia in uno spazio dedicato e separato, possibilmente munito di percorsi dedicati all'ingresso e all'uscita per i pazienti. In mancanza di locali adeguati, è possibile svolgere il tampone durante l'orario di chiusura o, in alternativa, in ambiente esterno e adiacente, anche su suolo pubblico, per esempio con gazebo, camper, e così via». Le modalità di esecuzione devono «garantire la sicurezza per l'utenza e per il personale sanitario coinvolto, valutando anche l'utilizzo di barriere in plexiglas per separare operatore e cittadino. È possibile organizzare anche il servizio domiciliare - sia per il test sierologico sia per quello antigienico». Nel caso del test sierologico, è il cittadino a eseguirlo seguendo le istruzioni del farmacista. I dati personali - in particolare codice fiscale e documento di identità - vanno inseriti nella piattaforma informatica. Durante il test, in entrambi i casi chi è presente deve indossare mascherina chirurgica - è consigliata in particolare la FFP2 -, guanti, camice chiuso o usa e getta e una protezione per gli occhi. Il referto verrà consegnato fuori dalla farmacia o per e-mail, se richiesto, e in caso positivo saranno fornite le indicazioni da seguire (in entrambi i casi il cittadino dovrà essere sottoposto a tampone molecolare di conferma e inviato al drive-in con ricetta Dem del medico di medicina generale o del pediatra, ma per il tampone antigenico il farmacista dovrà inoltrare comunicazione all'Asl tramite sistema». In ogni caso, «il farmacista dovrà inserire il risultato nel modulo della regione. I rifiuti sanitari devono essere smaltiti correttamente».

Francesca Giani

TAG: FARMACIE, REGIONE LAZIO, TAMPONI RAPIDI

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