Vaccini anti-Covid, Umbria rinvia collaborazione tra farmacie e Mmg per caregiver e 60enni
Non trova una quadra l'accordo tra farmacisti, medici e Regione Umbria per la somministrazione di vaccini anti-Covid a conviventi e caregiver di alcune categorie fragili
Non trova una quadra l'accordo tra farmacisti, medici di famiglia e Regione Umbria per migliorare l'organizzazione e rende più efficiente la macchina delle somministrazioni di vaccini anti-Covid a conviventi e caregiver di alcune categorie fragili e della coorte dei sessantenni: mancano le dosi e non è stato definito un quadro economico che soddisfi nessuna delle due categorie. Stando a quando riporta la stampa locale per ora la collaborazione tra farmacie e Mmg è stata rimandata.
Mancano dosi e accordo economico
Qualche giorno fa, si legge sull'edizione locale di La Nazione, il commissario per il Covid in Umbria, Massimo D'Angelo, aveva ipotizzato un accordo con le due categorie. I medici percepiscono 8 euro a vaccino e la cifra dovrebbe essere la stessa per le farmacie. Ma è chiaro che una somministrazione "in comune" significherebbe dividere quell'importo. Sia Federfarma che Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ritengono però di non poter rientrare nelle spese con quegli 8 euro. Per questo, pur con toni cordiali e costruttivi, si è deciso di rimandare il tutto a data da destinarsi. Ma il problema principale, come riportano nelle interviste i rappresentati di categoria resta la mancanza di dosi. «Il problema principale è la mancanza di vaccini - affermano sia il presidente umbro di Federfarma, Augusto Luciani, che quello di Perugia, Silvia Pagliacci presenti alla riunione di ieri -. Da parte nostra abbiamo rinnovato la disponibilità a vaccinare a cominciare dal 3 maggio e potremmo farlo con qualsiasi tipo di preparato: sia esso Pfizer, Moderna, Johnson o AstraZeneca. Ma il nodo da sciogliere resta quella della disponibilità di scorte che al momento è limitata». «Abbiamo pensato anche noi ad una eventuale collaborazione con i farmacisti per alcune fasce di età, a cominciare da quella compresa tra 60 e 69 anni - spiega Leandro Pesca, segretario provinciale di Perugia della Fimmg -. Abbiamo chiesto a più riprese alla Regione di fornirci un supporto organizzativo, mettendo a disposizione personale di segreteria o un supporto da parte delle Aft: la gestione della vaccinazione dei 70-79enni e degli ottantenni a domicilio è stata particolarmente problematica per questi motivi. E per questo abbiamo ipotizzato una collaborazione con le farmacie. Certo - conferma Pesca - il problema principale è quello della mancanza dei vaccini: al momento non abbiamo dosi di AstraZeneca e tra poco dobbiamo cominciare i richiami sia di questo che di Moderna e anche questo è carente». Anche il commissario D'Angelo conferma che il problema principale è quello dei rifornimenti. Al momento nella fascia 70-79 anni sono stati vaccinati 30.594 persone, pari al 37,5% del totale (80mila), mentre sono quasi 70mila gli ultraottantenni e la Regione ha fatto sapere che è previsto l'arrivo di 35mila dosi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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