Per gli allergologi della Siaaic e Aaiito si potranno vaccinare anche i soggetti allergici al vaccino anti-Covid e si rendono disponibili a farlo in un ambiente protetto e presidiato da esperti
Nel Regno Unito, primo Paese ad aver dato il via alla distribuzione pubblica del vaccino anti-Covid di Pfizer/Biontech, l'ente regolatorio ha raccomandato di non somministrarlo a chi ha una storia di "significative" reazioni allergiche, in seguito a due casi che si sono verificati, ma secondo gli allergologi gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino, e in ogni caso si rendono disponibili per vaccinare questi soggetti in un ambiente protetto e presidiato da esperti. A sottolinearlo sono le società scientifiche Aaiito, l'Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri e la Siaaic, Società italiana di allergologia asma e immunologia clinica.
I due casi di reazioni allergiche in Uk
Il servizio sanitario nazionale inglese ha fatto sapere che i due soggetti sono operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità assieme a un contingente iniziale di degenti ultraottantenni di queste strutture, e che tutti gli ospedali coinvolti nella distribuzione del vaccino Pfizer sono stati avvertiti dell'accaduto e informati della raccomandazione della Mhra di evitare la somministrazione a chi abbia avuto in passato episodi seri di allergia. Stephen Powis, direttore medico dell'Nhs ha spiegato che si tratta di procedure standard: "È comune che la Mhra suggerisca cautele in caso di nuovi vaccini per le persone con una storia significativa di allergie". Powis ha inoltre assicurato che i due sanitari dell'Nhs andati incontro a reazioni di questo tipo dopo la vaccinazione anti Covid non sono in gravi condizioni e "stanno entrambi riprendendosi bene". Il vaccino è stato "ben tollerato" durante la sperimentazione e non è al centro di alcuna "preoccupazione seria di sicurezza", ha inoltre confermato una portavoce della stessa Pfizer.
Aiito: consentire la vaccinazione in ambiente protetto
Secondo gli allergologi italiani segnalano che le reazioni di tipo anafilattico sono, seppur raramente, segnalate anche per altri tipi di vaccinazioni, e l'attuale carenza di esperienza relativamente alle reazioni a questo vaccino non permette di formulare ipotesi ragionevoli sulle cause e i meccanismi che hanno determinato le suddette reazioni allergiche. Inoltre, ricordano che le linee guida Europee sottolineano che "gli unici fattori di rischio per reazioni allergiche a vaccini sono una pregressa reazione al medesimo vaccino e la presenza concomitante di mastocitosi, malattia rara a rischio di reazioni anafilattiche anche spontanee". E aggiungono: "Essendo il vaccino in questione del tutto nuovo, qualora le Autorità sanitarie italiane ritenessero opportuno per motivi di prudenza considerare a rischio anche i pazienti con pregresse reazioni allergiche gravi non indotte da interventi vaccinali, le Società di allergologia italiane, si rendono fin d'ora disponibili ad offrire la loro consulenza ed eventualmente a consentire la vaccinazione in ambiente protetto presso le strutture di allergologia".
Sifo: farmacista ospedaliero referente della Farmacovigilanza
Sempre in tema di sicurezza dei nuovi vaccini anti-Covid, i farmacisti ospedalieri della Sifo che oggi ha aperto il Congresso nazionale, ricordano il loro ruolo nella gestione delle sospette reazioni avverse (Adr) tramite le reti aziendali, regionali e nazionali di Farmacovigilanza: «Da sempre - dichiara Arturo Cavaliere, presidente della Sifo - il farmacista dei Servizi farmaceutici territoriali e ospedalieri è il referente della Farmacovigilanza: solo l'impegno degli operatori sanitari e il costante presidio attivo di questa attività potrà infatti permettere un corretto tracciamento delle Adr e dare garanzia di vaccinazioni sicure. I risultati di questa attività dovranno essere diffusi in modo chiaro e puntuale, anche con l'obiettivo di arginare derive anti-vaccinazione cui purtroppo abbiamo assistito nel recente passato».
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A cura di Redazione Farmacista33
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