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04 Maggio 2021

Tamponi rapidi fai da te. Autodenuncia, affidabilità e green pass: i nodi ancora aperti


Per maggio sono attesi anche nelle farmacie i test di auto diagnosi per il Covid e Federfarma chiede alcuni chiarimenti al ministero della Salute su diverse criticità

Sono attesi a maggio, anche nelle farmacie, i test di auto diagnosi per il Covid, ma restano ancora aperti nodi su cui Federfarma ha chiesto, e attende, chiarimenti al ministero della Salute: l'esecuzione stessa del prelievo, la auto denuncia del cittadino in caso di positività e la recente introduzione del green pass pongono delle criticità. Ne ha parlato Marco Cossolo, presidente Federfarma intervenendo a un webinar della Onlus Giuseppe Dossetti dedicata al valore del testing nella pandemia.

Uno strumento in più da prendere in considerazione

Secondo gli esperti che hanno partecipato al dibattito il testing è stato sempre al centro di tutta la pandemia, ma non si è riusciti a renderlo protagonista e avere uno strumento diagnostico in più che ci consenta di intercettare e testare i cittadini è una soluzione da prendere in seria considerazione. In particolare, Silvio Gherardi, presidente del Comitato scientifico dell'associazione Giuseppe Dossetti ha dichiarato che «il test fai da te, con le dovute accortezze del caso, potrebbe essere uno strumento in più che si affiancherebbe ai vaccini e ai dispositivi di protezione individuale». Nel suo intervento Cossolo ha ricordato che gli «antigenici oggi in commercio possono essere eseguiti esclusivamente da personale sanitario, tanto che c'è una sospensiva del Consiglio di Stato, pertanto dire che in Italia si possa vendere al grande pubblico un test di auto diagnosi non è vero». E ha aggiunto che «un tampone nel naso in auto somministrazione è abbastanza complesso da fare, serve entrare almeno 5 centimetri nel naso e questo significa farsi una violenza, in pochi quelli che ce la fanno». «I test che arriveranno a maggio in farmacia, i self test, non li conosciamo ancora, lo abbiamo appreso dai giornali. Tanto che abbiamo chiesto al ministero della Salute come comportarci ma non ci hanno ancora risposto. In autogrill già si vendono i sierologici fai da te, ma, nonostante ciò, le persone sono disposte a spendere qualche euro in più pur di avere un esito certo facendolo in un laboratorio di analisi. E veniamo alla questione tracciamento: la responsabilità di auto denuncia del cittadino è solo in capo a lui con il self test, è chiaro che ha bisogno di un sistema per funzionare con il tracing. Infine, il green pass: se devo fare un tampone per ottenere il lasciapassare, è chiaro che non farò il self test».

Un problema etico: in piena crisi economica chi si autodenuncerebbe oggi?

«Il test fai da te impone un problema di natura etica - ha sottolineato Salvatore Amato, presidente dell'Ordine dei medici di Palermo -. In una situazione in cui la crisi economica imperversa in Italia chi denuncerebbe la propria eventuale positività, rinunciando a lavorare? Qualora un cittadino non dovesse segnalare la positività salterebbe l'intero tracciamento. Come Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri siamo dunque contrari a un test che verrebbe eseguito privatamente senza l'ausilio di un operatore sanitario. È necessario, invece, che i risultati di test simili debbano essere trasmessi alle Asl competenti. È necessario, dunque, che il mondo della sanità si interroghi su questo strumento diagnostico, prendendo una decisione univoca e chiara, confrontandosi con la politica».

(SZ)

TAG: AUTODIAGNOSTICA, COVID-19, SARS-COV-2

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